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	<title>consapevolezza corporea &#8211; Studio Psicologia Rizzi</title>
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	<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it</link>
	<description>Psicologo e psicoterapeuta a Padova e San Donà di Piave. Tratta Disturbi Sessuali, Psicosomatici, Stress, Depressione e Ansia. Primo incontro gratuito.</description>
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		<title>Combattere l&#8217;ansia &#8211; Training ONLINE E IN PRESENZA A PADOVA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2020 16:56:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza corporea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché un training su come combattere l&#8217;ansia? Il training per combattere l&#8217;ansia ci aiuta a creare gli stati mentali e corporei (fisiologici) coinvolti nelle sensazioni di sicurezza, calma e appagamento.<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Perché un training su come combattere l&#8217;ansia?</h2>
<p>Il training per combattere l&#8217;ansia ci aiuta a creare gli <strong>stati mentali e corporei (fisiologici) coinvolti nelle sensazioni di sicurezza, calma e appagamento</strong>. Oltre al fatto che si tratta di stati piacevoli di per sé, essi favoriscono una modalità di pensiero aperta, chiara e flessibile. Essi sono legati anche al sistema nervoso parasimpatico, che gioca un ruolo rilevante nel <strong>regolare e calmare</strong> l&#8217;ansia e l&#8217;attivazione funzionale a proteggerci da una eventuale minaccia.</p>
<p>La capacità di attivare sensazioni di calma, sicurezza e appagamento è utile ai fini del nostro benessere e viene modellata dalle esperienze di vita che facciamo&#8230; e da quelle che faremo! Quindi questo training si basa sullo sviluppare un modo diverso di relazionarsi con l&#8217;ansia, con i pensieri e le sensazioni fisiche che ne derivano, sviluppando capacità nel breve e lungo termine.</p>
<h2>Come è organizzato il training per combattere l&#8217;ansia?</h2>
<p>Il corso online per combattere l&#8217;ansia è organizzato su 10 incontri di un&#8217;ora e mezza. Durante questo tempo sarà dato uno spazio introduttivo (20-30  minuti) alla teoria delle emozioni e dell&#8217;ansia, accompagnata da video e testo scritto per approfondire, seguito da una parte di pratica (40-50 minuti circa), cui seguirà una condivisione libera dei vissuti in piccoli gruppi, per comprendere più a fondo la pratica.</p>
<p>I 4 incontri affronteranno i seguenti temi su un piano teorico:</p>
<ul>
<li>Cos&#8217;è l&#8217;ansia: aspetti fisiologici ed evolutivi</li>
<li>False credenze sull&#8217;ansia</li>
<li>Esplorare la funzione dei pensieri e, in particolare, dell&#8217;autocritica</li>
<li>Cos&#8217;è la Compassione</li>
</ul>
<p>Le pratiche proposte invece saranno:</p>
<ul>
<li>la pratica del respiro calmante</li>
<li>defondersi dai pensieri</li>
<li>imparare a fare spazio alle proprie sensazioni fisiche e alle proprie emozioni</li>
<li>esplorare i propri valori per chiarire quale direzione vogliamo intraprendere</li>
<li>sviluppare un dialogo interno più compassionevole.</li>
</ul>
<h2>A chi è rivolto il training online per combattere l&#8217;ansia?</h2>
<p>Questo corso online è rivolto a tutti coloro che vogliano apprendere nuove capacità per gestire l&#8217;ansia e l&#8217;autocritica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Come accedere al corso online per combattere l&#8217;ansia?</h2>
<p>Per iscriverti manda una mail a <a href="mailto:l.rizzi@psicoterapiafunzionale.it">l</a><a href="mailto:l.rizzi@psicoterapiafunzionale.it">.rizzi@</a><a href="mailto:l.rizzi@psicoterapiafunzionale.it">psicoterapiafunzionale.it</a>, ti verrà detto se ci sono ancora posti disponibili e come procedere per l’iscrizione. Per info puoi anche chiamare il 3292169795.</p>
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<h2>Ansia e Sistema della Minaccia</h2>
<p>L&#8217;ansia può rendere la vita difficile, bloccando la nostra mente in circoli di pensieri ed emozioni. Ma da dove nasce l&#8217;ansia?</p>
<p>Ci sono diverse teorie sulle emozioni in generale ma, per lo scopo di questo training semplifichiamo dicendo che abbiamo tre sistemi emotivi principali. Paul Gilbert (nel libro <em>La Mente Compassionevole  </em>del 2009), li ha rappresentati e riassunto nel ‘modello dei tre cerchi’ o ‘modello dei tre sistemi’. Esso propone che l<strong>e emozioni sono state modellate dall’evoluzione</strong> in modo da svolgere diverse funzioni, le quali hanno tutte contribuito ad aumentare la nostra probabilità di sopravvivere e riprodurci, trasmettendo i nostri geni alle generazioni future. I tre principali sistemi emotivi sono denominati <strong>sistema di protezione della minaccia (<em>threat</em>),</strong> <strong>sistema di ricerca di stimoli e risorse (<em>drive</em>), sistema calmante di appagamento e sicurezza (<em>soothing</em>)</strong>.</p>
<p>In breve:</p>
<ol>
<li>Il sistema di protezione dalla minaccia, che comprende emozioni di rabbia, paura e disgusto, serve ad aiutarci a identificare i pericoli e rispondere a essi. <strong>L&#8217;ansia è dovuta all&#8217;attivazione di questo sistema.</strong></li>
<li>Il sistema di ricerca di stimoli e risorse, legato alle emozioni di entusiasmo e gioia, ci motiva a cercare risorse e obiettivi che potrebbero esserci utili.</li>
<li>Il sistema calmante di appagamento e sicurezza, legato a sentimenti di appagamento, calma e sicurezza, ci aiuta a trascorrere dei periodi di riposo e pace, quando non ci sentiamo minacciati o non siamo impegnati a cercare di raggiungere delle mete; ci spinge, inoltre, a dare e ricevere accudimento.</li>
</ol>
<h2>Il sistema della minaccia e di protezione  di sé</h2>
<p><strong>Le funzioni del sistema della minaccia sono di attivare l’attenzione, dirigendola verso stimoli minacciosi, e di motivarci a difenderci e metterci in salvo</strong>. È legato a una serie di <em>cambiamenti fisiologici, cerebrali e corporei, immediatamente successivi al riconoscimento dello stimolo, che ci preparano ad agire</em>. È collegato ad aspetti del nostro meccanismo di risposta allo stress, come il sistema nervoso simpatico e l’asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene (HPA), che generalmente innesca una risposta di attivazione. È associato a una gamma di emozioni connesse allo stato di minaccia -per esempio, rabbia, <strong>ansia</strong>, disgusto- che sollecitano differenti pattern corporei di azione e di risposta allo stimolo minaccioso, generalmente noti con l’espressione ‘fight or flight’ (lotta o fuga). Per quanto riguarda il comportamento,<em> il sistema della minaccia ci spinge ad attuare diversi tipi di reazione, compresi l’aggressione, l’evitamento, la sottomissione e così via</em>; talvolta invece, causa l’inibizione o la disattivazione della risposta.</p>
<p>Anche se è associato a emozioni (es. rabbia, ansia e disgusto) spesso spiacevoli, angoscianti o dolorose, ciò non significa che il sistema di minaccia sia ‘cattivo’. È bene ricordare che si è evoluto per proteggerci, e che le emozioni a esso connesse svolgono funzioni importanti per questo scopo. Ecco perché ci riferiamo a esse come emozioni connesse alla minaccia.</p>
<h2>A cosa serve l&#8217;ansia?</h2>
<p>L’ansia ha lo scopo di avvertirci del pericolo, di motivarci a fuggire e allontanarci, o di ‘congelarci’, così da impedirci di avvicinarci. Pensa alla sensazione che proveresti se, mentre cammini verso casa nel buio, a notte fonda, sentissi un rumore di passi alle tue spalle.</p>
<p>A questo punto, ciò che potresti aver colto è che, da una parte, le funzioni del sistema di protezione dalla minaccia sono quelle di rilevare e rispondere a potenziali minacce fisiche contro il nostro corpo e la nostra vita (come avviene negli altri animali); dall’altra, poiché apparteniamo a una specie altamente sociale, la cui sopravvivenza e benessere sono legati ad altri esseri umani, <strong>molte delle nostre minacce hanno una natura sociale</strong>. Dunque, sappiamo che esperienze di rifiuto, esclusione, critica e separazione (tra le altre) possono innescare il nostro sistema della minaccia, proprio come accade in altri animali sociali.</p>
<h3>Meglio prevenire che curare</h3>
<p>Il nostro sistema di protezione dalla minaccia risponde molto rapidamente, al di fuori della consapevolezza. Pensa a come reagisci quando, con la coda dell’occhio, vedi una piccola ombra scura. Per la paura e la tensione potresti arrossire tutto d’un tratto e in maniera automatica, o, magari, sussultare. Il fatto che si trattasse di un po&#8217; di peluria (anziché di un ragno!) non ha importanza -la mente è programmata per rispondere al pericolo in modo immediato, piuttosto che prendersi del tempo per controllare di che cosa si tratti e poi decidere di reagire. Come dice il proverbio inglese: ‘You can have lunch many, many times, but you can only be lunch once’ (Puoi godere di un pranzo molte volte, ma essere un pranzo una sola volta)!</p>
<p>Dunque, c<strong>orpo e cervello si sono evoluti in modo da approcciarsi alle potenziali minacce del mondo secondo il principio del ‘<em>meglio prevenire che curare</em>’,</strong> che consiste nel cercare di proteggersi formulando giudizi e risposte in maniera rapida, ‘immediata e approssimativa’ -anche se talvolta questo significa sovrastimare la minaccia..</p>
<p>In condizioni di pericolo, la nostra attenzione e consapevolezza sono orientate e ‘influenzate’ in diversi modi. In effetti, <strong>svariati studi dimostrano che tendiamo a focalizzare la nostra attenzione, in maniera rapida e automatica, più ai segnali di minaccia che a quelli positivi.</strong> Ad esempio, durante un esperimento eye tracking al computer, i partecipanti erano più rapidi a individuare un’espressione accigliata in mezzo a novantanove volti sorridenti, che non il contrario (un’espressione sorridente tra novantanove volti accigliati). Potrebbe essere utile considerare un esempio più quotidiano di come questo sistema condizioni la nostra attenzione: immagina di andare a fare shopping per il compleanno di un amico o familiare. Nei primi nove negozi che visiti, il personale è caloroso, amichevole e servizievole; ti mostra dove puoi trovare ciò che stai cercando e ti tratta con gentilezza per tutto il tempo. Tuttavia, nel decimo e ultimo negozio, il commesso è molto sgarbato verso di te; ignora la tua richiesta di assistenza, ti tratta con sufficienza, e, nel complesso, si rivela irrispettoso nei tuoi confronti e disinteressato nell’aiutarti. Quando, al termine della tua giornata di shopping, torni a casa, di quale esperienza pensi che parlerai? È altamente probabile che, sebbene il 90% delle tue esperienze siano state positive, focalizzerai la tua attenzione e rifletterai sull’esperienza minacciosa dell’ultimo negozio.</p>
<p>Dunque, <strong>quando il nostro sistema di protezione dalla minaccia viene innescato, è più probabile che ci preoccupiamo, rimuginiamo e immaginiamo esiti o interpretazioni negativi</strong> (es scenario della peggiore ipotesi), rispetto a quando è inattivo. Per capire come può la mente rimanere intrappolata in uno stato di minaccia, è importante ricordare che il cervello è molto ’plastico’ e viene modellato dalle esperienze che facciamo. Vivere determinate situazioni minacciose (es. bullismo, critica, rifiuto), dà origine a patterns o loops mentali che possono alimentare difficoltà permanenti. Gli scienziati stanno trovando prove a sostegno dell’ipotesi che le connessioni tra neuroni si possono rafforzare, se vengono attivate con frequenza (come un muscolo); dunque, <strong>stimolare a lungo i ‘loops mentali’ legati alla minaccia può far sì che questi patterns si attivino con molta facilità.</strong> In questi casi, il sistema di protezione dalla minaccia potrebbe essere alimentato “dall’interno”, attraverso questi loops, creando una fonte duratura di malessere e sofferenza, distinta (anche se legata) dai pericoli di cui facciamo esperienza nel mondo esterno (es. persone che ci fanno del male, ci criticano o ci respingono).</p>
<p>Risulta inoltre che, se abbiamo un sistema della minaccia molto attivo, può essere difficile pensare a noi stessi, agli altri e alle nostre vite in modo equilibrato e utile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Corso di Intelligenza emotiva</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/corso-di-intelligenza-emotiva-online/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 10:19:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come è nata l’intelligenza emotiva? La grande diffusione del costrutto di Intelligenza Emotiva nel mondo accademico, professionale e anche quotidiano, è in larga parte dovuta al libro omonimo, primo dedicato<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Come è nata l’intelligenza emotiva?</h2>
<p>La grande diffusione del costrutto di Intelligenza Emotiva nel mondo accademico, professionale e anche quotidiano, è in larga parte dovuta al libro omonimo, primo dedicato all’argomento, pubblicato nel 1995 da <strong>Daniel Goleman</strong>, psicologo, giornalista. Egli stesso indica però come il suo lavoro possa essere considerato un esito della svolta di alcuni filoni della ricerca psicologica su tratti e personalità attivi almeno dagli anni ’40.</p>
<p>Se la tradizione classica illuminista del pensiero aveva lasciato in molte teorizzazioni psicologiche l’idea dell’emotività come “rottura” nei processi intellettive e cognitivi, come risposta caotica e irrazionale che andava controllata, attorno alla seconda metà del Novecento si iniziano a riconsiderare le <strong>emozioni come processi primari di organizzazione di risorse, forze e comportamenti, in grado di direzionare e ottimizzare l’attività cognitiva relativamente a certi stimoli, contesti, relazioni.</strong></p>
<p>Già Wechsler, padre di uno dei più noti strumenti di valutazione dell’intelligenza, che definiva come “la capacità aggregata e globale di un individuo di agire secondo proposito, di pensare razionalmente e di interagire efficacemente con il suo ambiente”, considerava parte di questa globalità non solo gli aspetti tradizionalmente studiati dalle ricerche cognitive come la memoria e i processi d’apprendimento e di problem solving, ma anche fattori relativi alla sfera affettiva e a quella sociale.</p>
<p>Un’area di sviluppo particolarmente interessata alle emozioni è stata, ed è tutt’ora, <strong>la ricerca nel mondo delle organizzazioni, su stili, atteggiamenti e competenze che potessero essere utili</strong> nell’informare la progettazione d’impresa relativamente al lavoro sulle risorse umane. Ad esempio, studi sulla leadership già a metà del secolo rilevavano come leader efficaci fossero in grado di stabilire rapporti di fiducia e rispetto reciproci con il loro gruppi di lavoro.</p>
<p>Le tappe decisive del percorso teorico possono essere individuate più avanti nel lavoro di Howard Gardner, che nel 1983 pubblicò la teoria delle intelligenze multiple, annoverando tra queste sia quella interpersonale che quella intrapersonale, recuperando quindi gli studi di cui abbiamo parlato sopra, e inserendoli in un modello integrato delle varie dimensioni intellettive.</p>
<p>Il termine <strong>Intelligenza Emotiva</strong> viene coniato da <strong>Salovey e Mayer in un articolo del 1990</strong> in cui propongono un primo modello di questo costrutto.</p>
<h2>Il modello di Intelligenza Emotiva di Salovey e Mayer</h2>
<p>Salovey e Mayer presero inizialmente in esame la molteplicità di definizioni esistenti di intelligenza e di emozioni, ed in particolare di <strong>intelligenza sociale</strong>, che Thorndike descriveva come l’abilità di <u>“percepire stati interiori, motivazioni e comportamenti altrui e agire in maniera ottimale nei confronti di questi”</u>.</p>
<p>Definirono così, come sottoinsieme dell’intelligenza sociale, o dell’intelligenza personale di Gardner, l’Intelligenza Emotiva: “<em><strong>abilità di monitorare sentimenti ed emozioni propri ed altrui, di distinguerli e di usare queste informazioni per guidare i propri pensieri ed azioni</strong></em>”. In altri termini, la capacità che va dalla primitiva distinzione tra dolore e piacere al riconoscere e simbolizzare assetti complessi e sfumature fini dei vissuti emotivi, così da maturare conoscenza e padronanza della vita emotiva e relazionale.</p>
<p>La seguente mappa, tratta dall’articolo sull&#8217;intelligenza emotiva di Salovey e Mayer dell 1990, analizza le componenti del costrutto.</p>
<p><a href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/wp-content/uploads/2020/05/intelligenza-emotiva-competenze.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-1298" src="https://www.studiopsicologiarizzi.it/wp-content/uploads/2020/05/intelligenza-emotiva-competenze-300x240.png" alt="competenze intelligenza emotiva" width="300" height="240" srcset="https://www.studiopsicologiarizzi.it/wp-content/uploads/2020/05/intelligenza-emotiva-competenze-300x240.png 300w, https://www.studiopsicologiarizzi.it/wp-content/uploads/2020/05/intelligenza-emotiva-competenze-183x146.png 183w, https://www.studiopsicologiarizzi.it/wp-content/uploads/2020/05/intelligenza-emotiva-competenze-50x40.png 50w, https://www.studiopsicologiarizzi.it/wp-content/uploads/2020/05/intelligenza-emotiva-competenze-94x75.png 94w, https://www.studiopsicologiarizzi.it/wp-content/uploads/2020/05/intelligenza-emotiva-competenze.png 635w" sizes="(max-width:767px) 300px, 300px" /></a></p>
<p>Partendo da ciò che avviene nel <strong><u>Sé</u></strong>, il primo strumento di acquisizione di consapevolezza emotiva è il <strong>linguaggio</strong>, inteso come il <em>processo di introspezione del vissuto emotivo e formulazione di una proposizione che lo descriva</em> e lo renda condivisibile e gestibile. Gli autori fanno riferimento alle ricerche sull’<strong>alessitimia</strong>, termine psichiatrico usato per riferirsi alla carenza di questa capacità. Rispetto alla dimensione <strong>Non Verbale</strong> si tratta, invece, delle capacità di <em>riconoscere, esprimere e comunicare con precisione le proprie emozioni attraverso il corpo</em> e, a partire dall’espressione facciale fino alla gestualità ed alla postura.<br />
Valutazione ed espressione delle emozioni</p>
<p>La capacità di percepire le emozioni attraverso il comportamento non verbale è ancora più decisiva però quando si tratta di <strong>riconoscere le emozioni nell’Altro</strong>, come ampiamente sostenuto dalle teorie evoluzionistiche sul valore adattivo dell’informazione emozionale nelle interazioni sociali, cooperative quanto competitive. Nello stare con l’altro e le sue emozioni, <strong>l’Empatia, la capacità di comprendere i sentimenti altrui e attualizzarli come esperienza in prima persona</strong>, diventa abilità fondamentale per agire nelle relazioni in modo da essere genuini, caldi e accoglienti.</p>
<h3>Regolazione delle emozioni</h3>
<p>La regolazione delle <strong>proprie emozioni</strong> riguarda l’elaborazione delle emozioni e degli stati d’animo che si sono provati in specifici momenti, con specifiche condizioni, così da costruirsi delle regole e delle <strong>consapevolezze rispetto alla possibilità di agire sulle situazioni</strong> <strong>per modulare e influenzare i propri vissuti emotivi, sia contenendoli sia favorendoli</strong>.</p>
<p>Rispetto al relazionarsi con gli altri, è una componente centrale dell’intelligenza emotiva quella di saper <strong>influenzare l’emotività altrui</strong>, ad esempio con discorsi carismatici o con presentazioni accattivanti. Con particolare rilevanza in questa componente è da considerare la <strong>valenza morale</strong> che può assumere l’uso di questa abilità, ossia se da una parte carisma e fascino possono consentire di spingere gli altri oltre i propri limiti e portarli a nuove scoperte, possono altrettanto essere usati con intenti manipolativi e antisociali.</p>
<h3>Uso delle emozioni</h3>
<p>L’oscillazione del tono dell’umore, che varia in frequenza e intensità da individuo a individuo, determina le emozioni prevalenti e quindi influisce sui vissuti relativi ad alcuni eventi della vita ed alle prospettive che questi eventi generano. Cambi del tono emotivo possono essere, allora, d’aiuto a chi sottostima le possibilità disponibili e favorevoli, <em>generando nuovi futuri da percorrere e aumentando la prontezza a cogliere opportunità e la flessibilità nella pianificazione</em>.</p>
<p>L’interazione tra memoria, elaborazione cognitiva ed emozioni/umore è stata analizzata da molti studi, che convergono nel mostrare che <strong>le emozioni positive influenzano la creatività, </strong>intesa come capacità di comporre e scomporre schemi mentali, <strong>modificare relazioni tra idee diverse e riorganizzare la memoria</strong>, in modo da trovare risposte originali e nuove.</p>
<p>Le <strong>emozioni direzionano nettamente l’attenzione</strong>, ad esempio toni d’umore depresso tendono a mantenere le concentrate su di sé e meno su gli altri, oppure situazioni che hanno scatenato rabbia rimangono oggetto di rimuginio. Usare questo tipo di informazioni affettive può aiutare a <strong>rivedere le priorità di esigenze interiori ed esterne, ed a gestire al meglio le risorse disponibili</strong>.</p>
<p>Infine, le emozioni possono essere <strong>usate come spinta motivazionale</strong>, sia costruendosi attraverso i momenti di gioia un senso di efficacia e fiducia in sé, sia ad esempio canalizzando l’ansia e la paura del fallimento come <strong>strumenti per perseverare nella preparazione</strong> alle prove della vita.</p>
<p style="padding-left: 80px;"><span style="color: #999999;"><em>Concludendo<strong>, l’Intelligenza Emotiva</strong> si rivela un costrutto trasversale al lavoro con la persona in molti ambiti: la ricerca in quest’ambito è nata per la psicologia delle organizzazioni, ma la portata si estende ampiamente alla psicologia clinica e della salute, facendone <strong>strumento di percorsi terapeutici quanto educativi, </strong>individuali o di gruppo. Le prospettive di ricerca sono davvero molte e differenziate, dalla ricerca di base sulla personalità, sulle emozioni e sulle competenze emotive, o anche sui processi di sviluppo dell’IE, sul suo ruolo nelle relazioni, fino alla ricerca applicata su strumenti per la misurazione e interventi per la promozione.</em></span></p>
<h2>Come è organizzato il corso di intelligenza emotiva</h2>
<p>Il corso di intelligenza emotiva online è organizzato su 2 giornate che affronteranno i seguenti temi su un piano teorico:</p>
<ul>
<li>cosa sono le emozioni</li>
<li>quando le emozioni diventano un problema</li>
<li>rabbia, paura, vergogna, tristezza, tenerezza, felicità: cosa sono e che funzione evolutiva hanno</li>
<li>riconoscere ed esprimere le emozioni su un piano verbale e non verbale, con particolare attenzione al ruolo delle parole e all&#8217;identificazione delle emozioni &#8220;nascoste&#8221; sul volto</li>
</ul>
<p>Le pratiche proposte invece saranno:</p>
<ul>
<li>esercizi di mindfulness</li>
<li>esercizi per esplorare la motivazione</li>
<li>sviluppo di competenze comunicative</li>
<li>analisi di espressioni facciali per trovare eventuali incongruenze tra contenuto verbale ed emotivo</li>
</ul>
<h2>A chi è rivolto il corso di intelligenza emotiva online?</h2>
<p>Questo corso online è rivolto a tutti.</p>
<ul>
<li>A genitori che vogliano imparare a gestire le proprie emozioni in modo più efficace e vogliano essere i coach emotivi dei propri figli</li>
<li>A insegnanti di qualunque tipo</li>
<li>A chi lavora e gestisce un gruppo di lavoro</li>
<li>A chi è interessato all&#8217;argomento</li>
</ul>
<h2>Come accedere al corso di di intelligenza emotiva?</h2>
<p><b>Il costo del corso di 2 giornate è 170 euro</b>. Per iscriverti, leggi il programma completo a questo <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/corsi-ecm/infanzia/intelligenza-emotiva-mindfulness-film-bambini/">link</a>.</p>
<div></div>
<div>Se ci sono dubbi o domande, può chiamarci al 3292169795.</div>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/attivita/psicologo-online/">Scopri altri training &gt;&gt;</a></h3>
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		<title>Corso di Comunicazione Assertiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 17:35:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Come è organizzato il corso di comunicazione assertiva</h2>
<p>Il corso di comunicazione assertiva è organizzato su 2 giornate e ha l&#8217;obiettivo di aiutarti a diventare assertivo attraverso esercizi e tecniche di comunicazione efficace. Questo corso,<strong> se tendi a subire gli altri</strong> e ti senti spesso insicuro quando ti confronti con gli altri, è utile anche per migliorare la tua autostima e la fiducia in te stesso. Se invece <strong>tendi ad arrabbiarti</strong> e ad aggredire gli altri, il corso ti aiuterà a gestire la rabbia e imparare nuovi modi per comunicare in modo efficace.</p>
<p>Durante ogni sessione di questo corso è dato uno spazio introduttivo al tema principale della giornata, seguito da un parte pratica con <strong>tecniche ed esercizi sulla comunicazione verbale</strong> e non verbale seguita da una riflessione della sua applicazione nella quotidianità.</p>
<p>Le tre giornate affrontano i seguenti temi su un piano teorico:</p>
<ul>
<li><em><strong>i diritti assertivi</strong></em></li>
<li><em><strong>gli stili comunicativi e l&#8217;autostima</strong></em></li>
<li><em><strong>esercizi per riconoscere e difendersi dalle critiche manipolative e aggressive</strong></em></li>
<li><em><strong>il ruolo di credenze ed emozioni nella comunicazione</strong></em></li>
</ul>
<p>Le pratiche proposte invece sono:</p>
<ul>
<li><strong><em>role-playing sulla comunicazione assertiva</em></strong></li>
<li><strong><em>pratiche di consapevolezza e gestione delle emozioni (come la rabbia, la colpa, la vergogna, che possono interferire con l&#8217;assertività)</em></strong></li>
<li><strong><em>imparare a dire di no</em></strong></li>
<li><strong><em>pratiche di self-compassion: amarsi e sviluppare fiducia in se stessi</em></strong></li>
</ul>
<h2>A chi è rivolto il corso di comunicazione assertiva?</h2>
<p>Questo corso  è rivolto a tutti.</p>
<ul>
<li>A insegnanti</li>
<li>A professionisti sanitari</li>
<li>A chi è interessato all&#8217;argomento</li>
<li>Dirigenti d&#8217;azienda</li>
<li>Coppie che vogliono migliorare le proprie capacità comunicative</li>
</ul>
<p><strong>Il<span style="color: #339966;"> corso </span> </strong>si tiene a Padova, si svolge su<strong> 2 giornate dalle ore 9.30 alle ore 18.00 </strong>e si svolge periodicamente su date prestabilite. Il prossimo corso di comunicazione efficace inizia<strong> sabato 11 marzo alle ore 9.30. </strong>Il numero massimo di<strong><b> partecipanti è 20, </b></strong>questo per permettere, alla fine degli esercizi, dei momenti di condivisione a coppie, a piccoli gruppi o tutti insieme.</p>
<p><strong>Date del corso di gruppo:</strong></p>
<ul>
<li>11-12 marzo</li>
</ul>
<h2>Come accedere al corso di comunicazione assertiva?</h2>
<p><b>Il costo del corso di 2 giornate è 170 euro</b>. Per iscriverti compila la scheda con i tuoi dati a questo link: <a href="https://forms.gle/TMFuZCtuBC2hS5DE6" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://forms.gle/Wktrr9czQLEUsWRg6&amp;source=gmail&amp;ust=1617176843277000&amp;usg=AFQjCNGNpYI6F1ffYdOJAfIj9TDlJv81KQ">https://forms.gle/<wbr />Wktrr9czQLEUsWRg6</a></p>
<div>
<p>Dopo aver registrato i tuoi dati, puoi completare l&#8217;iscrizione effettuando il versamento della quota con bonifico intestato aIl bonifico va intestato a:</p>
<p>Associazione Centro di Psicologia e Psicoterapia Funzionale – Istituto SIF</p>
<p>UNICREDIT BANCA – Filiale di Padova Via S.Fermo</p>
<p>C/C 000100438593</p>
<p>IBAN IT22S0200812101000100438593</p>
</div>
<div></div>
<div>Se ci sono dubbi o domande, può chiamarci al 3292169795.</div>
<div></div>
<p><strong>Se non vuoi lavorare in gruppo, il corso si rivolge anche al <span style="color: #339966;">singolo</span> oppure a <span style="color: #339966;">piccoli gruppi che lo richiedano</span>.</strong> Nel caso sia un gruppo (max 20 persone) a chiedere il corso, il prezzo individuale scende in base al numero di persone, fino a un minimo di 100 euro a testa. Il corso di gruppo può svolgersi a Padova, in Veneto o Online. E&#8217; possibile contattare il docente per avere maggiori informazioni.</p>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/attivita/psicologo-online/">Scopri altri training&gt;&gt;</a></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il significato di assertività</h2>
<p>L’assertività viene considerata una qualità molto importante per l’uomo, necessaria per <strong>difendere i propri pensieri, le proprie posizioni e superare le difficoltà, senza danneggiare gli altri, costituendo così un prerequisito fondamentale per l’auto-realizzazione e lo sviluppo della fiducia in se stessi.</strong></p>
<p>Un interesse nei confronti della comunicazione assertiva era presente già a partire dalla prima metà del XX secolo, mentre cresceva l’interesse per la personalità e per l’auto-realizzazione. In particolar modo, Salter (1949) aveva identificato <strong>sei caratteristiche che potevano appartenere ad un carattere più forte e deciso:</strong></p>
<ul>
<li><em>emotività del linguaggio, che consisteva nell’<strong>esprimere apertamente i propri sentimenti</strong>;</em></li>
<li><em>espressività del linguaggio, che consisteva nell’esprimere <strong>in maniera precisa</strong> i propri sentimenti;</em></li>
<li><em><strong>capacità di opporsi</strong> alle opinioni degli altri attraverso l’espressione delle proprie;</em></li>
<li><em>maggiore uso del <strong>pronome personale “io”</strong>;</em></li>
<li><em><strong>accettare lodi,</strong> non come segno di immodestia, ma come una semplice espressione di rispetto per sé stessi;</em></li>
<li><em>impulsività nelle proprie azioni e rifiuto della pianificazione.</em></li>
</ul>
<p>Per Salter, quindi, questa libera e spontanea espressione dei sentimenti, dei desideri e dei bisogni personali conduceva in questo modo ad una maggiore auto-realizzazione e ad un miglior sviluppo personale.</p>
<h2>L’assertività per tutelare i propri diritti</h2>
<p><strong>L’assertività è un modo per tutelare i diritti individuali</strong> che ha guadagnato popolarità dopo il movimento per i diritti civili negli Stati Uniti. Sulla base di ciò numerosi psicologi hanno iniziato ad attribuire importanza alla protezione dei diritti individuali come mezzi di autoaffermazione e come una delle caratteristiche del comportamento assertivo.</p>
<p>Nel 1978 Jakubowki e Lange crearono un elenco (il primo pubblicato) dei <strong>diritti assertivi di base</strong>. Secondo gli autori, la capacità di accettare e far valere questi diritti era un importante elemento di assertività. Manuel John Smith (1985) studiò poi i diritti individuali nel contesto del comportamento assertivo, redigendo 10 diritti assertivi:</p>
<ol>
<li><em>il diritto di giudicare il proprio comportamento, i pensieri e le emozioni assumendosi le responsabilità che derivano da ciò;</em></li>
<li><em>il diritto di non offrire ragioni o scuse per giustificare il proprio comportamento;</em></li>
<li><em>il diritto di giudicare se si è responsabile della ricerca di soluzioni ai problemi di altre persone;</em></li>
<li><em>il diritto di cambiare idea;</em></li>
<li><em>il diritto di commettere errori e di esserne responsabili;</em></li>
<li><em>il diritto di dire “Non lo so”;</em></li>
<li><em>il diritto di essere indipendenti dagli altri;</em></li>
<li><em>il diritto di essere illogici nel prendere decisioni;</em></li>
<li><em>il diritto di dire “Non capisco”;</em></li>
<li><em>il diritto di dire “Non mi interessa”.</em></li>
</ol>
<p>Secondo Smith, tali diritti erano applicabili a tutti gli aspetti della vita, compreso quella sessuale.</p>
<h2>La comunicazione assertiva e l&#8217;autostima</h2>
<p>In relazione ai crescenti movimenti di stampo femminista negli anni ’80-’90 è stata prestata maggiore attenzione al ruolo e ai diritti delle donne. E&#8217; tuttora importante che la<strong> donna </strong>acquisisca “abilità assertive”. L’acquisizione di tali “abilità assertive” da parte della donna porta ad un incremento di <strong>autostima</strong>, <strong>fiducia in se stessi, fiducia e accettazione di sé, ma anche di riduzione del disagio emotivo, della depressione di salute mentale generale.</strong></p>
<p>Poi, durante il XXI secolo si iniziò a prestare particolare attenzione al ruolo dell’assertività nel moderno sistema educativo. Molti autori, infatti, appurarono che il comportamento assertivo fosse il metodo di comunicazione più costruttivo nel <strong>processo di insegnamento</strong>, creando un forte impatto educativo sui giovani, facilitando lo sviluppo di preziose qualità personali.</p>
<p><strong>L’introduzione di tecniche assertive nell’insegnamento ne ha influenzato la qualità, generando maggiore autostima e soddisfazione personale per gli insegnanti.</strong> Invece sviluppare abilità assertive negli studenti permise di riconoscere le proprie emozioni e i propri bisogni, far fronte ai sentimenti negativi, avere rispetto verso i coetanei e gli anziani, aumentando la propria autostima e l’accettazione di sé.</p>
<p>Partendo da questi presupposti, si ritiene necessario utilizzare l’insegnamento di abilità assertive per il <strong>personale ospedaliero, in particolar modo per gli infermieri,</strong> che a causa della percezione del loro ruolo come subordinato al resto del personale ospedaliero, portavano così ad una riduzione dell’efficacia della loro attività.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Corso di Mindfulness</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/corso-di-mindfulness-online/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2020 03:55:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza corporea]]></category>
		<category><![CDATA[corso mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come è organizzato il training base di mindfulness e tecniche di meditazione Il corso online di mindfulness è organizzato su 2 giornate che affronteranno i seguenti temi su un piano<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/corso-di-mindfulness-online/">Corso di Mindfulness</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Come è organizzato il training base di mindfulness e tecniche di meditazione</h2>
<p>Il corso online di mindfulness è organizzato su 2 giornate che affronteranno i seguenti temi su un piano teorico:</p>
<ul>
<li>origini della mindfulness e il buddhismo</li>
<li>fondamenti neuropsicologici della pratica meditativa</li>
<li>gli ostacoli alla pratica</li>
<li>diverse pratiche meditative: la vipassana, la metta, la tonglen, la samatha, la naikan</li>
<li>la funzione dell&#8217;autocritica</li>
<li>il concetto del sé</li>
</ul>
<p>Le pratiche proposte invece saranno:</p>
<ul>
<li>body scan e mindfulness delle emozioni</li>
<li>mindfulness del respiro</li>
<li>mindfulness dei pensieri</li>
<li>esperire diverse dimensioni del sé</li>
<li>pratiche calmanti</li>
<li>esercizi scritti per lo sviluppo della compassione</li>
<li>pratiche di metta</li>
<li>sperimentare lo sviluppo della gratitudine attraverso la Naikan</li>
</ul>
<h2>A chi è rivolto il corso di Mindfulness?</h2>
<p>Questo corso è rivolto a tutti.</p>
<ul>
<li>A genitori che vogliano coltivare pazienza e non giudizio nei confronti di se stessi e dei propri figli</li>
<li>A chi si trova di fronte a scelte importanti di vita e ha bisogno di calma per guardarsi dentro e scegliere</li>
<li>A chi soffre di dolore cronico, patologie, o accudisce qualcuno che sta male</li>
<li>A musicisti, atleti e chi affronta performance e ha bisogno di concentrazione</li>
<li>A chi si sente travolto dalla vita, senza riuscire a fermarsi</li>
<li>A chi ne è incuriosito&#8230;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il corso si rivolge anche al singolo oppure a piccoli gruppi che lo richiedano.</strong> Nel caso sia un gruppo (max 20 persone) a chiedere il corso, il prezzo individuale scende in base al numero di persone, fino a un minimo di 100 euro a testa. Il corso individuale può essere svolto a Padova o su piattaforma online al costo di 60 euro l&#8217;ora.</p>
<h2>Come accedere al corso di mindfulness ?</h2>
<p>Per iscriverti manda una mail a <a href="mailto:l.rizzi@psicoterapiafunzionale.it">l.casetta</a><a href="mailto:l.rizzi@psicoterapiafunzionale.it">@</a><a href="mailto:l.rizzi@psicoterapiafunzionale.it">psicoterapiafunzionale.it</a>, ti verrà detto se ci sono ancora posti disponibili e come procedere per l’iscrizione. Per info puoi anche chiamare il 3292169795.</p>
<h2>Le origini della Mindfulness</h2>
<p>La Mindfulness è una millenaria pratica meditativa che affonda le sue radici nella buddhismo. La Mindfulness è stata importata e diffusa in oriente negli anni Settanta da Kabat-Zinn, un professionista sanitario che era appassionato di meditazione e yoga e lavorava con gruppi di pazienti affetti da fibromialgia e altre patologie croniche. Di ritorno da un ritiro in India, pensò di provare a introdurre questi pazienti alla pratica meditativa, togliendo dalla meditazione Vipassana tutti gli elementi culturali e religiosi che appartenevano a questa pratica. Mise a punto un protocollo di otto incontri ora noto come MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) e iniziò a testare gli effetti di questo training sullo stress e sulla qualità di vita dei suoi pazienti. Emerse fin da subito l’efficacia di questa pratica nel ridurre stress, depressione e sviluppare nella persona una maggiore accettazione della sua patologia. Da quegli anni ad oggi si è visto un grande incremento negli studi e nell’interesse verso questa pratica, supportato dalla sua efficacia e dalla sua applicabilità.</p>
<h2>Un primo assaggio di Mindfulness</h2>
<p>La Mindfulness è un modo di prestare attenzione. È però un modo particolare, vale a dire che è un modo intenzionale, nel qui ed ora, e che ha delle caratteristiche particolari. È infatti un prestare attenzione con <strong>curiosità</strong> e <strong>gentilezza</strong>. Cosa significa questo in termini pratici? Per comprendere cosa significa prova a fare questo piccolo esercizio.</p>
<p style="padding-left: 80px;"><span style="color: #808080;"><em>Guarda una penna che si trova vicino a te. Di sicuro è una penna che hai già visto molte volte: &#8220;è la solita (noiosa) penna&#8221;. Invece di accontentarti del giudizio frettoloso della tua mente, prova a guardarla in modo diverso. Immagina di essere un archeologo del futuro che ha appena trovato questa penna. Non sai cos&#8217;è, a cosa serve, ma sai che è un oggetto prezioso, unico, importante. Nota improvvisamente come la tua curiosità inizia a rendere la tua attenzione più focalizzata e nota come alcuni dettagli della penna che forse prima ti erano sfuggiti, adesso emergono chiaramente ai tuoi occhi. Proprio questi dettagli effettivamente rendono questa penna diversa da tutte le altre e &#8220;geniale&#8221; nella sua forma e funzione. Magari potresti accorgerti del fatto che è nuova o consumata, o che è mangiucchiata, o che ha subito qualche colpo. Guardandola con curiosità forse ti accorgi che la penna che hai tra le tue mani ha una sua storia che la rende unica e ci può dire molte cose di te. </em></span></p>
<p>Guardando la penna abbiamo esplorato la prima caratteristica della Mindfulness, cioè la curiosità. Guardiamo ora la seconda caratteristica, la <strong>gentilezza</strong>.</p>
<p style="padding-left: 80px;"><span style="color: #808080;"><em>Per fare questo ritorna con la tua attenzione sulla penna. Guarda questa penna chiedendoti chi l’ha disegnata, progettata, chi l’ha realizzata, chi l’ha venduta e chi l’ha comprata. Dietro questa penna ci sono molte mani e ci sono molte storie che non conosci, ma che in qualche modo hanno contribuito a far sì che ora tu possa avere questa penna fra le mani. Se guardi con attenzione questa penna, potrai vedere in essa un valore molto più grande di quello strettamente economico. In essa c&#8217;è il valore di una civiltà che ha iniziato qualche migliaio di anni fa a dare importanza alla scrittura e che più recentemente qui in Italia ha dato valore all&#8217;insegnare a scrivere a tutti, ricchi e poveri, maschi e femmine. Dentro la penna, c&#8217;è la genialità di esseri umani, come te, che da un bastoncino di carbone, hanno iniziato a escogitare altri modi per scrivere e lasciare un segno. A volte diamo per scontata l’importanza di una penna, e solo quando ne abbiamo bisogno e non ce l&#8217;abbiamo, ci rendiamo conto del suo valore. Ora, consapevole di tutto questo, prova a guardare questa penna con gentilezza, gratitudine, riconoscendo come questa penna è frutto di un intreccio di vite e di storie, che ci legano tutti gli uni agli altri.</em></span></p>
<p>Grazie alla tua penna, hai sperimentato un primo esercizio di Mindfulness. Hai cioè provato a guardare in modo intenzionale nel qui ed ora un oggetto. E l’attenzione che hai rivolto a questo oggetto era un’attenzione curiosa e gentile. Avrai notato come il significato della tua penna è cambiato attraverso il modo in cui la guardavi. Immagina ora di allargare questo modo di guardare a tutto ciò che ti circonda, a ogni essere vivente, alle persone che conosci e anche a quelli che non conosci. Prova a immaginare come sarebbe guardare te stesso con curiosità e con gentilezza, smettere di criticarti, di farti influenzare dagli altri o da ciò che gli altri si aspettano da te, gestire con più saggezza le tue emozioni. Non sarebbe male, vero?</p>
<h2>Perché un training di mindfulness?</h2>
<p>Perché non basta <em>voler</em> guardare il mondo con occhi gentili e curiosi per farlo? Purtroppo la nostra mente non è stata progettata dalla Natura per guardare il mondo in questo modo. Infatti, la nostra mente automaticamente giudica, si sposta nel passato e nel futuro, esagera alcuni aspetti dell’esperienza e ne minimizza altri. La nostra mente è stata fatta per sopravvivere 200.000 anni fa e da allora non è cambiata molto. Lo scopo principale della nostra mente è prima di tutto garantirci la <strong>sopravvivenza</strong>. Per fare ciò ha predisposto un <em>potentissimo pilota automatico</em> che ha l’obiettivo di guidarci verso ciò che riconosce come <em>piacevole</em> e farci evitare ciò che riconosce come <em>spiacevole</em>. Per svolgere il suo compito, <strong>la mente continuamente guarda ciò che non va, ciò che non è andato e ciò che potenzialmente potrebbe non andare</strong>. Fare ciò ha avuto indubbiamente un grandissimo vantaggio evolutivo ai tempi della nascita della nostra specie, ma questo stesso meccanismo è oggi alla base di molte psicopatologie o, in altri termini, di grande <strong>sofferenza psicologica</strong>. Il training di mindfulness è un vero e proprio <strong>allenamento</strong> per ridurre l&#8217;influenza che il nostro pilota automatico ha sulla nostra vita e ridurre, così, la sofferenza psicologica che ne deriva.</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Praticare la Mindfulness ci aiuta a diventare consapevoli  del nostro pilota automatico e ci aiuta a riprendere in mano la nostra vita.</strong> </em></p>
<h2>Quali sono i vantaggi di fare un training sulla Mindfulness?</h2>
<p>Praticare la Mindfulness non ha l’obiettivo di farci diventare dei buddisti, o di farci stravolgere le nostre abitudini di vita. L’obiettivo è quello di aiutarci a scegliere che vita vogliamo e ad andare in quella direzione anche quando alcune emozioni o alcuni pensieri si intromettono e la cosa più facile e automatica da fare sarebbe quella di cambiare strada.</p>
<p>Mi piace a questo punto citare una famosa metafora dell’ACT (Acceptance and Commitment Therapy), i <em><strong>P</strong><strong>asseggeri dell’autobus</strong></em>.</p>
<p style="padding-left: 80px;"><span style="color: #808080;"><em>Possiamo immaginare la nostra vita come se fossimo gli autisti di un autobus. In quanto autisti, abbiamo il volante tra le nostre mani e possiamo decidere dove andare e che viaggio intraprendere. I</em></span><span style="color: #808080;"><em>mmaginiamo però che ad un certo punto della nostra vita salgano sul nostro autobus dei brutti ceffi. Invece di lasciarsi guidare dove li portiamo, questi individui minacciosi spesso si avvicinano a noi e ci dicono che dobbiamo cambiare strada, che se andiamo dove stiamo andando, succederà qualcosa di brutto o ce la faranno pagare. Quindi, per evitare ripercussioni, la cosa più facile da fare è seguire quello che ci dicono. Obbedendo loro, abbiamo un immediato sollievo perché i brutti ceffi ritornano al loro posto e si zittiscono. Ma nel lungo termine, ci accorgiamo che non stiamo più andando dove volevamo. Ci accorgiamo di essere bloccati e di essere totalmente schiavi di questi brutti individui. Allora a volte decidiamo di fermare l’autobus e inizia una vera e propria lotta per cercare di cacciare fuori questi brutti ceffi dal nostro autobus. A volte abbiamo addirittura l’impressione di riuscirci, ma ecco che, appena ripartiamo, risalgono alla prima fermata e tutto ricomincia. A questi brutti individui possiamo dare diversi nomi: ansia, autocritica, rabbia, vergogna… La Mindfulness ci insegna, quando questi intrusi si avvicinano a noi, a notare ciò che ci stanno dicendo e poi, con coraggio, a mantenere la direzione che ci eravamo dati, senza obbedire a ciò che ci stanno ordinando.</em> </span></p>
<p>Obiettivo della Mindfulness non è cacciare dall’autobus questi brutti ceffi, ma cambiare il modo che noi abbiamo di interagire con loro, riconoscere la loro presenza, accettarla e smettere di fare ciò che ci dicono.<br />
Quindi ricapitolando la Mindfulness aiuta a scegliere, in modo consapevole, che vita vogliamo avere e verso dove vogliamo andare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>

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			<div class="wpb_video_wrapper"><iframe title="Intro corso online mindfulness" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/X3-oka3F7SM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
		</div>
	</div>

<h2>Domande frequenti</h2>
<p><strong><em>Cos’è la mindfulness?</em></strong></p>
<p><em>“Prestare attenzione a quello che sta succedendo proprio in questo momento, proprio adesso, dentro di noi o fuori di noi” </em>è la definizione di Mindfulness di Burdrick del 2013.</p>
<p>La mindfulness è un esercizio di attenzione che deriva dalla <strong>meditazione Vipassana</strong>. La mindfulness è stata importata in Occidente da <strong>Kabat-Zinn che l’ha introdotta nel protocolli per ridurre lo stress in pazienti con dolore cronico</strong>. Dagli anni Settanta ad oggi, la Mindfulness si è diffusa, attraverso il protocollo MBSR e ne è stata <strong>dimostrata l’efficacia sul migliorare il benessere generale della persona</strong>. <em>Attualmente è impiegata in numerosi ospedali, in scuole di tutto il mondo, in aziende e multinazionali e si sta diffondendo in molti modelli psicoterapeutici.</em></p>
<p>Approfondisci <a href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/attivita/mindfulness/">cos&#8217;è la mindfulness&gt;&gt;</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Quando dura un esercizio di Mindfulness?</em></strong></p>
<p>Da un unico respiro (pochi secondi) a tutta la vita! Generalmente, gli esercizi proposti durante il corso avranno una durata media di 15 minuti e saranno proposti con una difficoltà graduale.</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Cosa ha di particolare questo corso rispetto ad un corso di mindfulness basato sul protocollo MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction) di Kabat-Zinn o rispetto ad altri corsi di meditazione?</em></strong></p>
<ul>
<li>Rispetto al protocollo MBSR il corso è <strong>arricchito di esercizi tratti dalla Psicologia Funzionale e dall’Acceptance and Commitment Therapy</strong>.</li>
<li><strong>Il corso segue il livello del gruppo</strong>, accompagnandolo in modo più mirato attraverso la scelta delle tecniche che maggiormente possono essere utili.</li>
<li>Il corso è costruito su basi scientifiche e toriche solide</li>
<li>Gli esercizi di meditazione sono basati sulla meditazione Vipassana e sulla meditazione Metta.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Corso di Mindful eating</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/corso-di-mindful-eating-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2020 07:52:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza corporea]]></category>
		<category><![CDATA[corso mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studiopsicologiarizzi.it/?p=1528</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come è organizzato il corso di Mindful eating Durante questo corso su 3 giornate presenteremo quelli che noi riteniamo essere gli elementi cardine per il trattamento del binge eating disorder,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/corso-di-mindful-eating-online/">Corso di Mindful eating</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Come è organizzato il corso di Mindful eating</h2>
<p>Durante questo corso su 3 giornate presenteremo quelli che noi riteniamo essere gli elementi cardine per il <strong>trattamento del binge eating disorder</strong>, con altrettanti esercizi pratici per gestire il problema. Verranno quindi approfonditi i seguenti argomenti:</p>
<ul>
<li>La gestione delle emozioni</li>
<li>Il controllo degli impulsi</li>
<li>Il senso di colpa e i pensieri critici che minacciano la fiducia in se stessi</li>
<li>La mindful eating</li>
</ul>
<h2>A chi è rivolto il corso di mindful eating online?</h2>
<p>Questo corso online è rivolto a tutti.</p>
<ul>
<li>A chi cerca sostegno per perdere peso</li>
<li>A chi soffre di abbuffate</li>
<li>A chi vuole cambiare il proprio rapporto col cibo</li>
<li>A chi vuole sviluppare una maggiore accettazione per il proprio corpo e per sé</li>
</ul>
<h2>Come accedere al corso di mindful eating ?</h2>
<p>Per accedere al corso di 3 giorni di mindful eating consultare la pagina dedicata al corso a questo <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/corsi-ecm/benessere-e-crescita-personale/la-mindful-eating-e-la-self-compassion-nei-disturbi-alimentari/">link</a>.</p>
<p>Se invece stai cercando un percorso individualizzato scrivi a l.rizzi@psicoterapiafunzionale.it</p>
<h2>Cos&#8217;è il Binge Eating?</h2>
<p>Il Binge-eating rientra nella categoria diagnostica dei “disturbi della nutrizione e dell’alimentazione” del DSM-5. Comporta ricorrenti <u>episodi di abbuffate</u>, le quali sono caratterizzate da:</p>
<ol>
<li>Sensazione di <strong>perdita di controllo</strong> durante l’episodio</li>
<li>Mangiare in un periodo definito di tempo una <strong>quantità di cibo</strong> significativamente maggiore rispetto a quella che la maggior parte degli individui mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili</li>
</ol>
<p>A tali episodi non si associa la messa in atto di condotte compensatorie (a differenza della bulimia); infatti spesso chi ne soffre si trova in una condizione di sovrappeso.</p>
<p>In seguito a tali episodi si presenta un marcato disagio, sentimento di vergogna e un senso di frustrazione, che portano alla <strong>riduzione dell’autostima e del senso di autoefficacia</strong>. La caratteristica principale del binge-eating disorder è quindi lo <strong>stretto collegamento tra emozioni e cibo</strong>; ove il cibo diventa strumento per anestetizzare le emozioni negative. Si crea così un circolo vizioso, dannoso per la salute fisica e relazionale della persona. Per un approfondimento maggiore di questo tema, vai all&#8217;articolo <span style="color: #ff6600;"><strong><a style="color: #ff6600;" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/aggiornamenti/alimentarsi-come-e-perche-vincere-le-abbuffate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">A(li)M(ent)ARSI: come e perché vincere le abbuffate</a></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Corso di Intuitive Eating</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/corso-di-intuitive-eating-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2021 10:02:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza corporea]]></category>
		<category><![CDATA[corso mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[intuitive eating]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come è organizzato il corso di Intuitive Eating online Il corso di Intuitive Eating ha come obiettivo quello di aiutarti a ritornare a una conoscenza intuitiva delle nostre sensazioni interne,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Come è organizzato il corso di <em>Intuitive Eating</em> online</h2>
<p>Il corso di <em>Intuitive Eating</em> ha come obiettivo quello di aiutarti a ritornare a una conoscenza intuitiva delle nostre sensazioni interne, fame compresa. Infatti, siamo tutti nati “mangiatori intuitivi”, ma le regole della società, le esigenze della vita e alcune problematiche personali ci impediscono spesso di <strong><em>sentire</em></strong> il nostro corpo e i segnali che da esso ci arrivano. L’<em>Intuitive Eating </em>non è una dieta, ma uno stile di vita che ci permette di riconnetterci con la nostra innata consapevolezza corporea e con il piacere di mangiare senza sensi di colpa.</p>
<p>I temi principali degli incontri saranno:</p>
<ul>
<li>I 10 principi dell’<em>Intuitive Eating</em>;</li>
<li>I benefici del rigettare la <em>diet culture</em>;</li>
<li>Come coniugare <em>Intuitive Eating</em> e salute fisica e mentale;</li>
<li>Cosa significa essere un <em>Intuitive Eater;</em></li>
<li>Perché l’<em>Intuitive Eating </em>è utile per superare i disturbi alimentari.</li>
</ul>
<p>Le parti teoriche saranno seguite da esercizi che ti aiuteranno:</p>
<ul>
<li>a riconoscere le tue convinzioni relative alla dieta e al tuo corpo;</li>
<li>a sostituire pensieri negativi con pensieri funzionali ai tuoi obiettivi;</li>
<li>ad essere più compassionevole verso te stessa;</li>
<li>a fare pace con il cibo e con il tuo corpo.</li>
</ul>
<h1>A chi è rivolto il corso?</h1>
<p>Questo corso è rivolto a tutti:</p>
<ul>
<li>agli interessati all’argomento;</li>
<li>a professionisti sanitari;</li>
<li>a psicologi;</li>
<li>a insegnanti;</li>
<li>a genitori.</li>
</ul>
<p><span style="font-size: 30px;">Come iscriversi al corso</span></p>
<p><b>Per info scrivi a psicologa@nicoletruzzi.it</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1>Cosa significa <em>Intuitive Eating</em>?</h1>
<p>L’<em>Intuitive Eating </em>è uno <strong>stile di vita</strong> che abbraccia tutti gli aspetti dell’essere umano: i pensieri, le emozioni, il corpo e la consapevolezza. Non è un punto di arrivo, ma un viaggio alla scoperta di sé stessi, una pratica che dura tutta la vita. L’<em>Intuitive Eating </em>è composto da 10 principi:</p>
<ol>
<li>Rigetta la <em>Diet Mentality;</em></li>
<li>Onora la tua fame;</li>
<li>Fai pace col cibo;</li>
<li>Sfida la “polizia del cibo”;</li>
<li>Senti la tua pienezza;</li>
<li>Scopri il fattore soddisfazione;</li>
<li>Gestisci i sentimenti senza usare il cibo;</li>
<li>Rispetta il tuo corpo;</li>
<li>Esercizio: senti la differenza;</li>
<li>Onora la tua salute: la nutrizione gentile.</li>
</ol>
<p>Questi 10 principi hanno due scopi principali:</p>
<ul>
<li><strong>Coltivare la sintonizzazione</strong> (<em>attunement</em>) con i segnali che arrivano dal proprio corpo, in modo da riconoscerli e rispondere ad essi tempestivamente e adeguatamente. È molto importante, per esempio, riconoscere i segnali che ci dicono che abbiamo fame e quelli che ci dicono che siamo sazi;</li>
<li><strong>Rimuovere gli ostacoli alla sintonizzazione</strong>, che possono presentarsi sotto forma di regole, pensieri intrusivi, emozioni, ecc. Seguire una dieta restrittiva, o la dieta del momento, porta a ignorare i segnali del proprio corpo, fino a non riconoscerli più. Alcune persone arrivano fino al punto di non percepire più alcun segnale di fame o di pienezza; la confusione e l’incertezza si trasformano nella convinzione di non sapere più “come si mangia”.</li>
</ul>
<p>L’<em>Intuitive Eating </em>si ripropone di togliere il fattore confusione dall’alimentazione, riportandoci ad una conoscenza intuitiva del nostro corpo e dei nostri bisogni.</p>
<h1>Come è nato l’<em>Intuitive Eating</em>?</h1>
<p>L’<em>Intuitive Eating </em>è nato da un’idea di Evelyn Tribole ed Elyse Resch, due dietiste che volevano aiutare i propri clienti a superare la loro relazione problematica con il cibo e con il corpo. Il loro primo libro sull’argomento è stato pubblicato nel 1995, per poi essere ripubblicato, con nuovi capitoli ed informazioni, nel 2003 e nel 2012. Nel 2017 le due autrici hanno pubblicato il loro <em>Workbook</em> sull’<em>Intuitive Eating</em>, che affianca alla teoria una vasta selezione di esercizi, per aiutare le persone non solo a capire il metodo, ma a metterlo in pratica in autonomia. Questo è il libro sul quale si baserà il nostro corso.</p>
<p>Secondo la definizione di Tribole e Resch, l’Intuitive Eating è “uno stile di alimentazione flessibile in cui segui per la maggior parte le tue sensazioni interne di fame e sazietà per capire quando mangiare, cosa mangiare e quando smettere di mangiare” (Tribole, E., &amp; Resch, E., 2017. <em>The intuitive eating workbook: Ten principles for nourishing a healthy relationship with food</em>. New Harbinger Publications). Questo approccio ricostruisce la <strong>fiducia nel proprio corpo</strong> che potrebbe essere andata perduta dopo anni di diete con risultati altalenanti.</p>
<h1>Conclusione</h1>
<p>L’Intuitive Eating è un approccio che può essere di beneficio a tutti. Non è necessario essere al proprio peso forma per iniziare a seguirlo, anzi pensare “prima arrivo al mio peso ideale e poi potrò seguirlo” è proprio uno dei pensieri che ostacolano la sintonizzazione con il nostro corpo e perpetuano il ciclo infinito di “restrizione-abbuffate”. È, quindi, proprio uno dei pensieri che l’Intuitive Eating si propone di rimuovere, per donarci di nuovo il piacere di mangiare, ma soprattutto di ascoltare il nostro corpo ed onorare i suoi bisogni.</p>
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