Perché la musica suscita emozioni immagini e ricordi?

Perché la musica suscita emozioni immagini e ricordi

La musica, intesa come stimolo emozionale, è molto complessa e può suscitare le emozioni in diversi modi. Le emozioni possono essere suscitate dalla struttura intrinseca della musica o dal contesto in cui la musica è inserita o a cui fa riferimento, a fattori cioè esterni alla musica.

I meccanismi che permettono alle emozioni di essere suscitate tramite brani musicali sono:  a) riflessi del tronco cerebrale; b) condizionamento valutativo; c) contagio emotivo; d) immaginazione visiva; e) memoria episodica; f) aspettativa musicale.

Le più importanti caratteristiche acustiche di un brano musicale sono colte dal tronco encefalico, attraverso lo stesso meccanismo per cui i suoni improvvisi producono un’attivazione del sistema nervoso centrale. La risposta generata dal tronco encefalico è veloce e automatica.

Il condizionamento classico si riferisce al fatto che un’emozione può essere indotta da un brano poiché questo è stato associato ripetutamente a eventi emotivamente positivi o negativi.

Nel cosiddetto contagio emotivo, l’emozione viene indotta da un brano musicale perché l’ascoltatore percepisce le emozioni che la musica vuole trasmettere e le “mima” internamente, attraverso la mediazione dei neuroni a specchio. Ricerche recenti hanno confermato che è possibile percepire le emozioni altrui sentendo solamente la voce di altri e quindi associando ad un determinato tono una certa emozione (Neumann & Strack, 2000). La voce può esprimere emozioni mediante la regolazione della frequenza fondamentale, dell’intensità, della distribuzione dell’energia nello spettro e di alcuni pattern temporali o ritmici. La musica suscita emozioni poiché è caratterizzata da quelle stesse strutture che sono presenti anche nel linguaggio parlato e che permettono di esprimere le emozioni (Juslin & Laukka, 2003). Ad esempio, un discorso pervaso dall’emozione della rabbia è caratterizzato da un ritmo veloce, un timbro aspro e una intensità alta. Un brano musicale per suscitare l’emozione della rabbia ha le stesse caratteristiche. Questo rende la musica un efficace strumento per suscitare e trasmettere emozioni, poiché il cervello risponde in modo automatico ad alcune caratteristiche universali ed innate.

Un altro modo per suscitare emozioni è attraverso l’immaginazione visiva, poiché l’affiorare di particolari immagini nella mente durante l’ascolto di un brano musicale provoca emozioni associate all’immagine stessa. Come già precedentemente accennato, l’immaginazione visiva è uno dei processi che permette di evocare emozioni tramite la musica, si sostiene infatti che un’emozione possa essere indotta a causa della comparsa di immagini particolari che il brano suscita, ad esempio un bel paesaggio. Una caratteristica di questo processo consiste nel fatto che l’ascoltatore sia in grado di influenzare le emozioni poiché può selezionare e scegliere le immagini desiderate.Questo processo si verifica in assenza di stimoli sensoriali rilevanti ed è stato dimostrato che i brani musicali sono particolarmente efficaci nell’indurre immagini visive (Obsorne, 1980; Quittner & Glueckauf, 1983). Non è ancora chiara l’esatta natura di questo processo ma sembra che coloro che ascoltano i brani concettualizzino la struttura musicale attraverso una corrispondenza metaforica non verbale tra la musica e gli schemi di immagini radicati nell’esperienza corporea (Blonde, 2006; Lakoff & Jhonson, 1980). Gli ascoltatori reagiscono ad immagini mentali nello stesso modo in cui reagirebbero agli stessi stimoli ma reali. Secondo Obsorne (1989) ci sono dei temi che ricorrono nelle immagini evocate dalla musica, come la natura, ad esempio sole, cielo, mare, oppure le esperienze extra corporee, ad esempio fluttuare nello spazio, ma questi risultati sono probabilmente influenzati da un particolare stile musicale utilizzato nella ricerca sopracitata. Certe caratteristiche del brano infatti sono efficaci nello stimolare vivide immagini come ad esempio la ripetizione, la prevedibilità in elementi melodici, armonici e ritmici, e il tempo lento (McKinner & Timms, 1995). Le immagini visive in rapporto con la musica sono state studiate e approfondite soprattutto nel contesto della musicoterapia (Toomey, 1996-1997). Helen Bonny infatti ha sviluppato il metodo “Giuded Imagery and Music” (GIM) , in cui il soggetto è invitato a condividere le immagini che sta vedendo in tempo reale durante una sequenza pre- programmata di brani musicali.

La memoria episodica invece si riferisce ad un processo che avviene nel momento in cui   un brano musicale evoca il ricordo di un evento particolare vissuto dalla persona che ascolta. Tramite la memoria episodica le emozioni si manifestano poiché un brano musicale riporta alla mente ricordi specifici e connessi con determinate emozioni (Davies, 1978). Uno degli esempi più calzanti a questo riguardo è l’ascolto di Danubio Blu di Strauss che molti di noi sicuramente associano a “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick, in seguito alla visione del film. Quando vengono evocati dei ricordi, automaticamente vengono evocate anche le emozioni collegate a quei particolari ricordi (Baumgartner, 1992). Queste emozioni vengono memorizzate associandole all’esperienza vissuta, e ciò permette la rievocazione delle emozioni nel momento in cui viene ricordata l’esperienza. Secondo Lang (1979) i ricordi evocati dalla musica sono legati soprattutto alle relazioni sociali, ma in realtà, coinvolgono qualsiasi tipo di evento come per esempio una vacanza, un concerto musicale, la vittoria di un incontro di calcio, la morte di un nonno o i ricordi d’infanzia (Baugmartner, 1992). Nei bambini la capacità di ricordare tramite la memoria episodica si sviluppa lentamente durante gli anni pre-scolari mentre negli anziani è il primo tipo di memoria che comincia a peggiorare durante l’invecchiamento. La memoria episodica si riferisce sempre ad un ricordo cosciente di un evento già vissuto. Le reazioni emotive alla musica riguardanti la memoria episodica coinvolgono più comunemente eventi della giovinezza e dell’età adulta rispetto ad altri periodi della vita. Di conseguenza la nostalgia è il tipo di risposta emotiva più comune (Sloboda & O’ Neill, 2001).

L’aspettativa musicale si riferisce al processo per cui un’emozione viene indotta nell’ascoltatore grazie ad una caratteristica specifica nella struttura del brano musicale che viola, ritarda o conferma le aspettative dell’ascoltatore sulla continuazione del brano (Sloboda, 1992). Durante l’ascolto di un brano, l’intensità delle emozioni provate non è sempre la stessa ma ha dei picchi e dei minimi (Madsen, Brittin e Capperella-Sheldon, 1993). Solo in alcuni momenti un’emozione è forte e questo secondo Sloboda (1991, 1992) dipenderebbe da alcune caratteristiche strutturali, che insieme creano, mantengono, confermano o smentiscono le aspettative che si forma l’ascoltatore sullo svolgersi di un brano musicale. Tali aspettative potrebbero operare ad un primitivo livello di elaborazione percettiva come succede per la percezione visiva che può essere in parte spiegata mediante le leggi della Gestalt (Meyer, 1956). Quindi allo stesso modo in cui percepiamo la continuità di una linea o di una figura nonostante sia in parte nascosta da un oggetto, in base al principio del completamento amodale di Kanizsa (1952), così una particolare successione di suoni provoca una aspettativa su come proseguirà la melodia. Nel caso in cui l’ascoltatore si crei una aspettativa che poi viene confermata, l’emozione risulterà positiva, nel caso contrario negativa o di sorpresa (Meyer, 1956). La teoria dell’aspettativa spiega la tensione, la sorpresa e le emozioni positive ma non è in grado di spiegare emozioni come la tristezza o la rabbia, vale a dire tutte quelle emozioni che comunque sono provate durante l’ascolto di un brano.

Le emozioni suscitate dalla musica possono interagire in diversi modi dando origine ad una gran quantità di vissuti emotivi a volte anche ambigui.