<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>allattamento &#8211; Studio Psicologia Rizzi</title>
	<atom:link href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/tag/allattamento/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it</link>
	<description>Psicologo e psicoterapeuta a Padova e San Donà di Piave. Tratta Disturbi Sessuali, Psicosomatici, Stress, Depressione e Ansia. Primo incontro gratuito.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 03 Feb 2026 11:02:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.3</generator>
	<item>
		<title>3 buoni motivi per ricevere un massaggio in gravidanza</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/3-buoni-motivi-per-ricevere-un-massaggio-gravidanza/</link>
					<comments>https://www.studiopsicologiarizzi.it/3-buoni-motivi-per-ricevere-un-massaggio-gravidanza/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2014 09:32:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[dolori schiena]]></category>
		<category><![CDATA[effetti massaggio]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[massaggio]]></category>
		<category><![CDATA[massaggio in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[postura]]></category>
		<category><![CDATA[rilassamento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studiopsicologiarizzi.it/?p=331</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da secoli, il massaggio è un modo per prendersi cura delle donne durante la gravidanza, la nascita e dopo il parto. I massaggi accompagnano anche il parto quasi in tutto<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/3-buoni-motivi-per-ricevere-un-massaggio-gravidanza/">3 buoni motivi per ricevere un massaggio in gravidanza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="itemIntroText">
<p><strong>Da secoli, il massaggio è un modo per prendersi cura delle donne durante la gravidanza, la nascita e dopo il parto</strong>. I massaggi accompagnano anche il parto quasi in tutto il mondo non industrializzato (eccetto, ovviamente, dove le madri partoriscono da sole).</p>
</div>
<div class="itemFullText">
<p>Gli effetti del tocco e del massaggio in gravidanza sono stati studiati da più ricercatori, tra i quali ricordiamo<em> Tiffany Field</em>, fondatrice del Touch Research Institute (TRI) dell’o­spedale dell’Università di Miami, che ha dato un grande contributo alla sviluppo di questo settore e che abbiamo avuto modo di conoscere nel 2011.</p>
<p>Generalmente, gli effetti del tocco e del massaggio in gravidanza sono stati documentati sotto il profilo dei sintomi (ansia e disturbi posturali, come il mal di schiena e i problemi di circolazione nelle gambe), rispetto alla depressione pre e post-partum e rispetto alle complicazioni di carattere ostetrico ( nascita prematura e durata e dolorosità del travaglio). Altri studi si sono concentrati sulla relazione tra la donna incinta e il suo partner.</p>
<blockquote>
<h3>3 BUONI MOTIVI PER RICEVERE UN MASSAGGIO IN GRAVIDANZA</h3>
<h3>1. Migliora l&#8217;assetto Muscolo-Scheletrico</h3>
<p><strong><a href="http://www.studiopsicologiarizzi.it/wp-content/uploads/2014/08/postura-e-gravidanza.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-998 aligncenter" src="http://www.studiopsicologiarizzi.it/wp-content/uploads/2014/08/postura-e-gravidanza-300x281.jpg" alt="postura-e-gravidanza" width="300" height="281" /></a></strong></p>
<ol>
<li><strong>Riduce i dolori muscolo-scheletrici: </strong>il massaggio aiuta a diminuire lo sforzo da parte di articolazioni e muscoli interessati dell&#8217;aumento di peso in gravidanza, riducendo la tensione muscolare e il mal di schiena<strong>.</strong></li>
<li><strong>Migliora la postura</strong>: le &#8220;sessioni di lavoro sul corpo&#8221; sono una possibilità di insegnare una corretta postura, alleviare disturbi muscolo scheletrici correlati come il dolore alla parte bassa della schiena, il mal di testa, la cervicalgia e i dolori alle spalle, ai piedi e la sciatica.</li>
<li><strong>Facilita il parto naturale</strong>: il massaggio dell’area perineale, prima e durante il parto, può contribuire a facilitare lo stiramento dei tessuti durante la nascita. (46-48) L&#8217;intima natura di questo massaggio e la sua limitata area di applicazione, comporta che questa tecnica sia generalmente spiegata alla donna ed eseguita dal suo compagno o dall’ostetrica. Attraverso l&#8217;abituazione alle sensazioni di stiramento nella zona perineale, è possibile ridurre nella donna la resistenza o la paura di queste stesse sensazioni presenti durante il parto, riducendo il rischio di episiotomia e accelerando la guarigione dei tessuti dopo il parto.</li>
<li><strong>Migliora la capacità di rilassarsi e di ascoltarsi</strong>: il massaggio migliora la consapevolezza della donna rispetto al proprio corpo portando la sua attenzione nelle aree di tensione muscolare che possono essere allentate  con appositi esercizi e con un respiro mirato. Associare il tocco con il rilassamento prima della nascita facilita il naturale rilassamento con il tocco durante il parto.</li>
</ol>
<h3>2. Favorisce il Benessere emotivo</h3>
<p><a href="http://www.studiopsicologiarizzi.it/wp-content/uploads/2014/08/gravidanza-felice.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-999 aligncenter" src="http://www.studiopsicologiarizzi.it/wp-content/uploads/2014/08/gravidanza-felice-300x200.jpg" alt="gravidanza-felice" width="300" height="200" /></a></p>
<ol>
<li><strong>Migliora il benessere emotivo</strong>: gli studi indicano che il massaggio può diminuire gli ormoni dello stress, ridurre la depressione e l&#8217;ansia e aumentare la produzione di serotonina, aumentando il senso di benessere. Tutti questi benefici aiutano il bambino a crescere sano nell&#8217;utero.</li>
<li><strong>Riduce lo stress intrauterino</strong>: il tocco, attraverso la diminuzione del cortisolo, migliora la funzione del sistema immunitario.</li>
<li><strong>Aumenta la sensazione di energia</strong>: il massaggio può ridurre o alleviare alcuni dei sintomi più comuni della gravidanza tra cui la stanchezza, lo stress, e l’insonnia &#8211; fattori che indeboliscono la donna.</li>
</ol>
<h3>3. Sostiene il legame mamma-bambino</h3>
<p><a href="http://www.studiopsicologiarizzi.it/wp-content/uploads/2014/08/allattamento.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-1000 aligncenter" src="http://www.studiopsicologiarizzi.it/wp-content/uploads/2014/08/allattamento-300x200.jpg" alt="allattamento" width="300" height="200" /></a></p>
<ol>
<li><strong>Aumenta la capacità di prendersi cura degli altri</strong>: il massaggio offre un&#8217;esperienza di cura e nutrimento che permette alla donna di imparare a toccare il suo bambino come lei è stata toccata. Questo è particolarmente importante per le donne con una storia di abuso, che sono, quindi alterate nel significato che attribuiscono al tocco. Il bambino toccato con cura e attenzione a sua volta sviluppa un’esperienza positiva del tocco e può entrare nel mondo con più sicurezza, a differenza di neonati che non vengono toccati, che diventano ritirati e aggressivi, con tendenze verso comportamenti antisociali.</li>
<li><strong>Promuove l&#8217;allattamento e una maggiore produzione di prolattina</strong>: il tocco in gravidanza stimola la produzione di prolattina, migliorando gli istinti  di accudimento materno e la capacità di prendersi cura del bambino.</li>
</ol>
</blockquote>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #3366ff;"><em><strong>Ci sono effetti collaterali a rivere un massaggio in gravidanza? Può essere rischioso? <a href="http://www.studiopsicologiarizzi.it/aggiornamenti/miti-sfatare-sul-massaggio-gravidanza/">Approfondisci, leggi questo articolo</a>.</strong></em></span></p>
<p><a href="http://www.studiopsicologiarizzi.it/corsi/ascoltare-il-proprio-corpo-tecniche-di-massaggio-perinatale/"><em><strong><span style="color: #ff00ff;">Vorresti fare un corso sul massaggio in gravidanza? vai qui!</span></strong></em></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/3-buoni-motivi-per-ricevere-un-massaggio-gravidanza/">3 buoni motivi per ricevere un massaggio in gravidanza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiopsicologiarizzi.it/3-buoni-motivi-per-ricevere-un-massaggio-gravidanza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>E&#8217; davvero pericoloso per i bambini dormire con la mamma?</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/davvero-pericoloso-bambini-dormire-la-mamma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2014 10:23:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[SIDS]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studiopsicologiarizzi.it/?p=397</guid>

					<description><![CDATA[<p>I temi del co-sleeping, del bedsharing in età infantile, e la possibilità che queste pratiche possano aumentare il rischio di SIDS o di incidenti mortali sono stati al centro di<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/davvero-pericoloso-bambini-dormire-la-mamma/">E&#8217; davvero pericoloso per i bambini dormire con la mamma?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="itemIntroText">
<div class="itemIntroText">
<div class="itemIntroText">
<div class="itemIntroText">
<p>I temi del co-sleeping, del bedsharing in età infantile, e la possibilità che queste pratiche possano aumentare il rischio di SIDS o di incidenti mortali sono stati al centro di un acceso dibattito, tra chi sostiene l’uno e chi sostiene l’altro.</p>
<p class="Default">“Non dormite mai con il vostro bambino, né fatelo dormire nel vostro letto… L‟unico ambiente sicuro per il sonno dei neonati è la culla, luogo che rispetta gli standard di sicurezza vigenti e fornisce al bambino un materasso adatto”.</p>
<p><i>Ann Brown, membro della Consumer Product Safety Commission (Commissione sulla Sicurezza dei Consumatori), Stati Uniti d’America, 29 settembre, 1999.</i></p>
<p>Innovazioni culturali relativamente recenti come le culle, i materassi e la biancheria da letto non si sono evolute al punto da proteggere e alimentare i neonati durante le ore notturne: i comportamenti materni a tutela dei neonati, invece, (incluso il contatto fisico assicurato dal co-sleeping), sono riusciti a raggiungere questi scopi. Sembra che la biologia che regola l’allattamento al seno – considerata la nuova regola vigente in occidente per quanto riguarda l’alimentazione dei neonati – agisca da “regolatore occulto”, in grado di promuovere la vicinanza notturna tra madre e figlio (che condividono necessariamente lo stesso letto o dormono su letti diversi ma sempre vicini). Il co-sleeping tra madre e figlio rappresenta il modo di dormire più appropriato dal punto di vista della biologia umana: si tratta di una pratica antica e onnipresente semplicemente perché in sua assenza l‟allattamento al seno non sarebbe possibile o comunque non facilmente attuabile. Il più intenso contatto sensoriale e la vicinanza tra madre e neonato inducono comportamenti e mutamenti fisiologici potenzialmente salutari per il neonato. Tali cambiamenti, osservati dalle mamme, spiegano forse il motivo per cui, entro pochi giorni dal ritorno a casa dall’ospedale dopo il parto, le madri adottano una delle seguenti forme di co-sleeping: la condivisione della stanza o quella del letto, per tutta la notte o solo per parte di essa. Le mamme riferiscono che i neonati in questo modo piangono meno, le ore di sonno sia della mamma che del bambino aumentano e cresce anche la frequenza della poppata, facilitata dalla vicinanza fisica. Alcuni studi polisonnografici hanno messo a confronto mamme che allattano esclusivamente al seno con quelle che condividono il letto con il neonato o che invece dormono da sole, dimostrando che anche durante gli stadi più profondi del sonno, le madri che hanno condiviso il letto con il proprio bambino si sono svegliate il 30% di volte in più rispetto alle altre. Che l&#8217;alta percentuale di risvegli materni (~1/2) coincida con il risveglio del neonato e che in circa i 2/3 dei casi sia provocata dal risveglio anticipato del neonato rispetto a quello della madre, suggerisce un alto grado di reattività da parte della madre stessa. Questa maggiore sensibilità potrebbe aumentare le possibilità della madre di individuare più velocemente le eventuali minacce di morte e di intervenire per neutralizzarle, cosa che invece è preclusa nei casi di separazione notturna dal bambino.</p>
<p>La maggior parte delle morti causate da SIDS negli Stati Uniti e in altri paesi occidentali, avvengono durante il sonno solitario, ovvero al di fuori della supervisione di un adulto. Inoltre, il maggior numero di soffocamenti accidentali sospetti o di incidenti mortali non avvengono nelle comunità dove è diffuso l’allattamento al seno o il bedsharing, ma in quelle sacche di povertà urbana in cui convergono molteplici “fattori” di rischio e l’allattamento con biberon predomina sul quello al seno. Ulteriori “fattori” di rischio associati al bedsharing e presenti nelle popolazioni ad alto rischio, sono rappresentati dal fumo materno, dall&#8217;utilizzo di cuscini o piumini, dal sonno condiviso con altri bambini oppure dall’utilizzo di divani, materassi ad acqua e sofà. Il letto condiviso con persone diverse dalla madre, l&#8217;eventuale eccessiva stanchezza della mamma, l’assunzione di alcol o droghe, il sonno incustodito del neonato sul lettone degli adulti, sono tutti fattori che innalzano il rischio di SIDS e/o di incidenti mortali.</p>
<p>“…lasciar dormire i figli nel proprio letto può renderli confusi e ansiosi anziché rilassati e rassicurati” Dott. Ferber</p>
<p>Dal punto di vista evolutivo, si potrebbe dire che a sentirsi “confusi e ansiosi” non sono i bambini che dormono tra le braccia rassicuranti dei genitori, come afferma il Dott. Ferber, ma piuttosto quelli che dormono soli. I potenziali benefici psicologici ed emotivi del co-sleeping su bambini e adulti iniziano solo ora a essere registrati e pubblicati. I bambini che non hanno mai dormito nel letto dei genitori dimostrano la tendenza a essere piuttosto “difficili da controllare”, “meno felici”, meno creativi, meno in grado di rimanere soli e spesso anche più capricciosi. I bambini ai quali non è mai stato permesso di dormire nel letto dei genitori appaiono più timidi di quelli che invece hanno sempre dormito, per la notte intera, con i genitori: una scoperta in controtendenza rispetto a quello che la maggioranza della popolazione crede.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In sintesi, i ricercatori considerano, in modo infondato, il sonno solitario del neonato in culla, privo quindi del contatto con il genitore (un ambiente nuovo e biologicamente inedito per i bambini), più sicuro rispetto a qualsiasi forma di bedsharing. Inoltre, il corpo della madre, a prescindere dalla presenza di latte materno o dalle condizioni di sobrietà/dipendenza da sostanze, continua a essere considerato un’arma potenzialmente letale – come un mattarello di legno, se vogliamo, del quale né la mamma né il neonato detengono il pieno controllo durante il sonno (vedi la dichiarazione resa da Ann Brown della Consumer Product Safety Commission (CPSC) &#8211; Commissione per la sicurezza dei generi di consumo).</p>
<p>“Fondamentalmente crediamo sia ingiusto che i medici condannino il bedsharing. All’interno dei consultori vanno presi in considerazione i bisogni del bambino, il contesto famigliare e l’ambiente culturale” Jenni (2005).</p>
<p>Il rifiuto di una raccomandazione uguale per tutti migliorerà senza dubbio la qualità del dibattito in corso. In un supplemento recentemente pubblicato insieme a Pediatrics  e intitolato “Cultural Issues and Children’s Sleep: International Perspectives”, si è tentato per la prima volta di approfondire seriamente la conoscenza del complesso tema dello sviluppo del bambino, del sonno infantile e delle sue problematiche. Da quest’opera collettiva possiamo dedurre che il tradizionale paradigma usato dalla ricerca pediatrica deve cambiare necessariamente, non solo diventando più accurato dal punto di vista scientifico ma anche più efficace nell’aiutare le famiglie. Il rapporto tra le abitudini e lo sviluppo, sia nel breve che nel lungo periodo, e sia in presenza di effetti positivi che negativi, è tutt’altro che semplice e la consuetudine di etichettare una pratica come migliore rispetto a un’altra senza conoscere il singolo contesto famigliare non è solo sbagliata ma anche dannosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<p>McKenna, J. J., &amp; McDade, T. (2005). Why babies should never sleep alone: a review of the co-sleeping controversy in relation to SIDS, bedsharing and breast feeding. <i>Paediatric respiratory reviews</i>, <i>6</i>(2), 134-152.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/davvero-pericoloso-bambini-dormire-la-mamma/">E&#8217; davvero pericoloso per i bambini dormire con la mamma?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
