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	<title>parto &#8211; Studio Psicologia Rizzi</title>
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	<description>Psicologo e psicoterapeuta a Padova e San Donà di Piave. Tratta Disturbi Sessuali, Psicosomatici, Stress, Depressione e Ansia. Primo incontro gratuito.</description>
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		<title>Fattori di rischio della Depressione Post-partum</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/fattori-rischio-della-depressione-post-partum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2014 09:18:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="itemIntroText">
<p>Esistono in letteratura numerose ricerche sull’eziologia del problema, che hanno indagato la correlazione tra l’incidenza della la depressione post partum (DPP) e caratteristiche sociali, psicologiche e fisiche della donna. I risultati sono spesso contraddittori, ma studi recenti sembrano condividere l’esistenza di fattori di rischio in grado di incidere sulla DPP in misura diversa.</p>
<ul>
<li><strong>Fattori di rischio da alti a moderati</strong></li>
<li><strong>Fattori di rischio moderati</strong></li>
<li><strong>Fattori di rischio bassi</strong></li>
</ul>
</div>
<div class="itemFullText">
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<h3>Fattori di rischio da alti a moderati</h3>
<p>Molti studi sono d’accordo sul fatto che la presenza di ansia, stress e depressione in gravidanza sono i fattori maggiormente incisivi sulla comparsa della DPP. Inoltre, una misura dettagliata dei livelli d’ansia in gravidanza può predire la gravità della sintomatologia della DPP.</p>
<p>Un altro fattore molto importante è la presenza di disturbi psichiatrici precedenti alla gravidanza. Anche l’esistenza, all’interno della propria famiglia d’origine, di casi di malattia mentale, è fortemente predittiva dell’insor­genza della DPP. La difficoltà rispetto a questo fattore di rischio è di riuscirlo a indagare correttamente, poiché spesso le donne intervistate in gravidanza non hanno consapevolezza o conoscenza dei parenti con problemi di salute mentale.</p>
<p>Anche la relazione tra eventi di vita e insorgenza di DPP è stata studiata ed è risultata avere un ruolo importante sul tema. Esperienze come la morte del coniuge, la rottura della relazione con il partner, la perdita del lavoro o il trasloco sono eventi stressanti che possono essere scatenanti rispetto all’insorgenza della DPP in donne senza storia di eventi depressivi o di malattia mentale precedenti. La gravidanza e il parto sono di per sé eventi stressanti per la vita di una donna e la presenza di ulteriori eventi stressanti può portare la donna a “cedere” dal punto di vista psicologico sfociando in una DPP.</p>
<p>Un altro aspetto con un notevole peso sulla DPP è quello che riguarda il sostegno sociale. In particolare è stato osservato che ricevere sostegno da parte di amici e parenti in momenti di vita stressanti, è protettivo rispetto all’insorgere della depressione. Il sostegno sociale è un concetto multifattoriale, poiché può essere apportato dal coniuge, dai parenti, dagli amici o da persone in qualche modo collegate alla donna. Inoltre, il tipo di supporto può essere informativo, strumentale ed emotivo.</p>
<p>Studi sulla DPP hanno messo in luce una correlazione tra carenza di sostegno strumentale ed emotivo e sviluppo della DPP. Anche la percezione di isolamento sociale durante la gravidanza è un fattore per la successiva insorgenza della DPP. In questi casi, anche il solo sostegno informativo, ad esempio quello ricevuto dal personale specializzato nei corsi pre-parto o nelle visite di routine, può essere protettivo rispetto alla DPP.</p>
<p>È da notare come diversi ricercatori abbiamo trovato consistenti differenze tra la percezione di sostegno da parte della donna e il sostegno realmente ricevuto. Le donne con la tendenza a sviluppare sintomi depressivi, infatti, tendono a valutare tutto maggiormente negativo, di conseguenza anche un buon supporto da parte del partner o di una rete affettiva, può essere percepito come scarso o poco utile.</p>
<h3>Fattori di rischio moderati</h3>
<p>I fattori di rischio individuati con una moderata incidenza sulla DPP sono la personalità e la relazione col partner.</p>
<p>Le caratteristiche di personalità della mamma includono il nevroticismo e lo stile di attribuzione cognitiva. Il termine nevrotico non è più usato nei sistemi di classificazione psichiatrica da tempo, ma viene generalmente incluso in molti questionari per indicare un certo livello di sofferenza della persona. Il nevroticismo è stato definito come un disturbo di personalità che comporta una sofferenza nella vita, lasciandone però intatti il funzionamento sociale e la capacità di ragionamento logico. Le donne che, in gravidanza, sono state classificate come nervose, timide o preoccupate, o donne con uno stile di attribuzione negativo (pessimiste, arrabbiate, con tendenza a pensieri ruminanti) sarebbero più predisposte allo sviluppo della DPP. Per una lettura più approfondita sul tema della personalità si rimanda al paragrafo successivo.</p>
<p>Il sostegno da parte del partner è un fattore strettamente connesso con quello del sostegno sociale in genere e studi hanno riportato un incremento di incidenza di DPP nelle donne che abbiano avuto problemi coniugali in gravidanza. A volte, il diventare genitori può mettere in discussione l’organizzazione dell’intero sistema famigliare. Generalmente la madre assume il ruolo di gestione della cura del bambino e della casa, mentre il padre gestisce gli aspetti lavorativi. Inoltre, la cura del bambino prende tempo alla condivisione tra i due partner. Questi passaggi possono, a volte, essere naturali e accettati, a volte, possono comportare emozioni negative che possono ricadere sulla relazione coniugale.</p>
<h3>Fattori di rischio bassi</h3>
<p>Lo stato socioeconomico basso, un basso livello di scolarizzazione e la disoccupazione sono stati citati come fattori che incidono negativamente sulla salute mentale in generale e che sarebbero implicati nella depressione, in particolare. Rispetto alla DPP questi fattori incidono poco, ma in modo significativo, sulla sua insorgenza.</p>
<p>Complicazioni nella gravidanza come la preeclampsia, iperemesi gravidica, parto prematuro, o nel parto, come il taglio cesareo o l’eccessivo sanguinamento, possono correlare, anche se in piccola parte, con lo sviluppo della DPP.  Non è ancora chiara, in letteratura, se la durata e dolorosità del parto incidono sulla DPP. Risultati contradditori sono emersi anche negli studi rispetto alle gravidanze desiderate o non desiderate e l’insorgenza della DPP.</p>
<p>Valutando tutti gli studi sull’incidenza dei fattori ostetrici sulla DPP, emerge che hanno solo un piccolo, ma importante, ruolo sulla determinazione della DPP. I dati vanno, comunque, assunti con cautela, in quanto, come abbiamo visto nei capitoli precedenti, l’esito della gravidanza e del parto possono essere influenzati da molti altri fattori, come quelli di personalità o di sostegno sociale, che potrebbero essere ignorati dalle donne, preferendo attribuire l’insorgenza della DPP a fattori “esterni” e meno controllabili come il taglio cesareo o uno specifico disturbo di natura ostetrica. Donne che, quindi, riportino come causa del loro malessere il taglio cesareo, ad esempio, vanno valutate più approfonditamente poiché potrebbe non esserci la consapevolezza di un disfunzionamento psicologico a monte del problema, su cui poter intervenire.</p>
</div>
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		<title>La paura del parto</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/la-paura-del-parto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2014 09:35:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
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<div class="itemIntroText">
<p>La paura del parto è stata attribuita alla paura del dolore, a fattori psicologici come la paura di perdere il controllo, di non essere capaci di far nascere il proprio bambino, di diventare genitori, e a fattori sociali come la mancanza di supporto (Saisto &amp; Halmesmäki, 2003). La paura del parto è stata studiata in diversi stati del mondo rilevando differenti incidenze di questo fenomeno. Negli Stati Uniti, ad esempio, da uno studio su 280 donne (Lowe, 2000), è emerso che il 52% ha riportato paura del parto;</p>
</div>
<div class="itemFullText">
<p>in Finlandia (Waldenström, Hildingsson &amp; Ryding, 2006), di 2662 donne, il 10% ha riportato paura del parto e solo il 5% su 8000 donne in Svizzera (Geissbeuhler &amp; Eberhard, 2002); in stati come la Svezia e l’Australia l’incidenza riportata è del 20% (Zar, Wijma &amp; Wijma, 2001). Tali differenze potrebbero essere ipoteticamente attribuite a diversità culturali o a discrepanze metodologiche degli studi, in particolar modo rispetto a ciò che gli strumenti utilizzati per le indagini hanno, effettivamente, rilevato. Per esempio, lo studio svizzero, ha impiegato una singola domanda sulla paura del parto, mentre in America è stato scelto un questionario appositamente strutturato, con un cut-off dei punteggi per i livelli alti e bassi di paura.</p>
<p>La paura del parto sembra essere una delle ragioni più comunemente riportate dalle donne che fanno richiesta di parto programmato col cesareo (dal 7 al 22% dei tagli cesarei in Inghilterra e Svezia sono programmati). Le conseguenze della paura del parto sono state identificate lungo tutto lo sviluppo della gravidanza, sull’andamento del travaglio, più lungo e doloroso (Alehagen, 2005) e sull’ostacolare il primo attaccamento madre-bambino (Saisto, 2006).</p>
<p>Non sono ancora chiari, in letteratura, i motivi per cui alcune donne soffrono per la paura del parto. In un recente studio del 2011, Rouhe ad Helsinki ha confrontato due gruppi, uno costituito da donne che hanno dichiarato di avere una significativa paura del parto, e un altro di controllo costituito dalle rimanenti donne, per un totale di 2405 donne appartenenti al primo gruppo e 4676 al secondo. L’obiettivo del suo studio era indagare se le donne con la paura del parto avevano problemi di salute mentale più frequenti rispetto al gruppo di controllo. I due gruppi sono stati analizzati attraverso i dati ottenuti dai dal Medical Birth Register,  dal Hospital Discharge Register e dal Drug Reimbursement Register nei 5-12 anni prima e dopo il parto. È emerso che le donne con una alta paura del parto hanno avuto un numero di cure psichiatriche significativamente maggiore (54% versus 34%, P&lt;0.001) rispetto al gruppo di controllo nel periodo di tempo considerato nello studio. Il gruppo sperimentale differisce dal gruppo di controllo anche rispetto all’uso maggiore di farmaci psicotropi (51% versus 31%). I disturbi più comuni sono quelli dell’umore e d’ansia. Infine, i predittori di cure psichiatriche dopo il parto si sono rivelati essere la presenza di episodi precedenti di cure psichiatriche e la paura del parto.</p>
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