Corso di Comunicazione Assertiva ONLINE

corso assertività online

Docenti: Luca Rizzi
Data: dal 22 gennaio ONLINE
Prezzo: IN OFFERTA A 160€ FINO AL 15 dicembre



Come è organizzato il corso di comunicazione assertiva online

Il corso di comunicazione assertiva online è organizzato su 8 incontri e ha l’obiettivo di aiutarti a diventare assertivo attraverso esercizi e tecniche di comunicazione efficace. Questo corso, se tendi a subire gli altri e ti senti spesso insicuro quando ti confronti con gli altri, è utile anche per migliorare la tua autostima e la fiducia in te stesso. Se invece tendi ad arrabbiarti e ad aggredire gli altri, il corso ti aiuterà a gestire la rabbia e imparare nuovi modi per comunicare in modo efficace.

Durante ogni incontro di questo corso è dato uno spazio introduttivo (15 minuti) al tema principale della giornata, seguito da un parte pratica con tecniche ed esercizi sulla comunicazione verbale e non verbale (20-45 minuti circa), seguita da una riflessione della sua applicazione nella quotidianità.

I dieci incontri affrontano i seguenti temi su un piano teorico:

  • i diritti assertivi
  • gli stili comunicativi e l’autostima
  • esercizi per riconoscere e difendersi dalle critiche manipolative e aggressive
  • il ruolo di credenze ed emozioni nella comunicazione

Le pratiche proposte invece sono:

  • role-playing sulla comunicazione assertiva
  • pratiche di consapevolezza e gestione delle emozioni (come la rabbia, la colpa, la vergogna, che possono interferire con l’assertività)
  • imparare a dire di no
  • pratiche di self-compassion: amarsi e sviluppare fiducia in se stessi

A chi è rivolto il corso di comunicazione assertiva online?

Questo corso online è rivolto a tutti.

  • A insegnanti
  • A professionisti sanitari
  • A chi è interessato all’argomento
  • Dirigenti d’azienda
  • Coppie che vogliono migliorare le proprie capacità comunicative

Il corso di gruppo si tiene su piattaforma Zoom, si svolge su 8 incontri di un’ora e mezza ciascuno e si svolge periodicamente su date prestabilite. Il prossimo corso di comunicazione efficace inizia venerdì 22 gennaio alle ore 20.00. Il numero massimo di partecipanti è 15, questo per permettere, alla fine degli esercizi, dei momenti di condivisione a coppie, a piccoli gruppi o tutti insieme.

Date del corso di gruppo:

  • 22 gennaio
  • 29 gennaio
  • 5 febbraio
  • 12 febbraio
  • 19 febbraio
  • 26 febbraio
  • 5 marzo
  • 12 marzo

Il costo del corso di 8 incontri è di 230 euro. Iscrivendosi entro il 15 dicembre è possibile usufruire della quota ridotta e pagare 160 euro. Per iscriverti manda una mail a l.rizzi@psicoterapiafunzionale.it, ti verrà detto se ci sono ancora posti disponibili e come procedere per l’iscrizione. Per info puoi anche chiamare il 3292169795.

Il corso si rivolge anche al singolo oppure a piccoli gruppi che lo richiedano. Nel caso sia un gruppo (max 20 persone) a chiedere il corso, il prezzo individuale scende in base al numero di persone, fino a un minimo di 100 euro a testa. Il corso individuale può essere svolto in presenza a Padova (a 370 euro) o su piattaforma online al costo di 290 euro. Il corso di gruppo può svolgersi a Padova, in Veneto o Online e può essere svolto in 2 giornate di formazione anziché su 8 incontri da un’ora ciascuno. E’ possibile contattare il docente per avere maggiori informazioni.

Come accedere al corso di comunicazione assertiva online?

Per iscriverti manda una mail a l.rizzi@psicoterapiafunzionale.it, ti verrà detto se ci sono ancora posti disponibili e come procedere per l’iscrizione. Per info puoi anche chiamare il 3292169795.

Quanto costa il training di comunicazione assertiva online?

Il corso di gruppo ha un costo di 230 euro, mentre quello individuale di 370 o 290 euro. L’iscrizione prevede il versamento della quota di iscrizione dell’intero percorso  (con un unico bonifico o in due rate).

 

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Il significato di assertività

L’assertività viene considerata una qualità molto importante per l’uomo, necessaria per difendere i propri pensieri, le proprie posizioni e superare le difficoltà, senza danneggiare gli altri, costituendo così un prerequisito fondamentale per l’auto-realizzazione e lo sviluppo della fiducia in se stessi.

Un interesse nei confronti della comunicazione assertiva era presente già a partire dalla prima metà del XX secolo, mentre cresceva l’interesse per la personalità e per l’auto-realizzazione. In particolar modo, Salter (1949) aveva identificato sei caratteristiche che potevano appartenere ad un carattere più forte e deciso:

  • emotività del linguaggio, che consisteva nell’esprimere apertamente i propri sentimenti;
  • espressività del linguaggio, che consisteva nell’esprimere in maniera precisa i propri sentimenti;
  • capacità di opporsi alle opinioni degli altri attraverso l’espressione delle proprie;
  • maggiore uso del pronome personale “io”;
  • accettare lodi, non come segno di immodestia, ma come una semplice espressione di rispetto per sé stessi;
  • impulsività nelle proprie azioni e rifiuto della pianificazione.

Per Salter, quindi, questa libera e spontanea espressione dei sentimenti, dei desideri e dei bisogni personali conduceva in questo modo ad una maggiore auto-realizzazione e ad un miglior sviluppo personale.

L’assertività per tutelare i propri diritti

L’assertività è un modo per tutelare i diritti individuali che ha guadagnato popolarità dopo il movimento per i diritti civili negli Stati Uniti. Sulla base di ciò numerosi psicologi hanno iniziato ad attribuire importanza alla protezione dei diritti individuali come mezzi di autoaffermazione e come una delle caratteristiche del comportamento assertivo.

Nel 1978 Jakubowki e Lange crearono un elenco (il primo pubblicato) dei diritti assertivi di base. Secondo gli autori, la capacità di accettare e far valere questi diritti era un importante elemento di assertività. Manuel John Smith (1985) studiò poi i diritti individuali nel contesto del comportamento assertivo, redigendo 10 diritti assertivi:

  1. il diritto di giudicare il proprio comportamento, i pensieri e le emozioni assumendosi le responsabilità che derivano da ciò;
  2. il diritto di non offrire ragioni o scuse per giustificare il proprio comportamento;
  3. il diritto di giudicare se si è responsabile della ricerca di soluzioni ai problemi di altre persone;
  4. il diritto di cambiare idea;
  5. il diritto di commettere errori e di esserne responsabili;
  6. il diritto di dire “Non lo so”;
  7. il diritto di essere indipendenti dagli altri;
  8. il diritto di essere illogici nel prendere decisioni;
  9. il diritto di dire “Non capisco”;
  10. il diritto di dire “Non mi interessa”.

Secondo Smith, tali diritti erano applicabili a tutti gli aspetti della vita, compreso quella sessuale.

La comunicazione assertiva e l’autostima

In relazione ai crescenti movimenti di stampo femminista negli anni ’80-’90 è stata prestata maggiore attenzione al ruolo e ai diritti delle donne. E’ tuttora importante che la donna acquisisca “abilità assertive”. L’acquisizione di tali “abilità assertive” da parte della donna porta ad un incremento di autostima, fiducia in se stessi, fiducia e accettazione di sé, ma anche di riduzione del disagio emotivo, della depressione di salute mentale generale.

Poi, durante il XXI secolo si iniziò a prestare particolare attenzione al ruolo dell’assertività nel moderno sistema educativo. Molti autori, infatti, appurarono che il comportamento assertivo fosse il metodo di comunicazione più costruttivo nel processo di insegnamento, creando un forte impatto educativo sui giovani, facilitando lo sviluppo di preziose qualità personali.

L’introduzione di tecniche assertive nell’insegnamento ne ha influenzato la qualità, generando maggiore autostima e soddisfazione personale per gli insegnanti. Invece sviluppare abilità assertive negli studenti permise di riconoscere le proprie emozioni e i propri bisogni, far fronte ai sentimenti negativi, avere rispetto verso i coetanei e gli anziani, aumentando la propria autostima e l’accettazione di sé.

Partendo da questi presupposti, si ritiene necessario utilizzare l’insegnamento di abilità assertive per il personale ospedaliero, in particolar modo per gli infermieri, che a causa della percezione del loro ruolo come subordinato al resto del personale ospedaliero, portavano così ad una riduzione dell’efficacia della loro attività.