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	<title>Emozioni &#8211; Studio Psicologia Rizzi</title>
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	<description>Psicologo e psicoterapeuta a Padova e San Donà di Piave. Tratta Disturbi Sessuali, Psicosomatici, Stress, Depressione e Ansia. Primo incontro gratuito.</description>
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		<title>Storia della musica ed emozioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2015 10:54:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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<p>La musica è presente in tutte le culture e in tutti i popoli della terra e può avere svariati ruoli, da quelli sociali a quelli rituali. La musica che appartiene al nostro contesto culturale è quella che generalmente viene identificata col nome di musica occidentale e le sue radici risalgono agli antichi Greci, anche se poco ci è pervenuto della loro musica.</p>
<p>La musica Occidentale è strettamente legata al concetto di emozioni. Possiamo notare l’esistenza di questo legame fin dalla culla della musica presso i Greci. Allora questa era una forma d’arte molto importante e aveva il ruolo di accompagnare la poesia e i cori nel teatro, per enfatizzare le emozioni trasmesse dal significato delle parole.</p>
<p>Nel Medioevo la musica si divise in sacra e profana, e la prima ebbe due funzioni distinte: inizialmente ebbe la funzione di avvicinare il popolo alle cerimonie religiose e di farlo partecipare a queste mediante i canti gregoriani, successivamente di rappresentare Dio mediante la polifonia, un intreccio complicato di più linee melodiche vocali che avevano lo scopo di riprodurre le voci angeliche del paradiso. Come si può vedere la musica era ancora strettamente legata alla parola e non aveva una sua indipendenza da questa nel comunicare le emozioni.</p>
<p>Il panorama musicale cambiò invece completamente con la nascita del melodramma nel Seicento. In quel periodo si riscoprì l’antico teatro Greco e si cercò di farlo rinascere mediante questo nuovo genere che ebbe subito un grande successo. Nato in Italia, la voce deteneva ancora il ruolo principale: si riteneva che solo così potessero essere trasmessi i significati e le emozioni. Ma fu proprio il successo di questo genere che in un certo senso ne determinò se non la fine, un profondo mutamento. Infatti il melodramma si espanse in tutta Europa, ma le parti vocali non si prestavano a venire tradotte nelle altre lingue per cui persero gradualmente valore. A questo punto avvenne qualcosa di molto importante che pose il seme della musica moderna: le orchestre acquistarono autonomia e si iniziò a capire che la musica, da sola, senza l’accompagnamento vocale, poteva trasmettere emozioni svariate. Nel Settecento comparvero così Bach e Handel, Haydn e Mozart. Questi ultimi avevano colto il potenziale espressivo della musica, ma erano ancora vincolati a comporre della musica su commissione o per qualche particolare occasione. La musica si slegò da queste ultime catene all’inizio dell’Ottocento con Beethoven grazie al quale assunse la completa indipendenza dalla parola, anzi venne ritenuta la forma d’arte più nobile proprio per questo motivo. Ma musica e parola non restarono separate a lungo perché questa indipendenza fu la culla della musicologia, la scienza che studia tutti gli aspetti della musica. In altri termini fiorirono una quantità smisurata di libri per interpretare la Nona o la Quinta sinfonia di Beethoven e per interpretare la musica in generale, cercando di darle un significato. Paradossalmente per i Romantici la musica fu più che mai una lingua sonora e non era fine a se stessa come poteva essere per Mozart o per Haydn, bensì aveva una precisa funzione di comunicazione (Mila, 1946). Schumann raccontava “Le scene del bosco” con il pianoforte e faceva rivelare all’“Uccello profeta” i segreti della natura, Chopin dipingeva se stesso e la natura nei suoi “Notturni”. Questi e molti altri esempi possono farci capire quale era il potenziale comunicativo della musica in questo periodo storico.</p>
<p>Ancora oggi uno dei ruoli più importanti della musica moderna è quello di suscitare emozioni in chi la ascolta.</p>
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		<title>Il contatto fisico e la comunicazione delle emozioni</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/contatto-fisico-la-comunicazione-delle-emozioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2015 11:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[contatto fisico]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[tocco]]></category>
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<p>Il tatto è stato descritto come il mezzo fondamentale attraverso il quale entriamo in contatto con il mondo (Barnett, 1972) e allo stesso tempo come il sistema sensoriale più semplice e lineare (Geldard, 1960).</p>
<p>Il contatto fisico è di vitale importanza in diversi ambiti della vita sociale, cognitiva e fisica e nello sviluppo del bambino e del neonato (Field, 2001). Il Contatto fisico continua poi a giocare un ruolo fondamentale nell’adulto nelle relazioni affettive e amorose, nella dimostrazione della propria forza, nel calmare, giocare e mantenere la vicinanza tra bambino e chi se ne prende cura (Eibl-Eibesfeldt).</p>
<p>Nonostante l’importanza del contatto fisico in numerosi ambiti centrali della vita sociale, il suo ruolo nella comunicazione delle emozioni ha ricevuto poca attenzione nel campo della scienza, argomento approfondito nell’ultimo decennio da Hertenstein.</p>
<p>Nel 2006, quest’ultimo e dei colleghi hanno documentato come persone che non si conoscono e appartenenti a nazioni diverse (Stati Uniti e Spagna) possono accuratamente decodificare emozioni distinte attraverso il contatto fisico. In questo studio, due sconosciuti interagivano in una stanza dove erano separati da una barriera. Non potevano vedersi ma potevano raggiungere l’altro attraverso un buco nella barriera. Una delle due veniva istruita su che emozione tra 12 trasmettere all’altro, poi lo toccava raggiungendolo attraverso il buco. Dopo essere stata toccata, la seconda persona sceglieva quale emozione pensava l’altro avesse voluto comunicargli.</p>
<p>I risultati mostrano che  i partecipanti avevano decodificato correttamente rabbia, paura, disgusto, amore, gratitudine e simpatia, ma sbagliavano nel riconoscimento di felicità, sorpresa, tristezza, imbarazzo, invidia e orgoglio. L’accuratezza dei punteggi varia dal 48% all’83% per le emozioni codificate correttamente. Inoltre nello studio è emerso che diversi comportamenti assumono specifici significati emotivi sulla base delle loro caratteristiche. Ad esempio, la simpatia è associata a carezze e picchiettamento, la rabbia con colpi e movimenti di strizzamento, il disgusto con movimenti di spinta, la paura con un tocco tremolante.</p>
<p>I limite dello studio riguardano principalmente la sua validità ecologica: normalmente le persone non si toccano solo sul braccio, ma liberamente su tutte le parti del corpo socialmente consentite.</p>
<p>Hertenstein ha di conseguenza replicato lo studio nel 2009, consentendo a chi eseguiva il tocco (ENCODER) di toccare l’altro su tutto il corpo.</p>
<p>I partecipanti reclutati per lo studio erano 248 persone, tra i 18 e i 36 anni. Le coppie e il ruolo erano formate casualmente.</p>
<p>L’encoder entrava nella stanza del laboratorio dove trovava il decodificatore bendato. I due non potevano parlarsi o emettere alcun suono. Venivano mostrate all’encoder 8 parole di emozioni scritte ciascuna su un foglio, una dopo l’altra in ordine casuale. L’encoder dopo aver visto la parola, pensava come toccare l’altro per comunicargli l’emozione che aveva visto, poi si avvicinava all’altro e lo toccava, cercando di comunicargli l’emozione che aveva letto. Questo contatto veniva filmato. Dopo l’interazione tattile, che era stato contatto sceglieva su una lista di termini pre-definita, quale meglio descriveva ciò che la persona gli aveva comunicato. La lista di termini conteneva le seguenti parole: <i>anger, disgust, fear, happiness, sadness, sympathy, love, gratitude </i>e<i>nessuno di questi termini è corretto</i>.</p>
<p>I filmati erano poi codificati da un assistente che non sapeva l’emozione che si stava cercando di comunicare. I diversi tipi di tocco codificati erano strizzare, accarezzare, strofinare, spingere, tirare, premere, dare colpetti, scuotere, pizzicare, tremolare, dare un pugno, colpire, graffiare, massaggiare, solleticare, dare uno schiaffo, sollevare, prendere, scuotere, incrociare le dita, dondolare, abbracciare. Ogni secondo veniva codificato nella sua intensità: a) assenza di contatto, b) intensità leggera, c) intensità moderata, d) forte intensità. Inoltre, veniva calcolata la durata del contatto fisico per ogni emozione. Infine, era codificata l’area del corpo dove avveniva il contatto.</p>
<p>Lo studio di Hertenstein conferma che il contatto fisico può comunicare diverse emozioni, almeno 8: rabbia, paura, felicità, tristezza, disgusto, amore, gratitudine, simpatia. Inoltre, ogni emozione è associata a un determinato comportamento di interazione tattile.</p>
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		<title>Workshop Esperienziale Base su tecniche di Tocco-Massaggio Funzionale Integrato</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/workshop-esperienziale-base-tecniche-tocco-massaggio-funzionale-integrato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2015 15:25:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[massaggio]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 14 e domenica 15 novembre 2015 &#8211; Accreditato ECM Mentre si massaggia una persona possono arrivare pensieri come “Cosa starà pensando?” o “Cosa faccio se si mette a piangere?”o<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sabato 14 e domenica 15 novembre 2015 &#8211; Accreditato ECM</em></p>
<p>Mentre si massaggia una persona possono arrivare pensieri come “Cosa starà pensando?” o “Cosa faccio se si mette a piangere?”o “Forse si sta annoiando…”. Ancora, massaggiando possono arrivare emozioni come noia, ansia, tenerezza, fastidio o sensazioni come fatica, calore, tensione. Tutto ciò emerge perché massaggiando siamo in relazione con un’altra persona in un mondo diverso da quello “sotto controllo” a cui siamo abituati parlando: il contatto fisico, infatti, è un canale comunicativo attraverso il quale si condivide e si scambia, in modo reciproco e senza barriere, il proprio modo interno ed è difficile controllarlo.</p>
<p>Questo corso ha l’obiettivo di sviluppare la capacità di stare in relazione con l’altro attraverso il massaggio e il contatto fisico, insegnando ai partecipanti a notare in modo morbido e flessibile il proprio mondo interno e quello dell’altro, attraverso indicatori come il respiro. Il corso vuole anche approfondire come alcune caratteristiche del tocco (la velocità, la pressione, la velocità con cui inizia il contatto, la controllabilità dei movimenti, etc) sono importanti per comunicare all’altro emozioni e messaggi come “Sono con te”, “Lasciati andare”, “Mi sto prendendo cura di te”.</p>
<p>La relazione attraverso il contatto fisico è stata sviluppata e approfondita all’interno della Psicologia Funzionale e, in particolare, attraverso lo sviluppo delle tecniche di tocco-massaggio Funzionale integrato, termine tecnico che indica che oltre all’aspetto tecnico (massaggio), c’è un aspetto comunicativo (tocco) e relazionale (integrato, cioè che coinvolge l’intera persona, sia su un piano fisiologico e posturale, che su un piano cognitivo ed emotivo).</p>
<p>Il corso sarà prevalentemente esperienziale e verranno proposte delle semplici tecniche di tocco massaggio Funzionale integrato su diversi distretti corporei che verranno eseguite a coppie. Le tecniche saranno condotte dai docenti che seguiranno passo passo i partecipanti e alla fine della conduzione sarà aperto uno spazio di riflessione e condivisione per sviluppare, a partire dall’esperienza, il piano teorico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<h2>Sabato 14 novembre 2015</h2>
<p><strong>Sessione 1</strong> <strong>L’importanza del respiro</strong></p>
<p>9.30 &#8211; 10.15  &#8220;La fisiologia del respiro”</p>
<p>10.15 &#8211; 10.45 “Ascoltare il proprio respiro”</p>
<p>10.45 – 11.00 Pausa</p>
<p>11.00 &#8211; 12.00  “Osservare il respiro”</p>
<p>12.00 &#8211; 13.00 “Tecniche per intervenire sul respiro”</p>
<p>13.00 – 14-.00 Pausa pranzo</p>
<h3>Sessione 2Comunicare attraverso il tocco</h3>
<p>14.00 &#8211; 15.15  “Tocco ed emozioni”</p>
<p>15.15 &#8211; 16.15  “Tocco e sensazioni sulla schiena”</p>
<p>16.15 – 16.30 Pausa</p>
<p>16.30 &#8211; 18.00  “Tocco e sensazioni sulle gambe”</p>
<h2>Domenica 15 novembre</h2>
<h3>Sessione 1 Stare con l’altro nel dolore</h3>
<p>9.30 &#8211; 10.00  “L’impulso ad allontanare il dolore”</p>
<p>10.00 &#8211; 11.30  Titolo “Tocco e tenerezza”</p>
<p>11.30 -11.45 Pausa</p>
<p>11.45 &#8211; 12.30 “Come stare con l’altro nella sofferenza attraverso il tocco”</p>
<p>12.30 &#8211; 13.00 “Discussione in gruppo degli effetti delle tecniche proposte”</p>
<p>13.00 &#8211; 14.00 Pausa Pranzo</p>
<h3>Sessione 2Il tocco per imparare a fare spazio dentro di sé</h3>
<p>14.00 &#8211; 15.00 “Gli effetti negativi di controllare pensieri, emozioni e sensazioni”</p>
<p>15.00 &#8211; 16.30  “Tocco per lasciare andare il controllo”</p>
<p>16.45 &#8211; 18.00 “Discussione finale”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Adesioni e iscrizioni</p>
<p class="Corpodeltesto21">Il corso è aperto a tutti gli interessati fino a un numero massimo di 25 partecipanti. Il costo dell’iscrizione è di euro. Per studenti e specia­lizzandi è di 110 euro.</p>
<p class="Corpodeltesto21" align="center">Per iscriversi, inviare la scheda di iscrizione</p>
<p class="Corpodeltesto21" align="center">e la ricevuta del bonifico bancario a <a href="mailto:l.casetta@psicoterapiafunzionale.it">l.casetta@psicoterapiafunzionale.it</a>.</p>
<p class="Corpodeltesto21" align="center">Il bonifico va intestato a:</p>
<div>
<p><em>Associazione Centro di Psicologia e</em></p>
<p><em>Psicoterapia Funzionale &#8211; Istituto SIF</em></p>
<p><em>UNICREDIT BANCA</em></p>
<p><em>Filiale di Padova Via Verdi</em></p>
<p><em>C/C 000100438593</em></p>
<p><em>IBAN IT 28Y02008 12123 000100438593</em></p>
</div>
<p>Nella causale del bonifico specificare nome del corso abbreviato (TOCCO) e cognome del partecipante.</p>
<h2>Docenti</h2>
<p>Luca Rizzi: Psicologo, Psicoterapeuta e Docente S.I.F.</p>
<p>Laura Casetta: Psicologa, Psicoterapeuta Funzionale.</p>
<h2>Metodologia</h2>
<p>Il corso prevede l’impiego di una didattica frontale e la sperimentazione di modalità di tocco a coppie, pertanto suggeriamo un abbigliamento comodo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Luogo di svolgimento</h2>
<p>Il corso si terrà presso l&#8217;Associazione Centro di Psicologia Psicoterapia Funzionale &#8211; Istituto SIF in via Vicenza, 12/A, Padova.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Corso di Analisi Scientifica delle Espressioni Facciali</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/corso-analisi-scientifica-delle-espressioni-facciali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2015 15:01:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione non verbale]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[espressioni del volto]]></category>
		<category><![CDATA[riconoscimento espressioni facciali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì 25 e sabato 26 settembre 2015 dalle 9.00 alle 18.00 &#8211; 20,8 crediti ECM per Psicologi (tutte le discipline), Medici (tutte le discipline), Odontoiatri, Farmacisti, Igienisti Dentali, Fisioterapisti, Ostetriche, Infermieri<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdì 25 e sabato 26 settembre 2015 dalle 9.00 alle 18.00 &#8211; 20,8 crediti ECM</strong> per Psicologi (tutte le discipline), Medici (tutte le discipline), Odontoiatri, Farmacisti, Igienisti Dentali, Fisioterapisti, Ostetriche, Infermieri pediatrici, Infermieri professionali, Ortottisti, Educatori professionali, Assistenti sanitari, Logopedista, Dietista, Podologo, Tecnico della riabilitazione psichiatrica, Tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria, Tecnico sanitario laboratorio biomedico, Tecnico sanitario di radiologia medica, Tecnico Audiometrista, Tecnico audioprotesista, Tecnico di neuro fisiopatologia, Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, Tecnico Ortopedico, Terapista occupazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Premessa:</strong></p>
<p class="Body1">Questo corso ha l’obiettivo di fornire ai professionisti che lavorano in diversi settori sanitari delle conoscenze sulla comunicazione non verbale delle emozioni in grado di migliorare la relazione con i propri pazienti e colleghi, aumentando la qualità del servizio offerto.</p>
<p class="Body1">L’espressione delle emozioni verso l’esterno può essere analizzata in base al canale espressivo utilizzato. Ogni emozione può essere espressa mediante la mimica facciale, la voce, la postura e la gestualità. Nell’uomo il volto è il canale che maggiormente si è evoluto a questo scopo.  Il comportamento non verbale del viso è un linguaggio e come tale dotato di una propria grammatica e proprie regole: per poterlo comprendere appieno, occorre conoscerlo. Esistono varie tecniche per classificare in modo attendibile i segnali del volto: con strumenti che vanno dal metodo di codifica di Hjortsjo al noto Facial Action Coding System di Ekman (1972; 1977) è possibile analizzare ogni movimento del viso in modo preciso e oggettivo. Le osservazioni possono essere poi interpretate, o decodificate, secondo altri metodi, da quelli più noti come l&#8217;EMFACS di Ekman e Friesen del 1983 a quelli meno noti e più recenti come l&#8217;Interpretative System of Facial Expressions di Legisa del 2014. La codifica e la decodifica sono utili nella pratica clinica  per imparare a guardare il paziente, riconoscendo possibili segnali di paura, o di rabbia, o di tristezza, o, al contrario di serenità e ottenendo così informazioni che possono essere fruibili dal punto di vista relazionale nel migliorare la compliance.</p>
<p class="Body1">Il corso sarà suddiviso in due giornate. Nella prima giornata verranno fornite ai partecipanti le tecniche per la lettura dei movimenti del volto. I partecipanti potranno apprendere come riconoscerle e codificarle, descrivendole anche nel loro grado di intensità. Le tecniche di riconoscimento verranno spiegate attraverso delle foto e dei video e si chiederà ai partecipanti di provare a mimarle. Saranno proposti  poi numerosi esercizi di codifica per garantire l&#8217;apprendimento.</p>
<p class="Body1">Durante il secondo giorno verranno presentati gli strumenti per la decodifica delle emozioni, per individuare le emozioni di base o sociali e i partecipanti potranno affrontare l&#8217;esame per ottenere la certificazione di analisi delle espressioni facciali di NeuroComScience.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Obiettivo/i educativi formativi complessivi dell’attività formativa</strong>:</p>
<p>Questo corso teorico-esperienziale ha l’obiettivo di:</p>
<p>&#8211;          Approfondire gli aspetti teorici della comunicazione non verbale</p>
<p>&#8211;          Presentare i movimenti muscolari nella parte alta del volto</p>
<p>&#8211;          Presentare i movimenti muscolari della parte inferiore del volto</p>
<p>&#8211;          Presentare le Unità d’azione della mascella e le codifiche supplementari</p>
<p>&#8211;          Presentare la decodifica dei movimenti del volto per individuare le emozioni</p>
<p>&#8211;     Svolgere esercizi per adoperare con dimestichezza il metodo di codifica e decodifica</p>
<p><strong>Docente</strong></p>
<p>Laura Casetta: Psicologa Psicoterapeuta</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Luogo di svolgimento del corso</strong></p>
<p>Padova, presso l&#8217;Hotel Al Cason in via Fra Paolo Sarpi, 40.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<p><strong>Venerdì 25 settembre 2015</strong></p>
<p><strong>Sessione 1 </strong><strong>La comunicazione non verbale e codifica del volto superiore</strong></p>
<p><i>9.00 </i><i> &#8211; </i><i>10.00  Titolo “Presentazione del corso e della comunicazione non verbale”</i></p>
<p><i>10.00 &#8211; 11.00  Titolo “I movimenti muscolari nella parte superiore del volto”</i></p>
<p><i>11.00 &#8211; 11.15 Pausa</i></p>
<p><i>11.15 &#8211; 13.00 Titolo “Esercizi”</i></p>
<p><i>13.00 &#8211; 14.00 Pausa pranzo</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i></i><strong>Sessione 2  </strong><strong>Codifica della parte inferiore del volto</strong></p>
<p><i>14.00 &#8211; 14.30  Titolo “Movimenti del volto orizzontali”</i></p>
<p><i>14.30 &#8211; 16.00  Titolo “Movimenti obliqui e orbicolari”</i></p>
<p><i>16.00 &#8211; 16.15 Pausa</i></p>
<p><i>16.15 &#8211; 18.00 Titolo &#8220;Esercizi&#8221;</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sabato 26 settembre</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>Sessione 3  </strong><strong>Azioni della mascella e codifiche supplementari</strong></p>
<p><i>9.00 &#8211; 9.30  Titolo “Azioni della mascella”</i></p>
<p><i>9.30 &#8211;  10.00  Titolo “Codifiche supplementari”</i></p>
<p><i>10.00  &#8211;  10.15 Pausa1</i></p>
<p><i></i><i>10.15 &#8211;  11.15 “Decodifica delle espressioni facciali”</i></p>
<p><i>11.15 &#8211; 13.00 Titolo “Esercizi di decodifica delle emozioni principali”</i></p>
<p>13.00 &#8211; 14.00 Pausa pranzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sessione 4</strong><strong>  </strong><strong>Esercizi di codifica e decodifica</strong></p>
<p><i>14.00 &#8211; 16.00 Titolo “Esercizi di codifica”</i></p>
<p><i>16.00 &#8211; 16.15 Pausa</i></p>
<p><i>16.15 &#8211; 18.00  Titolo “Esercizi di decodifica delle emozioni principali”</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PER INFORMAZIONI SUL CORSO CONTATTARE LA SEGRETERIA ORGANIZZATIVA ALLA MAIL <a href="mailto:l.casetta@psicoterapiafunzionale.it">l.casetta@psicoterapiafunzionale.it</a></p>
<p>Il corso è organizzato da NeuroComScience in collaborazione con l&#8217;Associazione Centro di Psicologia Psicoterapia Funzionale di Padova.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/corso-analisi-scientifica-delle-espressioni-facciali/">Corso di Analisi Scientifica delle Espressioni Facciali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Perché gli adolescenti ascoltano musica?</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/perche-gli-adolescenti-ascoltano-musica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2015 11:01:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica ed emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[evitamento]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tempo dedicato dagli adolescenti ad ascoltare musica si aggira mediamente intorno alle 2-3 ore al giorno (North, Hargreaves &#38; O’Neill, 2000). Questa osservazione ha incuriosito diversi ricercatori e li<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="itemIntroText">
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<p>Il tempo dedicato dagli adolescenti ad ascoltare musica si aggira mediamente intorno alle 2-3 ore al giorno (North, Hargreaves &amp; O’Neill, 2000). Questa osservazione ha incuriosito diversi ricercatori e li ha spinti a chiedersi quale funzione ricopra la musica in questo particolare periodo della vita, tale da giustificarne una presenza così consistente. Le risposte fornite hanno distinto <strong>due funzioni della musica: una sociale</strong> (socializzare coi pari, formazione della propria identità) <strong>e una individuale</strong> (regolazione dell’umore e strategie per affrontare i problemi) (Bakagiannis &amp; Tarrant, 2006).</p>
<h2>Ascoltare musica per appartenere a un gruppo: lo sviluppo dell&#8217;identità in adolescenza</h2>
<p>La funzione sociale nasce dall’osservazione che l’ascolto di musica per l’adolescente correla con l’<strong>appartenenza a dei gruppi nei quali gli individui che li costituiscono condividono idee, atteggiamenti, simboli culturali, interessi, risorse di conoscenza, modelli</strong> (Bakagiannis &amp; Tarrant, 2006).</p>
<p>L’appartenenza ad un gruppo aiuta l’adolescente nella <strong>formazione della propria identità</strong>, attraverso l’adozione di comportamenti propri del gruppo, in linea con la Social Identity Theory di Tajfel (1978). Questa tendenza dell’adolescente può essere all’origine dell’adozione di uno stile e della preferenza verso un genere musicale: conoscere determinate canzoni o gruppi musicali diventa una chiave di accesso al gruppo e di condivisione tra pari. La musica, in questo caso, sarebbe conseguente all’appartenza ad un gruppo.</p>
<p>Esiste un altro modo con il quale la musica può diventare il cuore di aggregazione di un gruppo e che non è una conseguenza dell’appartenenza, ma è all’origine della formazione di un gruppo. Le persone sono maggiormente <strong>attratte verso coloro che hanno atteggiamenti, valori, comportamenti</strong>, caratteristiche di personalità simili a sé e questo fenomeno è spiegato dalla similarity-attraction hypothesis di Byrne (1971). Questo autore suggerisce che le caratteristiche di una persona osservabili esternamente forniscono un filtro iniziale per avvicinarsi o meno ad un individuo. Le sottoculture musicali hanno un particolare ruolo in questo poiché le persone che vi appartengono generalmente adottano un certo stile nell’abbigliamento, nella pettinatura e in altri segnali che possono essere letti esternamente (Rentfrow &amp; Gosling, 2006, 2007). Le “<strong>sottoculture musicali</strong>”  che condividono un determinato stile musicale sono comuni nell’adolescenza e se ne possono individuare circa cinque: il Metal (Heavy Metal, Punk Rock, Alternative Rock), il Soul (Hip-Hop, R&amp;G e il Raggae), il Pop (Pop music, Pop Rock), la Classica (Classica, Jazz, Blues, Worldbeat) e l’Elettronica (Techno, Trance) (Miranda &amp; Claes, 2007). L’adolescente quindi si avvicinerà e formerà un gruppo selezionando le persone più simili a sé e quindi, spesso, con simili preferenze musicali.</p>
<h2>La musica per affrontare le situazioni difficili</h2>
<p>La musica, oltre ad avere un ruolo sociale, ne ha uno individuale che riguarda<strong> la regolazione dell’umore e l’assunzione di strategie di risoluzione di problemi</strong>. L’adolescenza, infatti, è un periodo di vita caratterizzato da sfide e da un incremento di rischi e di fattori stressanti, come la scuola, le relazione coi genitori e coi pari. La musica, in questo contesto, può assumere la funzione di aiutare l’adolescente a gestire gli stressors in due direzioni, una di evitamento e una di accettazione delle proprie esperienze interne.</p>
<p>Una funzione della musica è legata alla <strong>regolazione dell’arousal</strong>, equivalente ad abbassarlo portando verso il rilassamento o ad alzarlo portando verso l’eccitazione. Un’altra funzione è legata all’induzione di emozioni specifiche come la rabbia o la tristezza. Entrambe queste funzioni non sono buone o cattive di per sé, ma vanno viste nella funzione specifica che assumono per l’adolescente in un determinato contesto. Ad esempio l’adolescente può ascoltare musica per rilassarsi quando è in ansia o per provare rabbia quando è molto triste. In questo caso la musica è usata come strategia di evitamento di emozioni (o pensieri o sensazioni) che fa fatica a vivere e che non può “concedersi” perché legate a una concettualizzazione di sé negativa (“Essere tristi è da sfigati”). <strong>La musica aiuta l’adolescente a spostare l’attenzione</strong> da qualcosa di doloroso verso il rispetto di una “regola” interna di come è giusto essere. Al contrario, la musica può essere usata per andare verso una<strong> maggiore comprensione delle proprie emozioni</strong> (ad esempio ascoltare un brano triste per entrare nella propria tristezza e guardarla “da fuori”, con più attenzione, leggendone più sfumature) o per prendersi cura di sé (ad esempio rilassarsi e prendersi una pausa piacevole alla fine di una giornata impegnativa). Questa seconda modalità di utilizzo della musica ha una funzione molto diversa dalla prima: la musica aiuta l’adolescente a sviluppare la comprensione dei propri stati interni, a starci dentro senza giudizio e con un atteggiamento aperto e focalizzato sul momento presente. È probabile che queste due funzioni della musica (quella di evitamento e quella di accettazione) non siano così nettamente distinte o consapevoli, ma che si mescolino e che prevalga a volte l’una, a volte l’altra. Entrambe queste funzioni della musica non hanno di per sé nulla di male: sentirsi stanchi e voler “evitare” di sentire la spiacevole sensazione di pesantezza legata alla fatica per finire i compiti non è un atteggiamento negativo, come non è negativo “deprimersi” ascoltando musica triste dopo che si è stati lasciati dal proprio ragazzo. La funzione di evitamento può però diventare disadattiva quando diviene l’unico modo per gestire un proprio vissuto interno: se la sola possibilità per fare i compiti è ascoltare musica e se ogni volta che sperimenta stanchezza l’adolescente “deve” tirarsi su, “deve” essere performante (“altrimenti non ce la farà”), allora le possibilità per quel ragazzo di sperimentare, vivere e adattarsi in un ventaglio completo di situazioni ed emozioni si riduce.</p>
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		<title>Workshop Base di Tecniche di tocco-massaggio funzionale integrato</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/workshop-base-di-tecniche-di-tocco-massaggio-funzionale-integrato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2016 17:10:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[massaggio funzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
		<category><![CDATA[tocco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 26 e domenica 27 novembre 2016 &#8211; ore 9.30-18.00 PResso l&#8217;Associazione Centro di Psicologia Psicoterapia Funzionale in via Vicenza 12/A PADOVA Il corso ha ottenuto 20,4 crediti ECM per le professioni di<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 26 e domenica 27 novembre 2016 &#8211; ore 9.30-18.00 PResso l&#8217;Associazione Centro di Psicologia Psicoterapia Funzionale in via Vicenza 12/A PADOVA</p>
<p><i>Il corso ha ottenuto </i><strong>20,4 crediti ECM</strong><i> per le professioni di Medici(tutte le discipline), Odontoiatri, Psicologi (tutte le discipline), Fisioterapisti, Infermieri professionali, Infermieri pediatrici, Ostetriche, Educatori professionali, Assistenti sanitari, Terapisti della neuro e psicomotricità, Logopedista, Tecnico di nueurofisiopatologia, Terapista Occupazionale</i></p>
<p>Mentre si massaggia una persona possono arrivare pensieri come “Cosa starà pensando?” o “Cosa faccio se si mette a piangere?”o “Forse si sta annoiando…”. Ancora, massaggiando possono arrivare emozioni come noia, ansia, tenerezza, fastidio o sensazioni come fatica, calore, tensione. Tutto ciò emerge perché massaggiando siamo in relazione con un’altra persona in un modo diverso da quello “sotto controllo” a cui siamo abituati parlando: il contatto fisico, infatti, è un canale comunicativo attraverso il quale si condivide e si scambia, in modo reciproco e senza barriere, il proprio mondo interno ed è difficile controllarlo.</p>
<p>Questo corso ha l’obiettivo di sviluppare la capacità di stare in relazione con l’altro attraverso il massaggio e il contatto fisico, insegnando ai partecipanti a notare in modo morbido e flessibile il proprio mondo interno e quello dell’altro, attraverso indicatori come il respiro. Il corso vuole anche approfondire come alcune caratteristiche del tocco (la velocità, la pressione, la velocità con cui inizia il contatto, la controllabilità dei movimenti, etc) sono importanti per comunicare all’altro emozioni e messaggi come “Sono con te”, “Lasciati andare”, “Mi sto prendendo cura di te”.</p>
<p>La relazione attraverso il contatto fisico è stata sviluppata e approfondita all’interno della Psicologia Funzionale e, in particolare, attraverso lo sviluppo delle tecniche di tocco-massaggio Funzionale integrato, termine che indica che oltre all’aspetto tecnico (massaggio), c’è un aspetto comunicativo (tocco) e relazionale (integrato, cioè che coinvolge l’intera persona, sia su un piano fisiologico e posturale, che su un piano cognitivo ed emotivo).</p>
<p>Il corso sarà prevalentemente esperienziale e verranno proposte delle semplici tecniche di tocco massaggio Funzionale integrato su diversi distretti corporei che verranno eseguite a coppie. Le tecniche saranno condotte dai docenti che seguiranno passo passo i partecipanti e alla fine della conduzione sarà aperto uno spazio di riflessione e condivisione per sviluppare, a partire dall’esperienza, il piano teorico.</p>
<h1>Adesioni e iscrizioni</h1>
<p class="Corpodeltesto21">Il corso è aperto a tutti gli interessati fino a un numero massimo di 25 partecipanti. Il costo dell’iscrizione è di 145 euro, compresa la quota associativa di 5 euro. Per studenti e specia­lizzandi è di 110 euro.</p>
<p class="Corpodeltesto21" align="center">Per iscriversi, inviare la scheda di iscrizione</p>
<p class="Corpodeltesto21" align="center">e la ricevuta del bonifico bancario a <a href="mailto:l.casetta@psicoterapiafunzionale.it">l.casetta@psicoterapiafunzionale.it</a>.</p>
<p class="Corpodeltesto21" align="center">Il bonifico va intestato a:</p>
<p>Associazione Centro di Psicologia e</p>
<p>Psicoterapia Funzionale &#8211; Istituto SIF</p>
<p>UNICREDIT BANCA</p>
<p>Filiale di Padova Via S.Fermo</p>
<p>C/C 000100438593</p>
<p>IBAN IT22S0200812101000100438593</p>
<p>Nella causale del bonifico specificare nome del corso abbreviato (TOCCO) e cognome del partecipante.</p>
<h1>Docenti</h1>
<p>Luca Rizzi: Psicologo, Psicoterapeuta e Docente S.I.F.</p>
<p>Laura Casetta: Psicologa, Psicoterapeuta Funzionale.</p>
<h1>Metodologia</h1>
<p>Il corso prevede l’impiego di una didattica frontale e la sperimentazione di modalità di tocco a coppie, pertanto suggeriamo un abbigliamento comodo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<h2>Sabato 26 novembre 2016</h2>
<p><strong>Sessione 1</strong><strong> </strong><strong>L’importanza del respiro</strong></p>
<p>9.30 &#8211; 10.15  &#8220;La fisiologia del respiro”</p>
<p>10.15 &#8211; 10.45 “Ascoltare il proprio respiro”</p>
<p>10.45 – 11.00 Pausa</p>
<p>11.00 &#8211; 12.00  “Osservare il respiro”</p>
<p>12.00 &#8211; 13.00 “Tecniche per intervenire sul respiro”</p>
<p>13.00 – 14-.00 Pausa pranzo</p>
<h3>Sessione 2Comunicare attraverso il tocco</h3>
<p>14.00 &#8211; 15.15  “Tocco ed emozioni”</p>
<p>15.15 &#8211; 16.15  “Tocco e sensazioni sulla schiena”</p>
<p>16.15 – 16.30 Pausa</p>
<p>16.30 &#8211; 18.00  “Tocco e sensazioni sulle gambe”</p>
<h2>Domenica 27 novembre 2016</h2>
<h2>Sessione 1Stare con l’altro nel dolore</h2>
<p>9.30 &#8211; 10.00  “L’impulso ad allontanare il dolore”</p>
<p>10.00 &#8211; 11.30  Titolo “Tocco e tenerezza”</p>
<p>11.30 -11.45 Pausa</p>
<p>11.45 &#8211; 12.30 “Come stare con l’altro nella sofferenza attraverso il tocco”</p>
<p>12.30 &#8211; 13.00 “Discussione in gruppo degli effetti delle tecniche proposte”</p>
<p>13.00 &#8211; 14.00 Pausa Pranzo</p>
<h3>Sessione 2Il tocco per imparare a fare spazio dentro di sé</h3>
<p>14.00 &#8211; 15.00 “Gli effetti negativi di controllare pensieri, emozioni e sensazioni”</p>
<p>15.00 &#8211; 16.30  “Tocco per lasciare andare il controllo”</p>
<p>16.45 &#8211; 18.00 “Discussione finale”</p>
<p><strong>Contatti</strong></p>
<p>Telefono: 3292169795</p>
<p>Mail: <a href="mailto:l.casetta@psicoterapiafunzionale.it">l.casetta@psicoterapiafunzionale.it</a></p>
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		<title>ASCOLTARE  IL PROPRIO CORPO:  Tecniche Di Tocco Massaggio  nella perinatalità</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/ascoltare-il-proprio-corpo-tecniche-di-massaggio-perinatale/</link>
					<comments>https://www.studiopsicologiarizzi.it/ascoltare-il-proprio-corpo-tecniche-di-massaggio-perinatale/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 May 2017 11:21:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[ascoltarsi]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[corporeo]]></category>
		<category><![CDATA[ecm 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[gentilezza]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[laura casetta]]></category>
		<category><![CDATA[massaggio in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[massaggio neonatale]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[traumi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CORSO ECM a Padova, via vicenza 12/A &#8211; 10-11 giugno 2017 Il corso ha ottenuto 20,1 crediti ECM per le professioni di: Psicologi (tutte le discipline), Medici (tutte le discipline), Odontoiatra, Fisioterapisti,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/ascoltare-il-proprio-corpo-tecniche-di-massaggio-perinatale/">ASCOLTARE  IL PROPRIO CORPO:  Tecniche Di Tocco Massaggio  nella perinatalità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>CORSO ECM a Padova, via vicenza 12/A &#8211; 10-11 giugno 2017</em></p>
<p><em>Il corso ha ottenuto 20,1 crediti ECM per le professioni di: Psicologi (tutte le discipline), Medici (tutte le discipline), Odontoiatra, Fisioterapisti, Infermieri professionali, Infermieri pediatrici, Educatori professionali, Assistenti sanitari, Tecnico della riabilitazione psichiatrica, Tecnico di neuro fisiopatologia, Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, Ostetrica, Logopedista, Terapista occupazionale.</em></p>
<p><strong><span style="color: #ff9900;">Il corso è rivolto a tutti gli interessati. Inoltre, se sei in gravidanza e ti interessa sperimentare il massaggio, puoi venire con il tuo partner e lavorare in coppia con lui. </span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Saper ascoltare il proprio corpo è una capacità indispensabile in gravidanza e nella perinatalità e poco sviluppata nella cultura odierna.</p>
<p>L&#8217;associazione di psicologia e psicoterapia funzionale, attenta al <strong>corpo </strong>come strumento per lo <strong>sviluppo della consapevolezza e per la crescita personale</strong>, propone un corso di formazione per chi lavora con le donne nel periodo perinatale.</p>
<p>Durante il corso verranno mostrate e fatte sperimentare <strong>tecniche basate sul tocco e sul massaggio</strong> integrato per <strong>sviluppare l&#8217;ascolto di sé</strong>.</p>
<p>Le docenti daranno spazio a come  determinate <strong>emozioni o blocchi</strong> (anche determinati da traumi) possono emergere nel contatto col proprio corpo e <strong>ostacolare l&#8217;ascolto di sé</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Metodologia</strong></h3>
<p>Il corso prevede l’impiego di una didattica frontale e di una didattica interattiva con la sperimentazione di tecniche di tocco massaggio nella perinatalità per cui si consiglia un abbigliamento comodo.</p>
<h3> <strong>Obiettivi Formativi</strong></h3>
<ul>
<li>Apprendere e sperimentare tecniche di massaggio neonatale</li>
<li>Conoscere gli effetti dell&#8217;ascolto di sé nel periodo perinatale</li>
<li>Sperimentare e apprendere tecniche di tocco massaggio integrato e di meditazione per favorire l&#8217;ascolto di Sé</li>
<li>Apprendere come il corpo è il mezzo per l&#8217;instaurarsi della relazione madre-bambino</li>
</ul>
<h3><strong>Adesioni e iscrizioni</strong></h3>
<p>Il corso è aperto a un numero massimo di 25 partecipanti. Il costo dell’iscrizione è di 150 euro, compresa la quota associativa di 5 euro. <strong>Per studenti e specia­lizzandi è di 110 euro</strong>.</p>
<p>Per iscriversi, clicca sul link &#8220;ISCRIVITI ORA&#8221;, compila i campi richiesti e invia la ricevuta del bonifico bancario a <a href="mailto:l.rizzi@psicorporea.it">l.casetta@psicoterapiafunzionale.it t</a>ramite e-mail.</p>
<p>Il bonifico va intestato a: Associazione Centro di Psicologia e Psicoterapia Funzionale &#8211; Istituto SIF</p>
<p>UNICREDIT BANCA Filiale di Padova Via S.Fermo</p>
<p>C/C 000100438593</p>
<p>IBAN IT22S0200812101000100438593</p>
<h3><strong>Docenti</strong></h3>
<p><strong><em>Laura Casetta </em></strong><em>Psicologa psicoterapeuta Funzionale</em></p>
<p><strong><em>Cristina Pesce </em></strong><em>Psicologa psicoterapeuta Funzionale</em></p>
<p><em> </em></p>
<h3><strong>Programma</strong></h3>
<h3><span style="color: #ff9900;">10 giugno</span></h3>
<p>9.30 -11.00 <strong>Benefici del tocco massaggio integrato in gravidanza</strong></p>
<p>11.00 &#8211; 11.15 – Pausa</p>
<p>11.15 – 13.00 <strong>Il massaggio alle gambe per la donna in gravidanza </strong></p>
<p>13.00 – 14.00 Pausa Pranzo</p>
<p>14.00 – 16.00 <strong>Il massaggio alla schiena per la donna in gravidanza</strong></p>
<p>16.00 -16.15 Pausa</p>
<p>16.15 – 18.00 <strong>Prepararsi al parto e tecniche da insegnare al partner</strong></p>
<h3><span style="color: #ff9900;">11 giugno</span></h3>
<p>9.30 -11.00 <strong>I benefici del massaggio neonatale nella relazione madre bambino</strong></p>
<p>11.00 &#8211; 11.15 – Pausa</p>
<p>11.15 – 13.00 <strong>Il massaggio neonatale per esplorare la tenerezza</strong></p>
<p>13.00 – 14.00 Pausa Pranzo</p>
<p>14.00 – 16.00 <strong>Il massaggio neonatale per esplorare il mondo</strong></p>
<p>16.00 -16.15 Pausa</p>
<p>16.15 – 18.00 <strong>Il massaggio neonatale per divertirsi</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>A chi è rivolto il corso?</h2>
<p><strong><span style="color: #ff9900;">Il corso è rivolto a tutti gli interessati. Inoltre, se sei in gravidanza e ti interessa sperimentare il massaggio, puoi venire con il tuo partner e lavorare in coppia con lui. Sarà un&#8217;esperienza ricca e utilissima, garantito! Se vieni in coppia, potete pagare la quota ridotta &#8220;studenti&#8221;. Vi aspettiamo.</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.studiopsicologiarizzi.it/wp-content/uploads/2017/05/volantino-ECM-tocco-e-perinatalità.pdf">Volantino ECM tocco e perinatalità</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/ascoltare-il-proprio-corpo-tecniche-di-massaggio-perinatale/">ASCOLTARE  IL PROPRIO CORPO:  Tecniche Di Tocco Massaggio  nella perinatalità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Musica e anziani: ascoltare col cuore</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/musica-e-anziani-ascoltare-col-cuore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Sep 2017 10:26:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[ecm]]></category>
		<category><![CDATA[educatore professionale]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapisti]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Musica, emozioni, ricordi&#8230;dalla teoria alla pratica La musica nelle residenze per anziani è usata per diversi fini: calmare, stimolare, rievocare ricordi, muoversi, condividere. Questo corso ha l’obiettivo di presentare i<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Musica, emozioni, ricordi&#8230;dalla teoria alla pratica</h2>
<p>La musica nelle residenze per anziani è usata per diversi fini: calmare, stimolare, rievocare ricordi, muoversi, condividere.</p>
<p>Questo corso ha l’obiettivo di presentare i meccanismi secondo cui la musica ha effetti sulla rievocazione di ricordi, immagini e stati d’animo e di illustrare le ricerche più recenti sugli effetti del suo impiego con gli anziani.</p>
<p>Così, a partire dalle basi teoriche, i partecipanti potranno acquisire autonomia nella scelta dei brani musicali adatti alle diverse fasi della giornata e alle diverse attività di stimolazione.</p>
<p>Inoltre, ai partecipanti verrà offerta una chiave di lettura per poter intervenire sull’agitazione, la depressione e i disturbi del sonno, usando la musica come mezzo relazionale per empatizzare e conoscersi reciprocamente.</p>
<h3>ACCREDITAMENTO ECM</h3>
<p>Il corso ha ottenuto  <strong>8,1 crediti ECM</strong> per le professioni di: Psicologi (tutte le discipline), Medici (tutte le discipline), Fisioterapisti, Infermieri professionali, Infermieri pediatrici, Ostetriche, Educatori professionali, Logopedista, Assistenti sanitari, Dietista,  Terapisti della neuro e psicomotricità,  Terapista occupazionale, .</p>
<p><strong>Venerdì 28 ottobre 2017 p</strong><strong>resso Associazione Centro di Psicologia e Psicoterapia Funzionale in via Vicenza 12/A</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Obiettivi formativi</strong></h2>
<p>Questo corso teorico-esperienziale ha l’obiettivo di:</p>
<ul>
<li>Presentare perché la musica suscita emozioni, evoca ricordi e immagini</li>
<li>Imparare ad ascoltare la musica in modo consapevole per poterla selezionare nei diversi contesti</li>
<li>Presentare le ricerche sugli effetti della musica su agitazione, depressione e sonno</li>
<li>Imparare tecniche e attività per conoscersi attraverso l’ascolto della musica</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Adesioni e iscrizioni</strong></h2>
<p class="Corpodeltesto21">Il corso è aperto a un numero massimo di 25 partecipanti ed è aperto a tutti gli interessati. Il costo dell’iscrizione per chi richiede i crediti ECM è di 100 euro, comprese 5 euro di quota associativa. Per chi non richiede i crediti, studenti e specia­lizzandi è di 80 euro.</p>
<p class="Corpodeltesto21">Per iscriversi, inviare a <a href="mailto:l.casetta@psicoterapiafunzionale.it">l.casetta@psicoterapiafunzionale.it</a>  la scheda di iscrizione e la ricevuta del bonifico bancario. Il bonifico va intestato a:</p>
<p align="center">Associazione Centro di Psicologia e</p>
<p align="center">Psicoterapia Funzionale &#8211; Istituto SIF</p>
<p align="center">UNICREDIT BANCA</p>
<p align="center">Filiale di Padova Via Verdi</p>
<p align="center">C/C 000100438593</p>
<p align="center">IBAN IT22S0200812101000100438593</p>
<h2><strong>Docenti</strong></h2>
<p class="Corpodeltesto21">L.Rizzi: Psicologo, Psicoterapeuta Funzionale</p>
<p class="Corpodeltesto21">L. Casetta: Psicologa, Psicoterapeuta Funzionale</p>
<h1><strong>Programma</strong></h1>
<h1>venerdì 18 maggio 2017</h1>
<p>9.30-11.00 “Musica, emozioni, ricordi”</p>
<p>11.00-11.15 Pausa</p>
<p>11.15 – 13.00 “Imparare ad ascoltare per scegliere la musica”</p>
<p>13.00-14.00 Pausa Pranzo</p>
<p>14.00-16.00  “Gli effetti della musica su agitazione, depressione, sonno”</p>
<p>16.00 – 16.15 Pausa</p>
<p>16.15 &#8211; 18.00 “Attività musicali per la relazione”</p>
<p><i>18.00 a 18.30 Questionario finale di valutazione dell’apprendimento.</i></p>
<h2></h2>
<h2><strong>Contatti</strong></h2>
<p>Telefono: 3292169795</p>
<p>Mail: <a href="mailto:l.casetta@psicoterapiafunzionale.it">l.casetta@psicoterapiafunzionale.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lavorare in psicoterapia con le emozioni per il cambiamento</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/lavorare-psicoterapia-le-emozioni-cambiamento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Oct 2018 10:29:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[espressione]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[regolazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Teoria e ricerca hanno portato allo sviluppo di una serie di principi su base empirica necessari per il cambiamento emotivo. Secondo Greenberg (2010) il cambiamento emotivo avviene attraverso almeno sei<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="itemIntroText">
<div class="itemIntroText">
<div class="itemIntroText">
<div class="itemIntroText">
<p><strong><em>Teoria e ricerca hanno portato allo sviluppo di una serie di principi su base empirica necessari per il cambiamento emotivo. </em></strong></p>
<p><strong><em>Secondo Greenberg (2010) il cambiamento emotivo avviene attraverso almeno sei processi descritti brevemente di seguito: la sensibilizzazione,  l&#8217;espressione, la regolazione, la riflessione, la trasformazione e l&#8217;esperienza emozionale correttiva. Questi processi sono facilitati quando si verificano nel contesto di una relazione empatica.</em></strong></p>
<p><strong>Consapevolezza</strong>. La consapevolezza delle emozioni è il principio più importante nel cambiamento. Diventare consapevoli dell&#8217;esperienza emotiva e poterla verbalizzare fornisce l&#8217;accesso alle informazioni adattive e alla tendenza d&#8217;azione propria di ogni emozione. Una volta che la persona conosce quello che sente, si ricollega alla esigenze che vengono segnalate dall&#8217;emozione e si motiva per soddisfarle. È utile, nel lavorare con la consapevolezza, fare una distinzione tra la consapevolezza delle emozioni di base e la consapevolezza delle sensazioni corporee. Questo implica che possiamo essere consapevoli di sentirci arrabbiati, tristi, o impauriti o essere consapevoli di un senso di pericolo, o di una sensazione di oppressione allo stomaco, o di leggerezza e così via. Emozioni e sensazioni insieme ci forniscono una bussola per la navigazione attraverso la nostra vita.</p>
<p><strong>Espressione</strong>. Esprimere le emozioni nel setting psicoterapico non significa sfogarsi, ma piuttosto coinvolgere il corpo in una azione che aiuta a superare l&#8217;evitamento esperienziale, allenta la tensione muscolare, e genera cambiamenti neurochimici e fisiologici al di là della consapevolezza, cambiando l&#8217;organizzazione del sé e le interazioni con gli altri.</p>
<p><strong>Regolazione</strong>. Un altro importante processo di cambiamento è sviluppare la capacità di tollerare e regolare una emozione nel momento in cui si sta vivendo. La capacità deliberata di regolazione delle emozioni coinvolge processi come l&#8217;identificazione e l&#8217;etichettatura delle emozioni, l&#8217;accettazione e la tolleranza di esse, la capacità di calmarsi, l&#8217;impiego della respirazione e la capacità di spostare l&#8217;attenzione. Un altro aspetto importante della regolazione comporta lo sviluppo di un sé osservante che può notare l’emozione, prendendone una distanza che permette di non esserne in balia, soprattutto quando l’emozione è molto forte e intensa. In questo modo la persona può osservare, ad esempio, la propria tristezza in seguito ad un lutto, con la stessa distanza da cui si osserva uno spettacolo teatrale: questo non farà andare via l’emozione, bensì permetterà alla persona di poterci stare.</p>
<p><strong>Riflessione</strong>. Promuovere la riflessione sui vissuti emotivi aiuta le persone a dare un senso alla loro esperienza e ne promuove l&#8217;assimilazione nei processi di auto-narrazione. Infatti, quello che facciamo della nostra esperienza emotiva ci rende quello che siamo, per cui la riflessione aiuta a creare nuovo significato e sviluppare nuove narrazioni per comprendere l&#8217;esperienza e vedere nuove possibilità (Angus &amp; Greenberg, 2011; Greenberg &amp; Angus, 2004; Greenberg &amp; Pascual-Leone, 1997, 2001; Pennebaker, 1995).</p>
<p><strong>Trasformazione</strong>. Un altro modo per lavorare con le emozioni nella terapia comporta la sostituzione di una emozione disadattiva, come la paura e la vergogna, con una emozione più funzionale, come la rabbia assertiva, la tristezza per il dolore, o la compassione per sé (Greenberg, 2002, 2010).</p>
<p><strong>Esperienza emozionale correttiva</strong>. Infine, un altro modo per cambiare un&#8217;emozione è quello di avere una nuova esperienza che cambia il significato di un vecchio sentimento. Nuove esperienze che, per esempio, suscitano benessere nella relazione con l&#8217;altro in una persona con fobia sociale, sono in grado di correggere i modelli arcaici di comportamento e di risposta. Alexander, figura di riferimento della <i>Scuola di Chicago</i>, fu tra i primi portare l&#8217;<i>esperienza emozionale correttiva</i> nel trattamento terapeutico, un’esperienza reale grazie alla quale il paziente raggiungeva la percezione emotiva di non essere più un bambino di fronte, ad esempio, un padre onnipotente (Rizzi, Boccasso, Casetta, 2012).</p>
<p>Una nota importante, a questo punto, è che non tutte le emozioni sono allo stesso modo facili da modificare. Ad esempio, la vergogna è stata identificata da Tangney (2007) come una delle emozioni più difficili da cambiare e, al tempo stesso, più pericolosa per la salute e il benessere dell’individuo. La vergogna, infatti è una emozione morale che riguarda la valutazione di se stessi, e, quando l’individuo ha una forte tendenza a provare vergogna, crede profondamente che il suo sé sia sbagliato in modo stabile, non modificabile e non controllabile. La vergogna innesca comportamenti di evitamento e di allontanamento o aggressione dell’altro. Pazienti con problemi di rabbia distruttiva e pervasiva, ad esempio, potrebbero avere un forte nucleo di vergogna. Con la vergogna è difficile relazionarsi: il paziente si nasconderà, si terrà distante, si coprirà con atteggiamenti aggressivi o giudicanti, perché è proprio questo che fa la vergogna! Le ricerche su questa emozione hanno messo in luce come chi è propenso ad essa ha una probabilità maggiore di sviluppare una psicopatologia, per cui lo psicoterapeuta, nel suo studio, oltre a lavorare sulle emozioni “target” che sembrano all’origine del problema, dovrebbero considerare anche la possibilità di individuare l’eventuale presenza di un nucleo profondo di vergogna che potrebbe essere, talvolta, la chiave di svolta del processo di cambiamento.</p>
<p>Al di là delle tecniche, il lavorare con la vergogna implica una profonda e sincera relazione affettiva col paziente, che possa garantirgli la protezione, l’accoglienza e un atteggiamento di totale assenza di giudizio.</p>
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		<title>A cosa servono le emozioni?</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/superpotere-emozioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 08:34:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[disprezzo]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[funzione delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[gioia]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[rabbia]]></category>
		<category><![CDATA[supereroi]]></category>
		<category><![CDATA[tristezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le emozioni ci fanno spesso soffrire e sembra che complichino la nostra vita. Ma a cosa servono? Si potrebbe farne a meno?La risposta è NO, perché le emozioni servono a<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le emozioni ci fanno spesso soffrire e sembra che complichino la nostra vita. Ma a cosa servono? Si potrebbe farne a meno?La risposta è NO, perché l<strong>e<em> emozioni servono a darci dei superpoteri che ci “trasformano” quando succede qualcosa di importante e rilevante.</em></strong> Le emozioni in questo modo ci rendono più adattati all’ambiente (fisico e sociale): senza di esse probabilmente ci saremmo estinti nella savana.</p>
<p>Nella letteratura scientifica le emozioni sono considerate come degli stati intensi che, se presenti in misura eccessiva, rischiano di minare il benessere della persona che le sperimenta. Tuttavia, capire la <strong>funzione dell’emozione</strong> in relazione alla circostanza in cui viene vissuta può aiutarci ad accrescere la nostra abilità di utilizzare al meglio i nostri stati emotivi, anche quelli negativi, traendone dei benefici.</p>
<p>Dare una <strong>definizione</strong> precisa delle emozioni è molto difficile in quanto esse <strong>differiscono ampiamente</strong> in termini di cause, reazioni fisiologiche, aspetti cognitivi, intensità e valenza. Inoltre, il modo in cui sperimentiamo un’emozione è così <strong>personale</strong> che è quasi impossibile trasmettere il suo significato in modo inequivocabile.</p>
<p>Da un punto di vista evolutivo, l’emergere delle emozioni è legato ai processi di <strong>selezione naturale</strong> che, nel corso dell’evoluzione dell’essere umano, hanno promosso la <strong>sopravvivenza</strong> e la <strong>riproduzione</strong> di chi ha saputo utilizzare le proprie emozioni per risolvere <strong>problemi di natura adattiva</strong>. Ad esempio, la funzione della rabbia potrebbe essere stata quella di intimidire gli altri affinché fossero scoraggiati scontri tra consimili. Ciò avrebbe permesso di preservare gli interessi e le risorse di coloro che hanno espresso la loro rabbia circa gli insulti subiti. Tuttavia, il fatto che un’emozione sia <strong>funzionale</strong> non significa necessariamente che sia anche positiva per l’individuo che la sperimenta. Tornando all’esempio della rabbia: le risposte colleriche di un individuo potrebbero effettivamente risolvere il problema che le ha elicitate, ma è altrettanto probabile che esse conducano a risvolti negativi per tutti coloro che sono coinvolti (sentimenti di vendetta, sfiducia, paura). Infine, la stessa emozione può essere funzionale o meno in base alla <strong>circostanza</strong> in cui si manifesta.</p>
<p>In conclusione, migliorare l’abilità di <strong>identificare</strong> le proprie emozioni e di <strong>comprenderne la funzione</strong> permette di avere una consapevolezza maggiore circa il <strong>valore</strong> dei nostri stati emotivi e di trarre il massimo beneficio sia da esperienze positive che negative, senza esserne sopraffatti.</p>
<h3>Rabbia: Quando e perché ci arrabbiamo</h3>
<p>Diverse ricerche hanno individuato due principali cause della rabbia:</p>
<ul>
<li>il non riuscire a raggiungere un obiettivo nonostante la motivazione</li>
<li>il percepire che l’altra persona ha più controllo di noi</li>
</ul>
<p>La rabbia servirebbe a:</p>
<ul>
<li>salvaguardare la sopravvivenza fisica eliminando le possibili minacce</li>
<li>interrompere e impedire le trasgressioni da parte di altre persone</li>
<li>rimediare alle ingiustizie</li>
<li>motivare la persona arrabbiata a non sentirsi sottomesso e ad acquisire superiorità</li>
</ul>
<p>La più precisa descrizione della specifica funzione della rabbia può essere quella di <strong>costringere una persona a cambiare il suo comportamento</strong>, cambiare forzatamente cosa sarebbe stato altrimenti.</p>
<h3>Quando e perché proviamo paura</h3>
<p>La paura e l’ansia sono emozioni legate ad una percezione di minaccia, percepita come possibile danno a se stessi o ad altri, sia fisico che morale. L&#8217;ansia quindi nasce anche nei contesti sociali in cui la nostra reputazione potrebbe essere &#8220;rovinata&#8221;, pensiamo ad esempio al parlare in pubblico. La paura quindi nasce per proteggerci e come diceva Leonardo Da Vinci &#8220;<em>Chi teme i pericoli non perisce per quegli.</em>&#8221;</p>
<h3>Quando e perché proviamo tristezza?</h3>
<p>Ci sentiamo tristi generalmente quando abbiamo la percezione di non essere capaci di raggiungere un determinato obiettivo o una condizione di piacevolezza. Tra le possibili cause della tristezza ci sono il lutto, la separazione dalle persone significative, la fine di una relazione d’amore, la perdita del lavoro, l’esclusione sociale e le mancate opportunità di partecipare ad attività piacevoli (Carnelley et al., 2006; Nesse, 1990; Sbarra, 2006).</p>
<p>Una delle componenti principali della tristezza è la percezione che il non raggiungimento dell’obiettivo o il fallimento siano irrevocabili, il che dimostra come la percezione di avere poco potere su una determinata situazione porti la persona a sentirsi triste. Quando le persone adulte falliscono nel raggiungimento di un qualche obiettivo a livello sociale, lavorativo o personale, dimostrano di provare una tristezza maggiore se credono di avere un controllo più basso.</p>
<p>Gli studiosi delle emozioni ritengono che la tristezza, come le altre emozioni, sia stata conservata nell’evoluzione umana perché aiuta a risolvere vari problemi in cui gli uomini primitivi si imbattevano. Quando il fallimento dell’obiettivo prefissato diventa immodificabile a causa della limitata disponibilità di risorse della persona, la tristezza può avere due funzioni. La prima è quella di segnalare agli altri il bisogno di aiuto elicitato dalle espressioni e dai comportamenti tipici della persona triste. Quando questo aiuto non è disponibile o è inefficiente, la tristezza promuove dei cambiamenti a livello cognitivo che facilitano l’adattamento alla perdita. La tristezza aiuta a:</p>
<ul>
<li>capire le implicazioni e le conseguenze della perdita</li>
<li>smantellare le credenze e le aspettative irrealistiche</li>
<li>evitare sforzi verso un obiettivo irraggiungibile, affinché siano pianificati obiettivi alternativi</li>
</ul>
<p>Risulta chiaro come la tristezza non è, quindi, un’emozione caratterizzata da passività, tutt’altro: il processo di ristrutturazione cognitiva è un processo impegnativo che porta la persona a mantenere una rappresentazione accurata dei limiti del mondo reale (Carver &amp;Scheier, 1990; Levine &amp; Edelstein, 2009; Heckhausen et al., 2010; Mendola et al., 1990).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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