Comportamenti osservabili dall’esterno nei disturbi alimentari

Comportamenti osservabili dall'esterno nei disturbi alimentari

I Comportamenti visibili esteriormente nei disturbi alimentari sono:

  • La restrizione: la limitazione intenzionale delle calorie assunte. La restrizione è visibile su un continuum: dall’evitare i grassi su indicazione del medico all’assumere 500 calorie al giorno per un lungo periodo (finché si riesce). La restrizione diventa più rigida quando il dimagrimento rallenta. La restrizione è un modo per gestire pensieri, sensazioni e percezioni legate al proprio corpo e a sé. Questo comportamento è rinforzato dalla perdita di peso e dall’esperienza positiva del proprio corpo e di sé che ne consegue.
  • Le abbuffate: la consumazione di una quantità di cibo superiore a quella prevedibile dal contesto. A volte implica il mangiare più velocemente del solito. È osservabile su un continuum rispetto a quantità di cibo assunto, tipo di cibo e periodicità degli episodi. Le abbuffate vengono vissute come involontarie e fuori dal proprio controllo. Le abbuffate tendono a presentarsi in periodi in cui la persona è a dieta e avvengono in risposta a esperienze che causano sofferenza e il cibo ha una funzione di sollievo.Le abbuffate sono strategie di coping di emozioni molto intense. Il successivo piacere a breve termine dell’abbuffata viene sostituito con malessere fisico ed emotivo e relativi pensieri, esperienze dolorose che a loro volta incrementano la probabilità di un successivo episodio di abbuffata.
  • I comportamenti compensatori: quei comportamenti che sono intrapresi per evitare di prendere peso. Esempi sono dal saltare il pranzo o fare un miglio in più sul tapis roulant ai più nocivi comportamenti di assumere lassativi, auto indursi il vomito o purgarsi ripetutamente.  I comportamenti compensatori hanno la funzione di “rimediare” all’assunzione di cibo. Gli effetti a lungo termine non hanno effetti sulla cessazione del comportamento, rinforzato nel breve termine dal sentirsi più leggeri, energici.
  • L’ evitamento dell’immagine corporea non è tra i criteri del DSM ma è spesso associata ai disturbi alimentari. L’evitamento dell’immagine corporea è ogni comportamento che ha la funzione di evitare o cambiare l’esperienza che la persona fa del proprio corpo. Comportamenti di questo tipo sono il controllarsi allo specchio o il pizzicarsi i fianchi più volte al giorno per rassicurarsi che non si siano formati accumuli di grasso. Altri comportamenti sono l’evitare di mettersi alcuni vestiti o di mostrare alcune parti del proprio corpo  (ad esempio indossando biancheria snellente). I comportamenti sotto questa categoria possono anche essere l’evitamento degli specchi, probabile quando il controllo passato non ha sortito gli effetti desiderati.