Disturbo del desiderio sessuale ipoattivo

disturbo del desiderio

Cos’è il disturbo del desiderio sessuale ipoattivo

Prima di parlare del disturbo del desiderio sessuale ipoattivo (HSDD-Hypoactive sexual desire disorder) è necessario fare una premessa in cui si introduce il concetto di fantasia sessuale. Cosa si intende con “fantasia sessuale”? Si tratta di uno scenario in cui si presentano una o più immagini attraverso le quali l’individuo può auto-erotizzarsi a livello mentale. Tali fantasie possono essere più o meno consce, in quanto possono venirci in mente all’improvviso o possono generarsi consapevolmente in determinate situazioni. Sta di fatto che queste immagini mentali rivestono un ruolo abbastanza importante nella vita quotidiana, perché, stimolando la creatività e risvegliando il desiderio, aumentano l’eccitazione e favoriscono l’orgasmo.

Donne e uomini non hanno le stesse fantasie sessuali. Attraverso studi empirici (Ellis & Symons, 1990) è stato dimostrato che, mentre per gli uomini hanno più importanza le immagini visive e le caratteristiche fisiche, le fantasie delle donne hanno più probabilità di includere partner familiari e descrizioni sia del contesto che dell’ambientazione e numerosi aspetti legati alle caratteristiche emotive dell’altro, in quanto una donna ha molta più possibilità di un uomo di eccitarsi, attraverso le fantasie sessuali, anche solo emotivamente.

Inoltre, è stato scoperto che le fantasie sessuali delle donne contengono più affetto e impegno ed enfatizzano temi di tenerezza e dolcezza. Infatti, le fantasie degli uomini specificano molti più atti sessuali, organi genitali e un maggior numero di contenuti visivi, poiché si concentrano molto sui minimi dettagli dell’aspetto fisico del partner o di estranei.

A dimostrazione di ciò, secondo un’analisi della letteratura erotica, i libri destinati a uomini e quelli destinati a donne differiscono notevolmente sotto molteplici aspetti. I romanzi pornografici maschili sono pieni di evocazioni di immagini di corpi femminili e soprattutto dei genitali; mentre i romanzi rosa esplorano tutte le sfumature emotive che trasformano in qualcosa di più profondo la semplice congiunzione dei corpi.

Principalmente le donne fantasticano sull’aver rapporti con uno sconosciuto o sull’averli in luoghi pubblici rischiando di esser scoperte, sulla sottomissione e sulla dominazione. Gli uomini, invece, fantasticano di aver rapporti sessuali con più persone, di provare lo scambismo o il voyerismo.

In generale, condividere una fantasia con il partner migliora la comunicazione della coppia, oltre che essere eccitante. Tuttavia, spesso, a causa dell’imbarazzo, non se ne parla liberamente. Non c’è nulla di male nel non voler condividere alcuni dei propri pensieri, ma preme ricordare che avere conversazioni di questo tipo in modo rispettoso può essere molto vantaggioso per la coppia.

Teoria ed incidenza

Quando si parla del disturbo del desiderio sessuale ipoattivo ci si riferisce ad una persistente o ricorrente carenza o assenza di fantasie sessuali e/o del desiderio di svolgere attività sessuali, che provoca sofferenza o disagio personale e riguarda sia le donne che gli uomini.

Tuttavia il DSM-V distingue i due disturbi in base al sesso. Il disturbo del desiderio sessuale ipoattivo maschile presenta questi criteri:

  1. Persistente o ricorrente insufficienza (o assenza) di pensieri o fantasie sessuali/erotici e di desiderio di attività sessuale. Il giudizio di carenza è fatto dal clinico, tenendo conto dei fattori che influenzato il funzionamento sessuale, come l’età e il contesto di vita generale e socioculturale dell’individuo.
  2. I sintomi del Criterio A si sono protratti come minimo per circa 6 mesi.
  3. I sintomi del Criterio A causano nell’individuo un disagio clinicamente significativo.
  4. La disfunzione sessuale non è meglio spiegata da un disturbo mentale non sessuale o come conseguenza di un grave disagio relazionale o di altri significativi fattori stressanti e non è attribuibile agli effetti di una sostanza/farmaco o di un’altra condizione medica.

Invece, il disturbo del desiderio sessuale femminile presenta tali criteri:

  1. Mancanza, o significativa riduzione, di desiderio/eccitazione sessuale, come manifestato da almeno tre dei seguenti problemi:
  2. Assente/ridotto interesse per l’attività sessuale;
  3. Assenti/ridotti pensieri o fantasie sessuali/erotici;
  4. Assente/ridotta iniziativa nel rapporto sessuale e generale rifiuto delle iniziative del partner;
  5. Assenza/riduzione dell’eccitazione/piacere durante l’attività sessuale in tutti o quasi tutti (circa il 75-100%) i rapporti sessuali (in determinate circostanze situazionali o, se generalizzato, in ogni circostanza);
  6. Assenza/riduzione del desiderio/eccitazione sessuale in risposta a possibili stimoli sessuali/erotici interni o esterni (per es. scritti, verbali, visivi);
  7. Assenti/ridotte sensazioni genitali o non genitali durante l’attività sessuale in tutti o quasi tutti (circa il 75-100%) i rapporti sessuali (in determinate circostanze situazionali o, se generalizzato, in ogni circostanza).
  8. I sintomi del Criterio A si sono protratti come minimo per circa 6 mesi.
  9. I sintomi del Criterio A causano nell’individuo un disagio clinicamente significativo.
  10. La disfunzione sessuale non è meglio spiegata da un disturbo mentale non sessuale o come conseguenza di un grave disagio relazionale o di altri significativi fattori stressanti e non è attribuibile agli effetti di una sostanza/farmaco o di un’altra condizione medica.

Entrambi i disturbi possono essere suddivisi in:

  • acquisito: il livello di desiderio sessuale è dipendente dalle aspettative e dalle esperienze di vita che ciascuno possiede riguardo al comportamento sessuale, a loro volta dovuti ad esperienze personali negative e apprendimenti culturali che possono condizionare il livello di desiderio sessuale;
  • situazionale: il desiderio sessuale è presente con un solo partner o solo in determinate circostanze ambientali;
  • generalizzato: il desiderio sessuale scarso è presente costantemente ed è indipendente dalla variazione del partner;
  • permanente: la persona ha sempre avuto un livello di libido basso.

Questo disturbo risulta essere più comune nelle donne e, in base agli studi e ai sondaggi, colpisce circa il 30% delle donne in età adulta.

Si stima, invece, che il disturbo sia presente nel 6% della popolazione maschile tra i 18 e i 24 anni e nel 41% degli uomini tra i 66 e i 74 anni.

Cause e fattori di rischio

Il disturbo del desiderio sessuale femminile si può ricondurre a varie cause di differenti tipologie.

Circa le cause mediche e farmacologiche il calo del desiderio sessuale può dipendere da malattie dell’ipofisi, malattie psichiatriche, malattie della tiroide, carenze ormonali e menopausa, lo scarso tono dei muscoli perivaginali che comporta difficoltà di eccitamento e di raggiungimento dell’orgasmo, l’uso di antinfiammatori steroidei, antidepressivi triciclici e antiepilettici.

A livello psicologico si può trattare di difficoltà nell’elaborazione di fantasie sessuali, fobie sessuali specifiche, paura della gravidanza, stress interni ed esterni, preoccupazione per il proprio invecchiamento o anche della cosiddetta sindrome della vedova.

Per quanto riguarda l’aspetto relazionale può dipendere dalle scarse abilità sessuali del partner o mancanza di attrazione nei suoi confronti, dalle scarse abilità di comunicazione della coppia, dalla difficoltà a fondere i sentimenti di amore con il desiderio sessuale.

In merito al disturbo del desiderio sessuale ipoattivo maschile sono molteplici i fattori di rischio che sono stati recentemente scoperti tramite l’utilizzo dell’intervista SIEDY. Per quanto riguarda i fattori temperamentali  abbiamo l’umore ansioso, un senso di bassa autoefficacia e autostima, un basso grado di empatia e difficoltà nell’ascoltare il desiderio sessuale del proprio partner; per i fattori socioculturali e ambientali vi è l’uso eccessivo di alcool, l’omofobia interiorizzata, problemi nelle relazioni interpersonali, una cattiva educazione sessuale e abusi in infanzia o adolescenza; infine in merito ai fattori genetici troviamo l’iperprolattinemia, l’età superiore ai 50 anni, l’iposviluppo delle gonadi e i bassi livelli di testosterone.

Conseguenze psicologiche

Una ricerca (Trudel, Aubin & Benoit, 1995) ha cercato di verificare due ipotesi e scoprire quindi se l’estensione del repertorio sessuale di una coppia col disturbo del desiderio sessuale ipoattivo fosse più limitato rispetto ad una coppia che non presentava problemi di tipo sessuale e inoltre capire se vi fosse una differenza nel livello di piacere associato a varie attività sessuali tra le coppie con il disturbo e coppie senza problemi.

Tramite dei questionari, come l’SBI è stata convalidata la prima ipotesi, dimostrando che effettivamente i soggetti che soffrono di questo disturbo sperimentano meno attività sessuale e in particolar modo ne sperimentano ancor meno con il partner. Inoltre, anche la seconda ipotesi è stata confermata, tramite l’uso di diverse scale.

Mentre tramite una ricerca condotta dal Women’s International Sexuality and Health Survey (WISHeS) si stima che le donne che soffrono di questo disturbo siano maggiormente inclini a provare disagio rispetto alla scarsità del loro desiderio e sono più inclini rispetto ad altre donne a provare emozioni negative. La ricerca ha compreso un campione di oltre 1700 donne ed è emerso che le donne con scarso desiderio sessuale, rispetto alle donne senza problemi di tipo sessuale, mostrano:

  • Un’incidenza 2,5 volte più elevata di scarsa felicità generale;
  • Un’incidenza 3,5 volte più elevata di scarsa soddisfazione emotiva;
  • Un‘incidenza 4 volte più elevata di scarsa soddisfazione fisica.

Questo dimostra quanto il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo sia importante nella vita dell’individuo che ne soffre e nella relazione.

È evidente come questo sia un limite “tra le lenzuola”, portando a chiare difficoltà nella vita di coppia.

Trattamenti e terapie

Poiché i fattori che determinano il disturbo del desiderio sessuale ipoattivo sono numerosi, complessi e di varie origini, la terapia deve considerare tutti i vari aspetti. Se si tratta di problematiche biologiche è importante fare un controllo del livello del testosterone con conseguente intervento su questo aspetto.

Mentre la Terapia Mansionale Integrata, principale approccio orientato al trattamento dei disturbi sessuali, sembra essere funzionale. È caratterizzata da un percorso abbastanza breve, circa 6-12 mesi, durante i quali al soggetto o alla coppia vengono assegnati una serie di compiti che hanno come obiettivo quello di guidare verso un’altra visione della sessualità. Si tratta di un percorso composto da 4 tappe:

  • La conoscenza di sé, ovvero la conoscenza personale e comportamentale del proprio corpo e delle proprie risposte sessuali;
  • La conoscenza di sé con l’altro, cioè la trasformazione del partner in uno “specchio” in cui osservarsi sui livelli comportamentali, cognitivi e relazionali;
  • La conoscenza del proprio piacere e dei propri vissuti, entrando in contatto con le proprie emozioni;
  • La conoscenza dell’intimità di coppia, cioè l’esplorazione dei comportamenti necessari per procurare piacere reciproco e l’esposizione a livelli di intimità crescente.

Inoltre, risulta essere molto utile la psicoeducazione, che porta a una maggiore conoscenza dell’anatomia sessuale e del ciclo di risposta sessuale, un miglioramento della consapevolezza del proprio corpo e una maggiore comprensione dei fattori fisiologici e psicologici coinvolti nel rapporto sessuale.

Vi sono poi, oltre il corretto uso di materiale erotico, numerosi training di abilità sessuali, esercizi di focalizzazione sensoriale, esercizi di stimolazione genitale e/o masturbazione.

Masturbazione consapevole: aumenta il piacere sessuale per te stesso e il tuo partner!

L’esplorazione del nostro corpo crea una connessione con i nostri cinque sensi. Se nello stesso momento in cui esploriamo noi stessi aggiungiamo un comportamento sessuale ricadiamo nella pratica della masturbazione. Questo è spesso un aspetto che fa storcere il naso, crea imbarazzo o viene ritenuto “sporco”, poco elegante, insomma, qualcosa da tenere nascosto evitando il suo inserimento nel parlato quotidiano. Con questo non vogliamo dire che dovremmo parlare delle nostre pratiche di masturbazione ai quattro venti, ovvio, ma che di certo non dovremmo né stigmatizzare né denigrare la masturbazione. Nonostante i tabù e gli stereotipi consolidati, masturbarsi è da considerarsi come un’evoluzione dell’esplorazione del proprio corpo. Uno step in avanti che ci fa prendere cura di noi stessi e che se fatto in modo consapevole può apportare un miglioramento nella nostra vita sessuale.  Betty Dodson, famosa educatrice sessuale, nonché femminista, afferma che tutte le forme di espressione sessuale vanno a svilupparsi a partire dalla masturbazione per poi venire influenzate dalle nostre esperienze sociali.

Donne e masturbazione consapevole

Di seguito, un breve esempio di esercizio da svolgere attraverso la mindfulness per entrare in contatto col proprio corpo, i cinque sensi e il piacere sessuale. Sottolineiamo che apportando qualche piccola modifica all’attività, quest’ultima può essere adatta alla masturbazione maschile, nonché a quella di coppia che sappiamo solidificare il legame di fiducia e la connessione tra partner.

  • Ritagliati almeno mezz’ora di tempo per poter praticare l’esercizio nelle sue varie fasi in assenza di pressioni esterne.
  • Allontanati da ogni possibile distrazione (cellulari, tv, ecc.…), l’ambiente in cui svolgi l’esercizio dev’essere tranquillo.
  • Durante questa pratica nota le varie sensazioni fisiche che arrivano dai tuoi genitali e con gentilezza presta attenzione anche a pensieri, emozioni, alle immagini mentali e agli schemi che accompagnano questa esperienza.
  • Ogni volta che senti di starti perdendo, allontanandoti da questa esperienza ricca di significati, stringi il filo della consapevolezza e riportati al momento presente, quello che stai vivendo.
  • Durante la masturbazione utilizza una lozione, olio o gel apposito per le parti intime. Questa attenzione migliora l’esperienza rendendola maggiormente piacevole.
  • Stenditi sulla schiena, nel tuo divano, letto, in posto morbido e confortevole, assicurandoti che la temperatura dell’ambiente sia ideale per favorire il rilassamento muscolare.
  • Se vuoi puoi mettere un sottofondo musicale rilassante per aiutarti a tenere il mondo esterno fuori da questo momento intimo.
  • Prendi il lubrificante scelto e applicalo sull’area pubica, con delicatezza, attraverso movimenti circolari con i polpastrelli.
  • Ascolta le sensazioni che arrivano dal tuo corpo, dal contatto dei polpastrelli con la tua pelle.
  • Presta attenzione alle immagini che vengono a crearsi, ai pensieri e alle emozioni che accompagnano questa personale esperienza. Continua secondo questa modalità per circa 2 minuti.
  • Se senti che ti stai allontanando dal momento presente, osserva, accetta questa disconnessione temporanea e torna all’esperienza del qui ed ora.
  • Adesso aumenta la pressione del tocco ed inizia ad utilizzare anche il palmo della mano.
  • Per il momento evita le pressioni dirette sul clitoride. Gioca col tuo tocco. Può esserci più o meno pressione, i movimenti possono cambiare, sperimenta, esplora e finché fai ciò continua nella stimolazione del monte di Venere.
  • Ancora una volta, ascoltati, lascia fluire le tue percezioni fisiche e mentali. Continua con questa modalità per circa 2 minuti.
  • E ora, sposta il focus sulle labbra vaginali. Riapplica il gel lubricante o la lozione scelta ed inizia a stimolare questa zona con la punta delle dita.
  • Fai dei movimenti continui, ma leggeri, su e giù, e attorno alle piccole e grandi labbra.
  • Focalizza l’attenzione sulle percezioni che arrivano dal tuo tocco e nota i pensieri, le immagini e le emozioni legate a questo momento.
  • Ancora una volta, se senti che la tua mente si allontana dal qui ed ora, distratta da pensieri non utili, nota questo fatto e poi gentilmente ritorna al momento presente, alle tue sensazioni psicofisiche attuali.
  • Continua a massaggiare piccole e grandi labbra, iniziando però anche a frizionarle con delicatezza tra pollice e indice.
  • Tieni il focus sulle percezioni provenienti dalle tue labbra durate l’azione del tuo tocco. Nota le immagini, i pensieri, le emozioni e gli schemi personali che questa azione fa emergere nella tua mente. Continua secondo questa modalità per circa 2 minuti.
  • Adesso focalizzati sul clitoride, massaggiandolo dolcemente con le dita delle mani.
  • Prova differenti tipologie di stimolazione, cambiando i livelli di pressione e massaggia il punto in cui le labbra vaginali incontrano il clitoride.
  • Presta attenzione alle percezioni psicofisiche che giungono alla tua mente. Le sensazioni che il tuo tocco fa emergere assieme ad immagini, pensieri, emozioni e schemi personali. Continua secondo questa modalità per circa 2 minuti.
  • Se senti di starti perdendo, allontanandoti da questa esperienza ricca di significati, stringi il filo della consapevolezza e riportati gentilmente al momento presente, quello che stai vivendo.
  • Applica il gel lubrificante o la lozione intima da te scelta sul perineo con leggeri movimenti circolari dei polpastrelli.

Iniziamo a sdogare i falsi miti sulla masturbazione, superiamo i classici pensieri giudicanti ed iniziamo a guardala oggettivamente per ciò che rappresenta. La masturbazione consapevole è da considerarsi una vera e propria pratica di mindfulness personale. Rappresenta un momento intimo in cui si ha l’occasione di entrare in contatto con la propria risposta sessuale e allo stesso tempo col “qui ed ora”.

Scopri cos’è la terapia sessuale

Terapia sessuale

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https://www.simonachiari.it/desiderio-sessuale-ipoattivo-femminile/