<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>tocco &#8211; Studio Psicologia Rizzi</title>
	<atom:link href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/tag/tocco/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it</link>
	<description>Psicologo e psicoterapeuta a Padova e San Donà di Piave. Tratta Disturbi Sessuali, Psicosomatici, Stress, Depressione e Ansia. Primo incontro gratuito.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 03 Feb 2026 11:02:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.3</generator>
	<item>
		<title>Gravidanza: Miti da sfatare sul massaggio</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/miti-sfatare-sul-massaggio-gravidanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2014 08:21:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[massaggio]]></category>
		<category><![CDATA[massaggio in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[pericoli massaggio]]></category>
		<category><![CDATA[punti digitopressione]]></category>
		<category><![CDATA[tocco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studiopsicologiarizzi.it/?p=311</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si parla di pericoli a ricevere massaggi in gravidanza&#8230; Non è difficile sentir parlare dell’esistenza di pericoli a venire massaggiate in gravidanza. Alcuni dei pericoli di cui si parla, anche<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/miti-sfatare-sul-massaggio-gravidanza/">Gravidanza: Miti da sfatare sul massaggio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="itemIntroText">
<h2>Si parla di pericoli a ricevere massaggi in gravidanza&#8230;</h2>
<p>Non è difficile sentir parlare dell’esistenza di <strong>pericoli a venire massaggiate in gravidanza</strong>. Alcuni dei pericoli di cui si parla, anche in internet, sono i seguenti: il massaggio deve essere evitato nel primo trimestre a causa del rischio di aborto spontaneo che avverrebbe per il maggior rilascio di tossine conseguentemente al massaggio; il massaggio nel primo trimestre è troppo stimolante per la madre; il massaggio ai piedi, alla parte inferiore delle gambe e all&#8217;addome, potrebbero causare aborto spontaneo; il massaggio addominale dovrebbe essere evitato perché ai bambini non piace e iniziano a scalciare; il massaggio alla schiena è controindicato durante la gravidanza, senza motivazione.</p>
</div>
<div class="itemFullText">
<h2>&#8230;ma non sono sostenuti da ricerche!</h2>
<p>Una donna alla sua prima gravidanza, ricevendo queste informazioni, potrebbe pensare che il massaggio è rischioso. Tuttavia, questi pochi consigli non sono suffragati da ricerche o documentati da casi. Possiamo esaminare e contraddire ognuna di queste paure.</p>
<h3>Sovraccarico tossico?</h3>
<p><strong>NO!</strong> Il primo trimestre è indubbiamente un periodo di grandi cambiamenti a diversi livelli; una ragione in più per ricevere un tocco morbido per aiutare una madre a integrare i cambiamenti che si verificano. <strong>Non vi è alcuna ricerca che dimostri che il massaggio causa un sovraccarico tossico in una persona in stato di gravidanza e quindi possa causare un aborto spontaneo.</strong> I massaggi nel primo trimestre, comunque, non dovrebbero essere in generale eccezionalmente profondi e stimolanti se è il primo massaggio che una donna riceve o se soffre di nausea saltuariamente.</p>
<h3>Il massaggio aumenta la nausea?</h3>
<p><strong>NO!</strong> Il massaggio non deve essere evitato a causa della nausea perché, come molti studi indicano, <strong>il massaggio può contribuire a ridurla.</strong> Di solito, il massaggio durante il primo trimestre, può essere d&#8217;aiuto per diminuire l&#8217;ansia e aiutare una donna a rilassarsi, per darle un tempo concentrato per elaborare il fatto che è incinta, e offrirle un modo piacevole per entrare nella sua nuova vita.</p>
<h3>Provoca aborto spontaneo?</h3>
<p><strong>NO! </strong>L&#8217;aborto spontaneo è molto comune durante il primo trimestre, ma <strong>si verifica indipendentemente dal fatto che le donne ricevano o meno il massaggio</strong>. Il massaggio non è mai stato implicato, in modo esplicito, legalmente o scientificamente tra le cause di aborto spontaneo. Nella maggioranza dei casi, l&#8217;aborto spontaneo si verifica perché il feto è non vitale. Toccare l&#8217;addome, a meno che non sia intenzionalmente dannoso, non fa male al bambino o alla madre. L&#8217;utero, durante il primo trimestre è basso nella pelvi e non è palpabile senza una profonda pressione addominale, che è generalmente controindicata durante tutta la gravidanza. Invece, un <strong>tocco tenero sull&#8217;addome può essere estremamente rilassante per la madre</strong>, e più donne ritengono che il bambino risponda in modo positivo.</p>
<h3>Punti di agopressione pericolosi?</h3>
<p>Il massaggio alle gambe, ai piedi e alla pancia durante il primo trimestre non causa aborto spontaneo. <strong>Esistono punti di ago-pressione negli arti inferiori e nei piedi che sono controindicati per la digito-pressione o l&#8217;agopuntura, ma un massaggio generale nelle aree dei punti della digito-pressione non li stimola allo stesso modo</strong>.</p>
</div>
<h2>Il massaggio è sicuro, informiamoci!</h2>
<div class="itemFullText">
<p>Con l&#8217;aumento dell&#8217;educazione riguardo al massaggio durante il ciclo perinatale, le paure e miti sui suoi pericoli possono essere ridotti. Chi massaggia la donna in gravidanza dovrebbe sapere con precisione quando è richiesta cautela o ci sono controindicazioni e aiutare a sfatare miti e placare paure ingiustificate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.studiopsicologiarizzi.it/aggiornamenti/3-buoni-motivi-per-ricevere-un-massaggio-gravidanza/"><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Conosci tutti gli effetti positivi del massaggio in gravidanza? Scoprilo qui!</strong></em></span></a></p>
<p><em><span style="color: #ff00ff;">Ti è piaciuto questo articolo? Approfondiscine la teoria e la pratica, ti aspettiamo ai nostri <a style="color: #ff00ff;" href="http://www.studiopsicologiarizzi.it/corsi/ascoltare-il-proprio-corpo-tecniche-di-massaggio-perinatale/">Corsi sulla perinatalità</a>!</span></em></p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/miti-sfatare-sul-massaggio-gravidanza/">Gravidanza: Miti da sfatare sul massaggio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il ruolo del contatto fisico nella crescita</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/ruolo-del-contatto-fisico-nella-crescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2014 09:40:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[tocco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studiopsicologiarizzi.it/?p=344</guid>

					<description><![CDATA[<p>È stato dimostrato che in numerose specie animali, il fatto che la madre lecchi il proprio cucciolo, è determinante non solo per lo sviluppo “psicologico e comportamentale”, ma anche per<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/ruolo-del-contatto-fisico-nella-crescita/">Il ruolo del contatto fisico nella crescita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="itemIntroText">
<div class="itemIntroText"></div>
<div class="itemIntroText">
<p>È stato dimostrato che in numerose specie animali, il fatto che la madre lecchi il proprio cucciolo, è determinante non solo per lo sviluppo “psicologico e comportamentale”, ma anche per quello fisiologico, poiché molti apparati, tra cui quello circolatorio, digestivo, gastrointestinale, genitale-urinario, immunologico, neuroendocrino, riproduttivo e respiratorio si sviluppano solo se avviene una stimolazione sensoriale attraverso il Tocco attivo della madre sul cucciolo.</p>
</div>
<div class="itemFullText">
<p>Tra i primi ricercatori sul Tocco, possiamo ricordare Harry Harlow, presso la University of Wisconsin, che svolse un famoso esperimento sul contatto nelle scimmie (Harlow, 1958). Egli costruì un surrogato di madre fatta di tessuto e un secondo surrogato di madre fatta di una rete metallica. Per alcuni dei piccoli di scimmia, la madre di tessuto dava loro il latte e la madre di rete metallica non lo faceva. Per altri, la condizione era opposta. I piccoli di scimmia preferivano la madre di tessuto senza il latte rispetto alla madre di rete metallica con il latte, suggerendo che avevano più bisogno della stimolazione tattile che del nutrimento. I piccoli di scimmia che non avevano una vera madre o un surrogato di madre svilupparono schemi di comportamento in cui si auto-abbracciavano. Quando queste scimmie crebbero, non svilupparono i normali schemi di comportamento relativi al prendersi cura di sé ed ebbero difficoltà nella riproduzione. Secondo il modello Funzionale l’auto-abbracciarsi può essere spiegato come una compensazione rispetto ad una Esperienza di base carente per garantire Funzionamenti di fondo contigui ed indispensabili a soddisfare alcuni Bisogni di base. La carenza nell’essere toccati (e, quindi, di tutte le EBS ad essa collegate) portò le scimmie, oltre a comportamenti di compensazione, anche ad alterazioni comportamentali.</p>
<p>Il ratto è un animale per studiare gli effetti della deprivazione del tocco poiché questi sono paragonabili a quelli che avvengono nell’uomo.</p>
<p>Levine e collaboratori (1962) hanno scoperto che i ratti manipolati durante lo sviluppo hanno livelli più alti di anticorpi nel loro sangue dopo l’immunizzazione rispetto a quelli che non sono stati manipolati, indicando un collegamento tra il tocco e il sistema immunitario nel periodo neonatale. Altri esperimenti hanno dimostrato un maggior aumento di peso, maggiore attività, minor timore e una maggiore resistenza allo stress, conseguenti a manipolazioni supplementari. Studi simili (Denenberg, 1990) suggeriscono che i ratti manipolati durante i primi cinque giorni di vita pesano di più, hanno una migliore performance sui compiti cognitivi e sopravvivono più a lungo.</p>
<p>Il Dottor Saul Schanberg della Scuola Medica dell’Università di Duke notò che quando i piccoli di topo vengono deprivati delle loro mamme, sperimentano un declino significativo nell’ormone della crescita e dell’ornitina decarbossilasi (ODC), che è parte della catena della sintesi proteica ed è importante per il corretto funzionamento del sistema immunitario (Schanberg, 1995). Diminuzioni nell’ODC, risultanti in un sistema immunitario indebolito, sono notate nel cervello, cuore, fegato e virtualmente in ogni organo del corpo conseguente alla separazione, ma il riavvicinamento dei piccoli di topo alle loro mamme inverte il declino.</p>
<p>Schanberg osservò questi peggioramenti, ma inizialmente non fu in grado di capire da cosa fossero causati. Lui e i suoi colleghi sapevano che la risposta era legata a qualcosa che la mamma ratto faceva ai suoi piccoli, ma non sapevano cosa fosse, fino a che, durante l’assenza del Dr. Schanberg per partecipare ad una conferenza, uno dei suoi studenti laureati si sedette ad osservare giorno e notte la mamma ratto e i suoi piccoli e capì cosa stesse facendo loro. Corse velocemente fuori dal laboratorio e tornò con un piccolo pennello nella sua mano. Procedette ad inzuppare questo pennello nell’acqua e a “leccare” i piccoli deprivati delle loro mamme accarezzando la sua spazzola su di loro in modo regolare, anche ritmico, per contrastare gli effetti della deprivazione materna. Quando il Dr. Schanberg e i suoi studenti provarono, più tardi, a mimare ciò che osservarono del comportamento delle mamme topo (portare in giro il piccolo, pizzicare la coda e leccare con la lingua), solo il leccare riportò i ratti deprivati in uno stato normale. Il Tocco è, infatti, implicato in numerose Esperienze di base, non è solo una stimolazione, ma un modo di aiuto al funzionamento complessivo dell’organismo (Rizzi, Rizzi, Casetta, 2011).</p>
<p>Recentemente, il Dr. Schanberg ha localizzato un gene della crescita che è il responsabile per questa relazione tattile di stimolazione/crescita. Lui e i suoi collaboratori hanno organizzato un esperimento preparando un po’ di RNA dal fegato di ratti deprivati e non deprivati, e con l’utilizzo di una specifica sonda in grado di identificare il CFOS (un gene messaggero), hanno scoperto che la deprivazione materna riduce significativamente questo messaggero.</p>
<p>Quindi, ciò dimostra che l’essere Toccati è un bisogno geneticamente determinato, in grado di interagire con la sintesi proteica. Per secoli si è pensato, soprattutto nelle culture industrializzate, che il Tocco fosse legato alla sessualità, in età adulta, o al “viziare” i bambini nell’età dello sviluppo. Nel 1894, Luther Emmett Holt, professore di pediatria alla Cornell University Medical School, pubblicò un opuscolo intitolato “Il tenere e il nutrire i bambini”. Nella sua quindicesima edizione, nel 1935, Holt consigliò l’allattamento da biberon (tanto buono quanto l’allattamento al seno, affermò), il non prendere in braccio il bambino, non importa da quanto tempo piange, e il nutrimento ad intervalli di quattro ore”. Più o meno nello stesso periodo, anche il professor John Watson scrisse un libro in cui diceva: “C’è una maniera sensata di trattare i bambini. Non abbracciarli e baciarli mai, non lasciarli mai sedere in braccio. Se devi, baciali una volta sulla fronte quando dai loro la buonanotte e stringi loro la mano la mattina” (Montagu, 1995). Molto tristemente gran parte della nostra cultura ha dato retta a questo consiglio durante gran parte del ventesimo secolo. Queste idee si sono legate alla credenza che la piacevolezza del Contatto, il Benessere che esso provoca, sia un “peccato” della carne, una debolezza psicologica. La piacevolezza e il benessere, invece, sono geneticamente determinati (come dimostrato dallo studio riportato qui sopra) e sono la conseguenza della soddisfazione di un Bisogno primario, proprio come il piacere del mangiare; il Piacere serve, biologicamente, a incentivare un comportamento favorevole per lo sviluppo e il mantenimento della vita, è una Funzione del nostro cervello, in particolare del nucleus accumbens (Kandel, 2000).</p>
<p>In tutto il XIX e nel primo XX secolo, i bambini cresciuti in orfanotrofi avevano meno del 50% di possibilità di raggiungere la pubertà. Al volgere del secolo, la Casa per trovatelli tedesca aveva un tasso di mortalità per i bambini di oltre 70%. Nel primo ‘900, gli orfanotrofi americani avevano tassi di morte infantile in media del 32-75%. Ancor peggio, nelle istituzioni di Baltimora la stima era di un tasso di mortalità di almeno il 90%, ed era vicino al 100% nel Randall Island Hospital di New York. I bambini negli orfanotrofi non venivano toccati, né tenuti in braccio, se non per le cure di routine strettamente necessarie (senza sapere che anche tenerli in braccio, accarezzarli, toccarli, era necessario).</p>
</div>
<div class="itemFullText"></div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/ruolo-del-contatto-fisico-nella-crescita/">Il ruolo del contatto fisico nella crescita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il contatto fisico e la comunicazione delle emozioni</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/contatto-fisico-la-comunicazione-delle-emozioni/</link>
					<comments>https://www.studiopsicologiarizzi.it/contatto-fisico-la-comunicazione-delle-emozioni/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2015 11:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[contatto fisico]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[tocco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studiopsicologiarizzi.it/?p=461</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il tatto è stato descritto come il mezzo fondamentale attraverso il quale entriamo in contatto con il mondo (Barnett, 1972) e allo stesso tempo come il sistema sensoriale più semplice<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/contatto-fisico-la-comunicazione-delle-emozioni/">Il contatto fisico e la comunicazione delle emozioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="itemIntroText">
<div class="itemIntroText">
<div class="itemIntroText">
<div class="itemIntroText">
<p>Il tatto è stato descritto come il mezzo fondamentale attraverso il quale entriamo in contatto con il mondo (Barnett, 1972) e allo stesso tempo come il sistema sensoriale più semplice e lineare (Geldard, 1960).</p>
<p>Il contatto fisico è di vitale importanza in diversi ambiti della vita sociale, cognitiva e fisica e nello sviluppo del bambino e del neonato (Field, 2001). Il Contatto fisico continua poi a giocare un ruolo fondamentale nell’adulto nelle relazioni affettive e amorose, nella dimostrazione della propria forza, nel calmare, giocare e mantenere la vicinanza tra bambino e chi se ne prende cura (Eibl-Eibesfeldt).</p>
<p>Nonostante l’importanza del contatto fisico in numerosi ambiti centrali della vita sociale, il suo ruolo nella comunicazione delle emozioni ha ricevuto poca attenzione nel campo della scienza, argomento approfondito nell’ultimo decennio da Hertenstein.</p>
<p>Nel 2006, quest’ultimo e dei colleghi hanno documentato come persone che non si conoscono e appartenenti a nazioni diverse (Stati Uniti e Spagna) possono accuratamente decodificare emozioni distinte attraverso il contatto fisico. In questo studio, due sconosciuti interagivano in una stanza dove erano separati da una barriera. Non potevano vedersi ma potevano raggiungere l’altro attraverso un buco nella barriera. Una delle due veniva istruita su che emozione tra 12 trasmettere all’altro, poi lo toccava raggiungendolo attraverso il buco. Dopo essere stata toccata, la seconda persona sceglieva quale emozione pensava l’altro avesse voluto comunicargli.</p>
<p>I risultati mostrano che  i partecipanti avevano decodificato correttamente rabbia, paura, disgusto, amore, gratitudine e simpatia, ma sbagliavano nel riconoscimento di felicità, sorpresa, tristezza, imbarazzo, invidia e orgoglio. L’accuratezza dei punteggi varia dal 48% all’83% per le emozioni codificate correttamente. Inoltre nello studio è emerso che diversi comportamenti assumono specifici significati emotivi sulla base delle loro caratteristiche. Ad esempio, la simpatia è associata a carezze e picchiettamento, la rabbia con colpi e movimenti di strizzamento, il disgusto con movimenti di spinta, la paura con un tocco tremolante.</p>
<p>I limite dello studio riguardano principalmente la sua validità ecologica: normalmente le persone non si toccano solo sul braccio, ma liberamente su tutte le parti del corpo socialmente consentite.</p>
<p>Hertenstein ha di conseguenza replicato lo studio nel 2009, consentendo a chi eseguiva il tocco (ENCODER) di toccare l’altro su tutto il corpo.</p>
<p>I partecipanti reclutati per lo studio erano 248 persone, tra i 18 e i 36 anni. Le coppie e il ruolo erano formate casualmente.</p>
<p>L’encoder entrava nella stanza del laboratorio dove trovava il decodificatore bendato. I due non potevano parlarsi o emettere alcun suono. Venivano mostrate all’encoder 8 parole di emozioni scritte ciascuna su un foglio, una dopo l’altra in ordine casuale. L’encoder dopo aver visto la parola, pensava come toccare l’altro per comunicargli l’emozione che aveva visto, poi si avvicinava all’altro e lo toccava, cercando di comunicargli l’emozione che aveva letto. Questo contatto veniva filmato. Dopo l’interazione tattile, che era stato contatto sceglieva su una lista di termini pre-definita, quale meglio descriveva ciò che la persona gli aveva comunicato. La lista di termini conteneva le seguenti parole: <i>anger, disgust, fear, happiness, sadness, sympathy, love, gratitude </i>e<i>nessuno di questi termini è corretto</i>.</p>
<p>I filmati erano poi codificati da un assistente che non sapeva l’emozione che si stava cercando di comunicare. I diversi tipi di tocco codificati erano strizzare, accarezzare, strofinare, spingere, tirare, premere, dare colpetti, scuotere, pizzicare, tremolare, dare un pugno, colpire, graffiare, massaggiare, solleticare, dare uno schiaffo, sollevare, prendere, scuotere, incrociare le dita, dondolare, abbracciare. Ogni secondo veniva codificato nella sua intensità: a) assenza di contatto, b) intensità leggera, c) intensità moderata, d) forte intensità. Inoltre, veniva calcolata la durata del contatto fisico per ogni emozione. Infine, era codificata l’area del corpo dove avveniva il contatto.</p>
<p>Lo studio di Hertenstein conferma che il contatto fisico può comunicare diverse emozioni, almeno 8: rabbia, paura, felicità, tristezza, disgusto, amore, gratitudine, simpatia. Inoltre, ogni emozione è associata a un determinato comportamento di interazione tattile.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/contatto-fisico-la-comunicazione-delle-emozioni/">Il contatto fisico e la comunicazione delle emozioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiopsicologiarizzi.it/contatto-fisico-la-comunicazione-delle-emozioni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Workshop Base di Tecniche di tocco-massaggio funzionale integrato</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/workshop-base-di-tecniche-di-tocco-massaggio-funzionale-integrato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2016 17:10:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[massaggio funzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
		<category><![CDATA[tocco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studiopsicologiarizzi.it/?p=221</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sabato 26 e domenica 27 novembre 2016 &#8211; ore 9.30-18.00 PResso l&#8217;Associazione Centro di Psicologia Psicoterapia Funzionale in via Vicenza 12/A PADOVA Il corso ha ottenuto 20,4 crediti ECM per le professioni di<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/workshop-base-di-tecniche-di-tocco-massaggio-funzionale-integrato/">Workshop Base di Tecniche di tocco-massaggio funzionale integrato</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 26 e domenica 27 novembre 2016 &#8211; ore 9.30-18.00 PResso l&#8217;Associazione Centro di Psicologia Psicoterapia Funzionale in via Vicenza 12/A PADOVA</p>
<p><i>Il corso ha ottenuto </i><strong>20,4 crediti ECM</strong><i> per le professioni di Medici(tutte le discipline), Odontoiatri, Psicologi (tutte le discipline), Fisioterapisti, Infermieri professionali, Infermieri pediatrici, Ostetriche, Educatori professionali, Assistenti sanitari, Terapisti della neuro e psicomotricità, Logopedista, Tecnico di nueurofisiopatologia, Terapista Occupazionale</i></p>
<p>Mentre si massaggia una persona possono arrivare pensieri come “Cosa starà pensando?” o “Cosa faccio se si mette a piangere?”o “Forse si sta annoiando…”. Ancora, massaggiando possono arrivare emozioni come noia, ansia, tenerezza, fastidio o sensazioni come fatica, calore, tensione. Tutto ciò emerge perché massaggiando siamo in relazione con un’altra persona in un modo diverso da quello “sotto controllo” a cui siamo abituati parlando: il contatto fisico, infatti, è un canale comunicativo attraverso il quale si condivide e si scambia, in modo reciproco e senza barriere, il proprio mondo interno ed è difficile controllarlo.</p>
<p>Questo corso ha l’obiettivo di sviluppare la capacità di stare in relazione con l’altro attraverso il massaggio e il contatto fisico, insegnando ai partecipanti a notare in modo morbido e flessibile il proprio mondo interno e quello dell’altro, attraverso indicatori come il respiro. Il corso vuole anche approfondire come alcune caratteristiche del tocco (la velocità, la pressione, la velocità con cui inizia il contatto, la controllabilità dei movimenti, etc) sono importanti per comunicare all’altro emozioni e messaggi come “Sono con te”, “Lasciati andare”, “Mi sto prendendo cura di te”.</p>
<p>La relazione attraverso il contatto fisico è stata sviluppata e approfondita all’interno della Psicologia Funzionale e, in particolare, attraverso lo sviluppo delle tecniche di tocco-massaggio Funzionale integrato, termine che indica che oltre all’aspetto tecnico (massaggio), c’è un aspetto comunicativo (tocco) e relazionale (integrato, cioè che coinvolge l’intera persona, sia su un piano fisiologico e posturale, che su un piano cognitivo ed emotivo).</p>
<p>Il corso sarà prevalentemente esperienziale e verranno proposte delle semplici tecniche di tocco massaggio Funzionale integrato su diversi distretti corporei che verranno eseguite a coppie. Le tecniche saranno condotte dai docenti che seguiranno passo passo i partecipanti e alla fine della conduzione sarà aperto uno spazio di riflessione e condivisione per sviluppare, a partire dall’esperienza, il piano teorico.</p>
<h1>Adesioni e iscrizioni</h1>
<p class="Corpodeltesto21">Il corso è aperto a tutti gli interessati fino a un numero massimo di 25 partecipanti. Il costo dell’iscrizione è di 145 euro, compresa la quota associativa di 5 euro. Per studenti e specia­lizzandi è di 110 euro.</p>
<p class="Corpodeltesto21" align="center">Per iscriversi, inviare la scheda di iscrizione</p>
<p class="Corpodeltesto21" align="center">e la ricevuta del bonifico bancario a <a href="mailto:l.casetta@psicoterapiafunzionale.it">l.casetta@psicoterapiafunzionale.it</a>.</p>
<p class="Corpodeltesto21" align="center">Il bonifico va intestato a:</p>
<p>Associazione Centro di Psicologia e</p>
<p>Psicoterapia Funzionale &#8211; Istituto SIF</p>
<p>UNICREDIT BANCA</p>
<p>Filiale di Padova Via S.Fermo</p>
<p>C/C 000100438593</p>
<p>IBAN IT22S0200812101000100438593</p>
<p>Nella causale del bonifico specificare nome del corso abbreviato (TOCCO) e cognome del partecipante.</p>
<h1>Docenti</h1>
<p>Luca Rizzi: Psicologo, Psicoterapeuta e Docente S.I.F.</p>
<p>Laura Casetta: Psicologa, Psicoterapeuta Funzionale.</p>
<h1>Metodologia</h1>
<p>Il corso prevede l’impiego di una didattica frontale e la sperimentazione di modalità di tocco a coppie, pertanto suggeriamo un abbigliamento comodo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<h2>Sabato 26 novembre 2016</h2>
<p><strong>Sessione 1</strong><strong> </strong><strong>L’importanza del respiro</strong></p>
<p>9.30 &#8211; 10.15  &#8220;La fisiologia del respiro”</p>
<p>10.15 &#8211; 10.45 “Ascoltare il proprio respiro”</p>
<p>10.45 – 11.00 Pausa</p>
<p>11.00 &#8211; 12.00  “Osservare il respiro”</p>
<p>12.00 &#8211; 13.00 “Tecniche per intervenire sul respiro”</p>
<p>13.00 – 14-.00 Pausa pranzo</p>
<h3>Sessione 2Comunicare attraverso il tocco</h3>
<p>14.00 &#8211; 15.15  “Tocco ed emozioni”</p>
<p>15.15 &#8211; 16.15  “Tocco e sensazioni sulla schiena”</p>
<p>16.15 – 16.30 Pausa</p>
<p>16.30 &#8211; 18.00  “Tocco e sensazioni sulle gambe”</p>
<h2>Domenica 27 novembre 2016</h2>
<h2>Sessione 1Stare con l’altro nel dolore</h2>
<p>9.30 &#8211; 10.00  “L’impulso ad allontanare il dolore”</p>
<p>10.00 &#8211; 11.30  Titolo “Tocco e tenerezza”</p>
<p>11.30 -11.45 Pausa</p>
<p>11.45 &#8211; 12.30 “Come stare con l’altro nella sofferenza attraverso il tocco”</p>
<p>12.30 &#8211; 13.00 “Discussione in gruppo degli effetti delle tecniche proposte”</p>
<p>13.00 &#8211; 14.00 Pausa Pranzo</p>
<h3>Sessione 2Il tocco per imparare a fare spazio dentro di sé</h3>
<p>14.00 &#8211; 15.00 “Gli effetti negativi di controllare pensieri, emozioni e sensazioni”</p>
<p>15.00 &#8211; 16.30  “Tocco per lasciare andare il controllo”</p>
<p>16.45 &#8211; 18.00 “Discussione finale”</p>
<p><strong>Contatti</strong></p>
<p>Telefono: 3292169795</p>
<p>Mail: <a href="mailto:l.casetta@psicoterapiafunzionale.it">l.casetta@psicoterapiafunzionale.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/workshop-base-di-tecniche-di-tocco-massaggio-funzionale-integrato/">Workshop Base di Tecniche di tocco-massaggio funzionale integrato</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il tocco nello sviluppo della sessualità e dell&#8217;affettività</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/tocco-nello-sviluppo-della-sessualita-e-dell-affettivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2017 19:10:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[attaccamento]]></category>
		<category><![CDATA[ecm 2017]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[gentilezza]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[tocco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studiopsicologiarizzi.it/?p=935</guid>

					<description><![CDATA[<p>Padova, via vicenza 12/A &#8211; 21 maggio 2017 Il corso ha ottenuto 9 crediti ECM per le professioni di: Psicologi (tutte le discipline), Medici (tutte le discipline), Odontoiatra, Fisioterapisti, Infermieri professionali,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/tocco-nello-sviluppo-della-sessualita-e-dell-affettivita/">Il tocco nello sviluppo della sessualità e dell&#8217;affettività</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Padova, via vicenza 12/A &#8211; 21 maggio 2017</p>
<p>Il corso ha ottenuto 9 crediti ECM per le professioni di: Psicologi (tutte le discipline), Medici (tutte le discipline), Odontoiatra, Fisioterapisti, Infermieri professionali, Infermieri pediatrici, Educatori professionali, Assistenti sanitari, Tecnico della riabilitazione psichiatrica, Tecnico di neuro fisiopatologia, Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, Ostetrica, Logopedista, Terapista occupazionale.</p>
<p>Le sensazioni piacevoli che si sperimentano attraverso un tocco dolce come la carezza sembrano essere il collante che lega gli individui tra loro. Questo legame è stato definito attaccamento e studiato da Bowlby (1969) che lo definì come un legame affettivo nei confronti di una specifica persona. L’attaccamento fa riferimento a un tipo di relazione che riduce l’ansia, favorisce lo sviluppo di relazioni romantiche stabili e di una sessualità sana, fornisce un supporto emotivo ed è presente durante tutte le tappe della vita, inclusa la tarda età. Le persone che sono ansiose ed evitanti nelle relazioni personali in termini di attaccamento e sentimenti di sicurezza (ad esempio, ansiosi e evitanti), tendono ad avere degli schemi comportamentali che compromettono sul breve o sul lungo termine la relazione con l&#8217;altro.</p>
<p>Poiché parte fondamentale di ogni intervento in ambito sanitario è la relazione, importante per lo sviluppo della pliance, questo corso vuole offrire ai partecipanti degli strumenti specifici, sia teorici che pratici, per allenarsi a non “abboccare” agli ami relazionali, propri e dell&#8217;altro.</p>
<p>Durante il corso i partecipanti lavoreranno principalmente con esercizi di role-playing e a piccoli gruppi su casi o sulle proprie difficoltà.</p>
<h3>Obiettivi Formativi</h3>
<ul>
<li> Apprendere le basi dell’epistemologia Funzionale e della comunicazione non verbale</li>
<li>Sperimentare e apprendere tecniche di tocco massaggio integrato</li>
<li>Conoscere la relazione del tocco e della percezione del proprio corpo con la sessualità e le relazioni intime</li>
<li>Conoscere gli stili relazionali e saperli affrontare</li>
</ul>
<h3>Adesioni e iscrizioni</h3>
<p>Il corso è aperto a un numero massimo di 25 partecipanti. Il costo dell’iscrizione è di 100 euro, compresa la quota associativa di 5 euro. Per studenti e specia­lizzandi è di 75 euro.</p>
<p>Per iscriversi, inviare la scheda di iscrizione e la ricevuta del bonifico bancario a l.casetta@psicoterapiafunzionale.ittramite e-mail.</p>
<p>Il bonifico va intestato a:</p>
<p>Associazione Centro di Psicologia e Psicoterapia Funzionale &#8211; Istituto SIF</p>
<p>UNICREDIT BANCA Filiale di Padova Via S.Fermo</p>
<p>C/C 000100438593 IBAN IT22S0200812101000100438593</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Docenti</h3>
<p>D.Trabucchi: Psicologa, Psicoterapeuta</p>
<p>L. Rizzi: Psicologa, Psicoterapeuta, Docente SIF</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Metodologia</h3>
<p>Il corso prevede l’impiego di una didattica frontale e di una didattica interattiva con la sperimentazione di tecniche e role palying sullo sviluppo della relazione.</p>
<h3>Programma</h3>
<h4>Domenica 21 maggio 2017</h4>
<p>9.30-11.00 “Il tocco, il corpo e lo sviluppo della sessualità e dell’affettività”</p>
<p>11.00-11.15 Pausa</p>
<p>11.15–13.00 “Verso o via dall’altro: quando le emozioni e gli impulsi prendono il sopravvento”</p>
<p>13.00 &#8211; 14.00 Pausa Pranzo</p>
<p>14.00 &#8211; 16.00 “Dipendere dall’altro: il paziente invischiante”</p>
<p>16.00 &#8211; 16.15 Pausa</p>
<p>16.15 &#8211; 18.00 “Non fidarsi: il paziente diffidente ed evitante”</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/tocco-nello-sviluppo-della-sessualita-e-dell-affettivita/">Il tocco nello sviluppo della sessualità e dell&#8217;affettività</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il tocco  nell&#8217;accompagnamento alla fine della vita</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/tocco-nellaccompagnamento-alla-fine-della-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jul 2017 09:42:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[accompagnamento]]></category>
		<category><![CDATA[empathy fatigue]]></category>
		<category><![CDATA[fine vita]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[tocco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studiopsicologiarizzi.it/?p=1051</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sabato 22 e Domenica 23 settembre 2017 presso Associazione Centro di Psicologia e Psicoterapia Funzionale in via Vicenza 12/A &#8211; 22,2 crediti ECM I professionisti sanitari in diversi contesti accompagnano alla fine<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/tocco-nellaccompagnamento-alla-fine-della-vita/">Il tocco  nell&#8217;accompagnamento alla fine della vita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 22 e Domenica 23 settembre 2017 p</strong><strong>resso Associazione Centro di Psicologia e Psicoterapia Funzionale in via Vicenza 12/A &#8211; 22,2 crediti ECM</strong></p>
<p>I professionisti sanitari in diversi contesti accompagnano alla fine della vita quei pazienti con i quali hanno condiviso la quotidianità, le storie, gli affetti talvolta per diversi anni. Come stare con il paziente nel letto di morte, come comunicare la morte di un paziente, <strong>come elaborare internamente il lutto</strong>, sono temi spesso evitati o non affrontati e talvolta i professionisti imparano da soli a stare in questa intensità emotiva.</p>
<p>Le ricerche mostrano, però, il rischio che i professionisti sviluppino quella che in letteratura è stata chiamata &#8220;empathy fatigue&#8221; o, tradotta letteralmente, fatica empatica, dove il professionista, che non può lenire o risolvere la sofferenza del paziente, sviluppa un senso di non efficacia e <strong>non riesce più a gestire in modo adeguato le proprie emozioni, distaccandosene o mettendo in atto dei comportamenti come l&#8217;auto-sacrificio che lo portano ad &#8220;esaurirsi&#8221;</strong> e a sviluppare alti livelli di stress e di sofferenza, con effetti negativi anche sulla salute e sul rendimento lavorativo.</p>
<p>Il presente corso ha l&#8217;obiettivo di presentare e far sperimentare ai partecipanti <strong>l'&#8221;antidoto&#8221; alla empathy fatigue</strong>, attraverso l&#8217;introduzione della compassione e del contatto fisico, strumenti indispensabili per chiunque lavori a stretto contatto col dolore e la sofferenza del fine della vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Obiettivi Formativi</h2>
<p>&#8211; Presentare la &#8220;Empathyfatigue&#8221;, uno stato di malessere psicologico che colpisce i professionisti che stanno a lungo a contatto con emozioni e sofferenze intense, come l&#8217;accompagnamento alla fine della vita.<br />
&#8211; Passare dall&#8217;empatia alla compassione, come possibilità di scegliere attivamente in una direzione di valore<br />
&#8211; Presentare l&#8217;utilità della mindfulness nel far fronte alle situazioni difficili<br />
&#8211; Far sperimentare l&#8217;uso del tocco per sviluppare vicinanza</p>
<h2>Adesioni e iscrizioni</h2>
<p>Il corso è aperto a un numero massimo di 25 partecipanti. Il costo dell’iscrizione è di 150 euro, compresa la quota associativa di 5 euro. Per studenti e specia­lizzandi è di 110 euro.</p>
<p>Per iscriversi, inviare la scheda di iscrizione e la ricevuta del bonifico bancario a l.casetta@psicoterapiafunzionale.it tramite e-mail.</p>
<p>Il bonifico va intestato a:</p>
<p>Associazione Centro di Psicologia e</p>
<p>Psicoterapia Funzionale &#8211; Istituto SIF</p>
<p>UNICREDIT BANCA</p>
<p>Filiale di Padova Via S.Fermo</p>
<p>C/C 000100438593</p>
<p>IBAN IT22S0200812101000100438593</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Docenti</h2>
<p>Laura Casetta Psicologa psicoterapeuta Funzionale</p>
<p>Luca Rizzi Psicologo psicoterapeuta Funzionale</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Programma</h2>
<h2><strong><em>23 settembre- La empathy fatigue e la fine della vita</em></strong></h2>
<p>9.30 -11.00 Empatizzare col paziente: è sempre utile? La empathy fatigue</p>
<p>11.00 &#8211; 11.15 – Pausa</p>
<p>11.15 – 13.00 Costruirsi un posto sicuro</p>
<p>13.00 – 14.00 Pausa Pranzo</p>
<p>14.00 – 16.00 Cosa ci fa più male? L&#8217;illusione del controllo</p>
<p>16.00 -16.15 Pausa</p>
<p>16.15 – 18.00 Fare spazio alla propria vulnerabilità</p>
<h2><em><strong>24 settembre &#8211; Prendersi cura di sé</strong></em></h2>
<p>9.30 -11.00 Dare e ricevere compassione</p>
<p>11.00 &#8211; 11.15 – Pausa</p>
<p>11.15 – 13.00 Il tocco per sviluppare vicinanza</p>
<p>13.00 – 14.00 Pausa Pranzo</p>
<p>14.00 – 16.00 Perdonare e perdonarsi</p>
<p>16.00 -16.15 Pausa</p>
<p>16.15 – 18.00 Abbracciare la vita, oltre la paura</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.studiopsicologiarizzi.it/wp-content/uploads/2017/07/volantino-ECM-tocco-e-fin-di-vita.pdf">volantino ECM tocco e fin di vita</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/tocco-nellaccompagnamento-alla-fine-della-vita/">Il tocco  nell&#8217;accompagnamento alla fine della vita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Workshop avanzato di tocco massaggio funzionale: toccare è comunicare</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/workshop-avanzato-tocco-massaggio-funzionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Sep 2017 09:19:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[contatto fisico]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[ecm]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapisti]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[rabbia]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
		<category><![CDATA[tocco]]></category>
		<category><![CDATA[trauma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studiopsicologiarizzi.it/?p=1128</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; Toccare è comunicare Toccare o massaggiare una persona a scopo terapeutico o riabilitativo può talvolta suscitare emozioni molto intense, spiacevoli come rabbia, paura o tristezza o piacevoli, ma altrettanto<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/workshop-avanzato-tocco-massaggio-funzionale/">Workshop avanzato di tocco massaggio funzionale: toccare è comunicare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h2>Toccare è comunicare</h2>
<p><strong>Toccare</strong> o massaggiare una persona a scopo terapeutico o riabilitativo <strong>può talvolta suscitare emozioni molto intense</strong>, spiacevoli come rabbia, paura o tristezza o piacevoli, ma altrettanto “scomode” come amore. Una mancata formazione sul tocco relazionale può portare il professionista ad agire “d’istinto” in risposta a queste emozioni,  ad esempio evitandole, staccando il contatto, iniziando a parlare o continuando come se niente fosse.</p>
<p><strong>La gestione delle emozioni è difficile, ma è una opportunità</strong>, sia per il professionista in un’ottica di crescita personale e professionale, sia per il paziente, che può sentirsi compreso e sviluppare un senso di fiducia importante per la cura.</p>
<p>La giornata di formazione prevede un <strong>aggiornamento teorico scientifico sugli aspetti relazionali e psicologici</strong> sui quali il tocco va ad agire e sulle emozioni che può suscitare. Verranno anche illustrati dei possibili modi nei quali gestire tali emozioni, imparando a riconoscerle e a distinguerle.</p>
<p>Oltre agli aspetti teorici, ai partecipanti verranno fatte <strong>sperimentare delle tecniche di tocco per familiarizzare con questo canale comunicativo</strong> e apprendere la modulazione delle diverse caratteristiche che lo rendono un linguaggio emotivo che va ad incidere sulla relazione con il paziente.</p>
<h3>ACCREDITAMENTO ECM</h3>
<p>Il corso ha ottenuto  <strong>19,0 crediti ECM</strong> per le professioni di: Odontoiatri, Psicologi (tutte le discipline), Medici (tutte le discipline), Fisioterapisti, Infermieri professionali, Infermieri pediatrici, Ostetriche, Educatori professionali, Logopedista, Assistenti sanitari, Dietista, Podologo, Tecnico della riabilitazione psichiatrica, Terapisti della neuro e psicomotricità, Tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria, Tecnico sanitario laboratorio biomedico, Tecnico sanitario di radiologia medica, Tecnico Audiometrista, Tecnico audioprotesista, Tecnico di neuro fisiopatologia, Tecnico Ortopedico, Terapista occupazionale, Ottico.</p>
<p><strong>Sabato 21 e Domenica 22 ottobre 2017 p</strong><strong>resso Associazione Centro di Psicologia e Psicoterapia Funzionale in via Vicenza 12/A</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Obiettivi formativi</strong></h2>
<p>Questo corso teorico-esperienziale ha l’obiettivo di:</p>
<p>&#8211;  esplicitare gli effetti e le reazioni al tocco dal punto di vista fisiologico e psicologico</p>
<p>&#8211;  applicare nella pratica a coppie alcune tecniche di tocco per far familiarizzare i partecipanti con questo canale comunicativo emozioni che possono insorgere durante un intervento da parte di un professionista</p>
<p>&#8211;  descrivere e imparare a gestire le emozioni che possono insorgere durante l&#8217;intervento da parte di un professionista</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Adesioni e iscrizioni</strong></h2>
<p class="Corpodeltesto21">Il corso è aperto a un numero massimo di 25 partecipanti ed è aperto a tutti gli interessati. Il costo dell’iscrizione per chi richiede i crediti ECM è di 150 euro, comprese 5 euro di quota associativa. Per chi non richiede i crediti, studenti e specia­lizzandi è di 110 euro.</p>
<p class="Corpodeltesto21">Per iscriversi, inviare a <a href="mailto:l.casetta@psicoterapiafunzionale.it">l.casetta@psicoterapiafunzionale.it</a>  la scheda di iscrizione e la ricevuta del bonifico bancario. Il bonifico va intestato a:</p>
<p align="center">Associazione Centro di Psicologia e</p>
<p align="center">Psicoterapia Funzionale &#8211; Istituto SIF</p>
<p align="center">UNICREDIT BANCA</p>
<p align="center">Filiale di Padova Via Verdi</p>
<p align="center">C/C 000100438593</p>
<p align="center">IBAN IT22S0200812101000100438593</p>
<h2><strong>Docenti</strong></h2>
<p class="Corpodeltesto21">L.Rizzi: Psicologo, Psicoterapeuta Funzionale</p>
<p class="Corpodeltesto21">L. Casetta: Psicologa, Psicoterapeuta Funzionale</p>
<p class="Corpodeltesto21">
<p><strong>Programma</strong></p>
<h2>Sabato 21 ottobre 2017</h2>
<h3><strong><u>Sessione 1</u></strong> <strong>Tocco e rabbia</strong></h3>
<p>9.30 &#8211; 11.00   “Il tocco e la comunicazione non verbale: dove, come e quando toccare”</p>
<p>11.00 &#8211; 11.15 Pausa</p>
<p>11.15 -13.00  “Respiro: imparare ad osservarlo per monitorare gli effetti del tocco”</p>
<p>13.00 – 14-.00 Pausa pranzo</p>
<p><u>Sessione 2</u> Tocco e paura</p>
<p>14.00 &#8211; 16.00 &#8220;La Touch Avoidance: cos&#8217;è e come gestirla”</p>
<p>16.00 – 16.15 Pausa</p>
<p>16.15 &#8211; 18.00  “Usare il tocco per comunicare sicurezza”</p>
<h2>Domenica 22 ottobre 2017</h2>
<h3><u>Sessione 1</u> Tocco e tristezza</h3>
<p>9.30 &#8211; 11.00  “Trauma e corpo”</p>
<p>11.00 &#8211; 11.15 Pausa</p>
<p>11.15 -13.00  “Il tocco per lo sviluppo dell&#8217;amore verso se stessi”</p>
<p>13.00 &#8211; 14.00 Pausa Pranzo</p>
<h3><u>Sessione 2</u> Tocco e amore</h3>
<p>14.00 &#8211; 16.00 &#8220;Quando il paziente si innamora”</p>
<p>16.00 – 16.15 Pausa</p>
<p>16.15 &#8211; 18.00  “Proteggersi e mettere dei limiti: il tocco da evitare”</p>
<p><i>18.00 a 18.30 Questionario finale di valutazione dell’apprendimento.</i></p>
<h2><strong>Contatti</strong></h2>
<p>Telefono: 3292169795</p>
<p>Mail: <a href="mailto:l.casetta@psicoterapiafunzionale.it">l.casetta@psicoterapiafunzionale.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.studiopsicologiarizzi.it/wp-content/uploads/2017/09/volantino-tocco-massaggio-2017.pdf">Scarica il Volantino </a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/workshop-avanzato-tocco-massaggio-funzionale/">Workshop avanzato di tocco massaggio funzionale: toccare è comunicare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
