<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>act &#8211; Studio Psicologia Rizzi</title>
	<atom:link href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/tag/act/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it</link>
	<description>Psicologo e psicoterapeuta a Padova e San Donà di Piave. Tratta Disturbi Sessuali, Psicosomatici, Stress, Depressione e Ansia. Primo incontro gratuito.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 03 Feb 2026 11:02:14 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.3</generator>
	<item>
		<title>Corso ACT a Padova sull&#8217;introduzione al modello Acceptance e Commitment Therapy.  Dai fondamenti teorici all’intervento terapeutico. Per Medici e Psicologi psicoterapeuti</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/corso-act-padova-sullintroduzione-al-modello-acceptance-commitment-therapy-dai-fondamenti-teorici-allintervento-terapeutico-medici-psicologi-psicoterapeuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2014 16:09:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[act]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studiopsicologiarizzi.it/?p=306</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sabato 4 e domenica 5 ottobre 2014 &#8211; 20, 1 crediti ECM L’Acceptance and Commitment Therapy, o ACT (“ACT” si pronuncia come singola parola, non come lettere separate) è una<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/corso-act-padova-sullintroduzione-al-modello-acceptance-commitment-therapy-dai-fondamenti-teorici-allintervento-terapeutico-medici-psicologi-psicoterapeuti/">Corso ACT a Padova sull&#8217;introduzione al modello Acceptance e Commitment Therapy.  Dai fondamenti teorici all’intervento terapeutico. Per Medici e Psicologi psicoterapeuti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="itemIntroText">
<h2><strong>Sabato 4 e domenica 5 ottobre 2014 &#8211; 20, 1 crediti ECM</strong></h2>
</div>
<div class="itemFullText">
<p>L’Acceptance and Commitment Therapy, o ACT (“ACT” si pronuncia come singola parola, non come lettere separate) è una nuova forma di psicoterapia, con solide basi scientifiche, e fa parte di quella che viene definita la “terza onda” della terapia cognitivo comportamentale (Hayes, 2004). L’ACT è basata sulla Relational Frame Theory (RFT): un programma di ricerca di base sulle modalità di funzionamento della mente umana (Hayes, Barnes-Holmes, e Roche, 2001). Questa ricerca suggerisce che molti degli strumenti che le persone utilizzano per risolvere i problemi, conducono in una trappola che crea sofferenza. L’ACT prende in considerazione alcuni concetti non convenzionali:</p>
<ul>
<li>La sofferenza psicologica è normale, è importante ed accompagna ogni persona</li>
<li>Non è possibile sbarazzarsi volontariamente della propria sofferenza psicologica, anche se si possono prendere provvedimenti per evitare d’incrementarla artificialmente</li>
<li>Il dolore e la sofferenza sono due differenti stati dell’essere</li>
<li>Non bisogna identificarsi con la propria sofferenza</li>
<li>Si può vivere un’esistenza dettata dai propri valori, iniziando da ora, ma per farlo si dovrà imparare come uscire della propria mente ed entrare nella propria vita</li>
</ul>
<p>In definitiva, ciò che viene richiesto dall’ACT, è un fondamentale cambiamento di prospettiva: uno spostamento nel modo in cui viene considerata la propria esperienza personale.</p>
<p>I metodi di cui si avvale forniscono nuove modalità per affrontare le difficoltà di natura psicologica e cercano di cambiare l’essenza dei problemi psicologici e l’impatto che essi hanno sulla vita.</p>
<p>Queste due giornate di formazione avranno quindi l’obiettivo di accompagnare gli allievi in una conoscenza teorico-pratica ed esperienziale del modello.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1>Programma</h1>
<div>
<h2>Sabato 4 ottobre 2014</h2>
</div>
<p>9.30-10.30  “<strong>Dai modelli di seconda generazione a quelli di terza generazione</strong>”</p>
<p>10.30 &#8211; 11.30 &#8220;<strong> Il contestualismo Funzionale</strong>”</p>
<p>11.30 – 12.30  “<strong>Le Basi Teoriche dell&#8217;ACT: il comportamento verbale</strong>”</p>
<p>12.30 &#8211; 13.00 &#8220;<strong> RFT E ANALISI DEL COMPORTAMENTO</strong>&#8221;</p>
<p>13.00 &#8211; 14.00 Pausa Pranzo</p>
<p>14.00 &#8211; 14.45 “<strong>Il modello ACT: cos’è e cosa non è</strong>”</p>
<p>14.45 &#8211; 15.15 “<strong>I Processi legati al modello dell’inflessibilità psicologica</strong>”</p>
<p>15.15 &#8211; 15.45 “<strong>I Processi legati al modello della flessibilità psicologica</strong>”</p>
<p>15.45 &#8211; 16.45 “<strong>I processi di accettazione e mindfulness nell&#8217;accettazione</strong>”</p>
<p>16.45 &#8211; 17.00 Pausa</p>
<p>17.00 &#8211; 18.00  “<strong>I processi di accettazione e mindfulness nella  defusione</strong>”</p>
<div>
<h2>Domenica 5 ottobre 2014</h2>
</div>
<p>9.00 &#8211; 10.00 “<strong>I processi di accettazione e mindfulness nel contatto con il momento presente</strong>”</p>
<p>10.00 -10.30 “<strong>I processi di accettazione e mindfulness nel sé come contesto</strong>”</p>
<p>10.30 &#8211; 10.45 Pausa</p>
<p>10.45 &#8211; 12.15 “<strong>I processi di azione impegnata e cambiamento comportamentale: i valori</strong>”</p>
<p>12.15 &#8211; 13.00 “<strong>I processi di azione impegnata e cambiamento comportamentale: l’azione impegnata</strong>”</p>
<p>13.00 &#8211; 14.00 Pausa pranzo 14.00 &#8211; 15.00 “<strong>Concettualizzazione secondo il modello ACT</strong>”</p>
<p>15.00 &#8211; 16.30 “<strong>Concettualizzazione del caso: esercizi di gruppo</strong>”</p>
<p>16.30 &#8211; 16.45 Pausa</p>
<p>16.45 &#8211; 18.00 “<strong>Il terapeuta ACT</strong>”</p>
<p>18.00 &#8211; 18.30 Questionario finale di valutazione dell’apprendimento</p>
<div>
<h2>Obiettivi Formativi</h2>
</div>
<ul>
<li>Favorire nei partecipanti i passaggi principali dalla seconda alla terza generazione delle terapie del comportamento</li>
<li>Offrire strumenti teorici, empirici, di ricerca ed esperienziali con cui poter valutare il contestualismo funzionale, l’RFT e l’ACT</li>
<li>Conoscere e sperimentare i 6 processi chiave del modello ad hexaflex della flessibilità e inflessibilità psicologica</li>
<li>Acquisire competenze di base per concettualizzare il caso secondo il modello ACT.</li>
</ul>
<h2>Adesioni e iscrizioni</h2>
<p>Il corso è aperto a un numero massimo di 25 partecipanti ed è destinato esclusivamente a Medici, Psicoterapeuti e Psicologi iscritti ad una scuola di specializzazione in psicoterapia. Il costo dell’iscrizione è di 200 euro. Per iscriversi, utilizzare l&#8217;apposito modulo in fondo alla pagina.</p>
<h2>Promozioni</h2>
<p>Promozione &#8220;early booking&#8221;: <strong>costo iscrizione di 180€ </strong>per chi si iscrive al corso <strong>entro il 01 settembre.</strong></p>
<div>
<h2>Docenti</h2>
</div>
<p><strong>Giovanni Zucchi</strong>   Psicologo clinico, Psicoterapeuta, President-elect dell&#8217;Associazione ACT Italia.</p>
<div>
<h2>Metodologia</h2>
</div>
<p>Il corso prevede l’impiego di una didattica frontale e la sperimentazione di modalità di intervento del modello, per poterlo valutare e conoscere anche su un piano pratico.</p>
<h2>Luogo di svolgimento</h2>
<p>Il corso si terrà presso l&#8217;Associazione Centro di Psicologia Psicoterapia Funzionale &#8211; Istituto SIF in via Vicenza, 12/A, Padova.</p>
<h2>Per iscriversi o chiedere informazioni</h2>
<p><a href="http://www.studiopsicologiarizzi.it/corso-act-padova-sullintroduzione-al-modello-acceptance-commitment-therapy-dai-fondamenti-teorici-allintervento-terapeutico-medici-psicologi-psicoterapeuti/volantino-ecm-act/" rel="attachment wp-att-307">volantino-ECM-act</a></p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/corso-act-padova-sullintroduzione-al-modello-acceptance-commitment-therapy-dai-fondamenti-teorici-allintervento-terapeutico-medici-psicologi-psicoterapeuti/">Corso ACT a Padova sull&#8217;introduzione al modello Acceptance e Commitment Therapy.  Dai fondamenti teorici all’intervento terapeutico. Per Medici e Psicologi psicoterapeuti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>TRATTAMENTO DEI DISTURBI ALIMENTARI &#8211; ACCEPTANCE AND COMMITMENT THERAPY VERSUS COGNITIVE THERAPY</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/acceptance-and-commitment-therapy-versus-cognitive-therapy-trattamento-dei-disturbi-alimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2015 14:46:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[act]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studiopsicologiarizzi.it/?p=501</guid>

					<description><![CDATA[<p>La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è tuttora considerata la più efficace per il trattamento di disturbi alimentari, in particolar modo della bulimia (NICE, 2004). Il percorso clinico per un paziente che<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/acceptance-and-commitment-therapy-versus-cognitive-therapy-trattamento-dei-disturbi-alimentari/">TRATTAMENTO DEI DISTURBI ALIMENTARI &#8211; ACCEPTANCE AND COMMITMENT THERAPY VERSUS COGNITIVE THERAPY</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è tuttora considerata la più efficace per il trattamento di disturbi alimentari, in particolar modo della bulimia (NICE, 2004). Il percorso clinico per un paziente che si presenta con bulimia è di 20 incontri il cui obiettivo principale è la normalizzazione del comportamento alimentare, la riduzione delle diete intraprese, l’eliminazione delle abbuffate e dell’assunzioni di lassativi e il cambiamento di credenze, pensieri e valori che mantengono il disturbo alimentare. Lo stesso protocollo può essere usato, con qualche variazione, anche sui tempi,  sui pazienti con disturbo di anoressia. La CBT si è dimostrata efficace in tempi brevi e con effetti positivi sul lungo termine (Waller e altri, 1996). Nonostante ciò, un sottogruppo relativamente ampio di persone che ricevono il trattamento non raggiungono risultati significativi sul piano clinico, infatti alcuni studi affermano che solo una percentuale del 30-50 % dei pazienti smette di avere abbuffate o di assumere lassativi. Questo implica che, nonostante l’efficacia provata della CBT, c’è ancora spazio per un miglioramento nel trattamento dei disturbi alimentari.</p>
<h2>Come risolvere i disturbi alimentari</h2>
<p>Le ragioni che rendono il disturbo alimentare difficile da risolvere sono:</p>
<p>1- I pazienti con un disturbo alimentare (in particolar modo quelli di anoressia) spesso non sono motivati verso un cambiamento nel loro comportamento alimentare, soprattutto quando ritengono che la loro condotta nei confronti del cibo li abbia aiutati a perdere del peso e che siano finalmente vicini al loro peso ideale (Varderlinden, 2008). Questo comporta un rifiuto ad intraprendere qualsiasi percorso mirato direttamente al cambiamento del loro comportamento alimentare.</p>
<p>2- La CBT cerca di modificare il contenuto delle cognizioni legate all’alimentazione. Purtroppo, la natura egosintonica di questi pensieri può renderli particolarmente difficili da modificare direttamente.</p>
<p>3- Molti comportamenti alimentari non salutari sono funzionali all’interno del contesto  del sistema di credenze del paziente. Ad esempio, se qualcuno crede di pesare troppo e di dover dimagrire, il comportamento di dieta estrema o di assunzione di lassativi è funzionale, almeno temporaneamente, a questo pensiero.</p>
<p>L’Acceptance and Commitment Therapy (ACT) può essere una valida alternativa alla CBT per diverse ragioni. Innanzitutto piuttosto che modificare direttamente i pensieri e le credenze sul peso e sull’immagine corporea, l’ACT si focalizza sulla relazione che il paziente ha con essi. Il terapeuta ACT insegna al paziente a non controllare i propri pensieri e le proprie sensazioni interne che causano sofferenza, e propone invece l’accettazione di essi, al di là che questi siano veri o falsi. Ad esempio, è probabile che pensieri riguardanti le imperfezioni del proprio corpo siano veri, e che di conseguenza sia molto difficile contrastarli o modificarli. L’accettazione invece permette al paziente di riconoscere il pensiero e di osservarlo senza giudizio, consapevole del dolore che comporta, in modo da imparare a conviverci senza mettere in atto comportamenti non salutari per cercare di fermare o far sparire tale pensiero. Questo abbassamento del controllo cognitivo sembra essere centrale nei disturbi alimentari (Tiggemann e Raven, 1998).</p>
<p>L’ACT può essere molto utile anche perché lavora sui valori della persona e non direttamente sul comportamento alimentare problematico. Così, un iniziale tema trattato con i pazienti con disturbo alimentare è chiarire quali sono i loro valori, cosa è importante e individuare degli obiettivi, in modo da orientare il loro comportamento verso qualcosa che possa arricchire di significato la loro vita e che possa successivamente motivarli a stare con i pensieri e le loro sensazioni interne spiacevoli e che sono alla base del disturbo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<p>Waller, D., Fairburn, C. G., McPherson, A., Kay, R., Lee, A., &amp; Nowell, T. (1996). Treating bulimia nervosa in primary care: A pilot study.<i>International Journal of Eating Disorders</i>,<i>19</i>(1), 99-103.</p>
<p>Vanderlinden, J. (2008). Many roads lead to Rome: Why does cognitive behavioural therapy remain unsuccessful for many eating disorder patients?.<i>European Eating Disorders Review</i>,<i>16</i>(5), 329-333.</p>
<p>Tiggemann, M., &amp; Raven, M. (1998). Dimensions of control in bulimia and anorexia nervosa: Internal control, desire for control, or fear of losing self-control?.<i>Eating Disorders</i>,<i>6</i>(1), 65-71.</p>
<p>National Institute for Clinical Excellence (NICE). (2004). <i>Eating disorders—Core interventions in the treatment and management of anorexia nervosa, bulimia nervosa and related eating disorders </i>(Clinical Guideline No. 9). London: Author. Available from www.nice.org.uk/guidance/CG9</p>
<p>Juarascio, A. S., Forman, E. M., &amp; Herbert, J. D. (2010). Acceptance and commitment therapy versus cognitive therapy for the treatment of comorbid eating pathology. <i>Behavior Modification</i>, <i>34</i>(2), 175-190.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/acceptance-and-commitment-therapy-versus-cognitive-therapy-trattamento-dei-disturbi-alimentari/">TRATTAMENTO DEI DISTURBI ALIMENTARI &#8211; ACCEPTANCE AND COMMITMENT THERAPY VERSUS COGNITIVE THERAPY</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Problema di matematica o tramonto</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/problema-matematica-tramonto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2015 14:48:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[act]]></category>
		<category><![CDATA[kelly wilson]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[relazione terapeuta paziente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studiopsicologiarizzi.it/?p=505</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questo articolo è tratto dal libro di Kelly Wilson “Mindfulness for two”, un testo che definisce la mindfulness da una prospettiva ACT e mostra come applicarla nel qui e ora<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/problema-matematica-tramonto/">Problema di matematica o tramonto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo è tratto dal libro di Kelly Wilson “Mindfulness for two”, un testo che definisce la mindfulness da una prospettiva ACT e mostra come applicarla nel qui e ora dell’interazione tra terapeuta e paziente.</p>
<p>Per i terapeuti, i pazienti appaiono spesso come un problema da risolvere e questo avviene in modo evidente con i pazienti maggiormente difficili, ad esempio con quelli suicidomani, con quelli che non migliorano nonostante i numerosi sforzi del terapeuta, con quelli che ritornano sempre sullo stesso punto, più e più volte.</p>
<p>Wilson racconta che, quando gli viene chiesta una supervisione su un caso problematico, pone inizialmente al terapeuta la seguente domanda: “Il tuo cliente è un tramonto o un problema di matematica?”. Generalmente il terapeuta risponde perplesso.</p>
<p>Un problema di matematica potrebbe essere cosa fa 2 + 2 e la risposta è 4. Oppure potrebbe essere cosa fa 3 X 5 e la risposta è 15 e così si potrebbe continuare. Quello che si fa con un problema di matematica è cercare di risolverlo e se il problema è difficile si prova a lottare un po’ per riuscirci, e, se proprio non ci si riesce, si chiede aiuto a qualcuno o si rinuncia.</p>
<p>Quello che si fa, invece, con un tramonto è fermarsi per un momento, notare le variazioni nei colori del cielo, il modo con cui prendono colore e forma le nuvole. Il tramonto si apprezza, non si cerca di risolverlo.</p>
<p>Quindi, quando siamo seduti nella stanza con il nostro paziente è utile chiederci se è un problema da risolvere o un tramonto da guardare. Tutto ciò non va a sminuire i problemi che i nostri pazienti portano in terapia: sicuramente i nostri pazienti hanno dei problemi, ma non hanno solo quelli e concentrarsi su di essi diminuisce la nostra attenzione, la nostra consapevolezza e, forse ancora più importante, la nostra capacità di apprezzare l’interezza dell’essere umano che sta seduto davanti a noi.</p>
<p>A questo punto Wilson nel suo libro propone un esercizio di apprezzamento per i terapeuti.</p>
<p>“<i>Mi piacerebbe chiederti di andare indietro nei ricordi e trovare un momento in cui sei stato apprezzato da qualcuno. Forse era un tuo genitore. Forse hai avuto un insegnante che aveva un interesse particolare per te. Chiudi gli occhi per un momento e prova a visualizzare quella persona e a richiamare com’era stare seduti vicino a lei. Soffermati, per un momento, su cosa ha significato per te essere notato, visto, ammirato, apprezzato.”</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Wilson, K. G., &amp; DuFrene, T. (2009).<i>Mindfulness for two: An acceptance and commitment therapy approach to mindfulness in psychotherapy</i>. New Harbinger Publications.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/problema-matematica-tramonto/">Problema di matematica o tramonto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’ACT (Acceptance and Commitment Therapy) per la prevenzione della re-ospedalizzazione dei pazienti psicotici</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/lact-acceptance-and-commitment-therapy-la-prevenzione-della-re-ospedalizzazione-dei-pazienti-psicotici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2015 14:49:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[act]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[psicosi]]></category>
		<category><![CDATA[ricovero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studiopsicologiarizzi.it/?p=509</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quasi il 4% dei pazienti schizofrenici che rispondono ai farmaci e continuano ad assumerli sono ricoverati nuovamente ogni mese, con un costo per la società molto alto. Ci sono molte<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/lact-acceptance-and-commitment-therapy-la-prevenzione-della-re-ospedalizzazione-dei-pazienti-psicotici/">L’ACT (Acceptance and Commitment Therapy) per la prevenzione della re-ospedalizzazione dei pazienti psicotici</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi il 4% dei pazienti schizofrenici che rispondono ai farmaci e continuano ad assumerli sono ricoverati nuovamente ogni mese, con un costo per la società molto alto. Ci sono molte ragioni che portano al ripetersi dei ricoveri, tra cui la presenza dei sintomi positivi come i deliri e le allucinazioni.</p>
<p>Diventa, di conseguenza, importante mettere a punto degli interventi focalizzati sui sintomi positivi, e purtroppo, metodi basati sull’ignorare o evitare questi sintomi, si sono dimostrati poco efficaci, se non addirittura dannosi, incrementandone la frequenza e l’impatto.</p>
<p>L’Acceptance and Commitment Therapy (ACT) in generale  insegna ai pazienti:</p>
<p>a- a identificare e abbandonare le strategie di controllo delle esperienze interne</p>
<p>b- ad accettare la presenza di pensieri o sensazioni difficili</p>
<p>c- ad imparare a notare l’occorrenza di queste esperienze interne spiacevoli, senza combattere o lottare per modificarle o senza credere letteralmente ad esse</p>
<p>d- a focalizzarsi sul proprio comportamento verso l’esterno che può produrre risultati in linea coi propri valori.</p>
<p>A partire dalla teoria ACT, è stato messo a punto da Hayes e Bach un breve protocollo di intervento di quattro sedute con l’obiettivo di insegnare ai pazienti schizofrenici con sintomi positivi a notare, togliere credibilità e far spazio (accettare) alle allucinazioni e ai deliri, in modo che cambi la relazione che i pazienti hanno con essi, slegando il loro comportamento dai sintomi e potendolo dirigere verso ciò che è importante per loro.</p>
<p><strong>Prima sessione</strong></p>
<p>Il focus della prima sessione è far notare al paziente i numerosi sforzi che ha messo in atto nel passato per cercare di controllare i propri sintomi legati alla psicosi e offrirgli una nuova strategia basata non sul controllo (dimostratosi inefficace), bensì sul limitarsi a notare pensieri e sensazioni senza credere ad essi o lottare contro di essi. A questo segue l’esempio della normalità di avere pensieri o sentimenti non desiderati, come avere fame quando non c’è la possibilità di mangiare, e questo comunque non implica il comportarsi di conseguenza. Successivamente il protocollo prevede l’esercizio “<i>Porta la tua mente a spasso</i>” per insegnare a notare cosa dice la mente senza tentare di comunicare con essa e scegliere come comportarsi, svincolandosi dai contenuti e non considerandoli letteralmente.</p>
<p><strong>Seconda sessione</strong></p>
<p>Il tema della seconda sessione è accettare i sintomi anche se non sono piacevoli. Un esempio di esercizio che viene proposto a questo punto è la <i>metafora del poligrafo </i>che viene utilizzata per dimostrare l’inutilità di cercare di controllare i pensieri, le emozioni e le sensazioni e mostrare come il controllo spesso li peggiora.</p>
<p><strong>Terza sessione</strong></p>
<p>La terza sessione ha l’obiettivo di fare chiarezza sui valori del paziente e mostrare come i tentativi di controllo dei sintomi possono diventare azioni che allontanano dai valori. L’accettazione invece può far spazio ad azioni che vanno nella direzione di ciò che è importante per il paziente.</p>
<p><strong>Quarta sessione</strong></p>
<p>Nella quarta sessione si ripete ciò che si è fatto nelle tre sessioni precedenti.</p>
<p>Nello studio di Bach ed Hayes, è stato confrontato un gruppo di controllo che ha ricevuto solo le cure abituali e un gruppo sperimentale a cui è stato somministrato, oltre alle cure abituali, l’intervento ACT sopra riassunto.</p>
<p>I risultati mostrano che l’intervento ACT riduce la probabilità che i pazienti subiscano un ulteriore ricovero in modo significativo, e questo effetto non è dovuto alla riduzione dei sintomi, ma al modo con cui i pazienti si relazionano con essi. Questo effetto positivo sembra comunque essere presente nei pazienti con allucinazioni uditive e in misura minore nei pazienti con deliri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bach, P., &amp; Hayes, S. C. (2002). The use of acceptance and commitment therapy to prevent the rehospitalization of psychotic patients: a randomized controlled trial.<i>Journal of consulting and clinical psychology</i>,<i>70</i>(5), 1129.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/lact-acceptance-and-commitment-therapy-la-prevenzione-della-re-ospedalizzazione-dei-pazienti-psicotici/">L’ACT (Acceptance and Commitment Therapy) per la prevenzione della re-ospedalizzazione dei pazienti psicotici</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Workshop avanzato sull&#8217;ACT (Acceptance and Commitment Therapy): una guida verso la relazione terapeutica</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/workshop-avanzato-sullact-acceptance-and-commitment-therapy-guida-verso-la-relazione-terapeutica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2015 15:10:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[acceptance commitment therapy]]></category>
		<category><![CDATA[act]]></category>
		<category><![CDATA[corso mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
		<category><![CDATA[relazione terapeuta paziente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studiopsicologiarizzi.it/?p=277</guid>

					<description><![CDATA[<p>SABATO 24 E DOMENICA 25 OTTOBRE 2015 &#8211; dalle ore 9.00 alle ore 18.00 &#8211; 20,4 crediti ECM per le professioni di: Psicologi (tutte le discipline), Medici (tutte le discipline)<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/workshop-avanzato-sullact-acceptance-and-commitment-therapy-guida-verso-la-relazione-terapeutica/">Workshop avanzato sull&#8217;ACT (Acceptance and Commitment Therapy): una guida verso la relazione terapeutica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>SABATO 24 E DOMENICA 25 OTTOBRE 2015 &#8211; dalle ore 9.00 alle ore 18.00 &#8211; 20,4 crediti ECM</h3>
<p>per le professioni di: Psicologi (tutte le discipline), Medici (tutte le discipline)</p>
<p>L’Acceptance and Commitment Therapy, o ACT è una nuova forma di psicoterapia, con solide basi scientifiche, e fa parte di quella che viene definita la “terza onda” della terapia cognitivo comportamentale (Hayes, 2004).</p>
<p>L’ACT aiuta, attraverso la mindfulness, esercizi esperienziali e metafore,  a riportare la persona in una direzione di vita dove ci sono persone e cose importanti per lei, abbandonando la lotta contro il cercare di risolvere problemi irrisolvibili come la sofferenza,  l’ansia, il disagio.</p>
<p>Parte fondamentale dell’intervento ACT è la relazione terapeutica, punto riconosciuto, anche in approcci molto diversi tra loro, come fondamentale e allo stesso tempo complesso, poiché riguarda non tanto quello che il terapeuta sa o fa con il paziente, ma riguarda il come sta nel momento presente, dentro la stanza di terapia, col paziente. Il terapeuta infatti porta con sé in seduta anche le proprie difficoltà a stare con sensazioni ed emozioni, le proprie storie, le proprie regole su cosa deve fare un buon terapeuta. Così, quando si presentano in seduta frasi come &#8220;Questa terapia non mi sta servendo a nulla&#8230;&#8221; o &#8220;Spiegami perché sono così depressa&#8221;, lo psicoterapeuta può agganciarsi ad una sua emozione o a un suo pensiero e di conseguenza potrebbe iniziare a muoversi in modo poco flessibile, staccandosi dal paziente e dal momento presente. In questa modalità l&#8217;intervento può risultare meno efficace, perdendo l&#8217;occasione di usare ciò che emerge nella relazione.</p>
<p>Questo Workshop ACT avanzato vuole offrire ai partecipanti degli strumenti specifici, sia teorici che pratici, per allenarsi a non “abboccare” agli ami che ci portiamo in seduta in modo da essere più presenti e consapevoli nella stanza di terapia, imparando a stare nella relazione e a usarla nel momento presente in modo mirato ai sei processi ACT. Durante il Workshop i partecipanti lavoreranno principalmente  con esercizi di role-playing e a piccoli gruppi su casi clinici o sulle proprie difficoltà.</p>
<div>
<h1>Obiettivi Formativi</h1>
</div>
<p>&#8211; Presentare degli strumenti per la concettualizzazione di un caso secondo l&#8217;ACT</p>
<p>&#8211; Presentare le caratteristiche per agire in modo ACT in seduta</p>
<p>&#8211; Prendere consapevolezza di come le proprie emozioni e i propri pensieri agganciano il terapeuta in seduta</p>
<p>&#8211; Allenarsi a riconoscere il proprio mondo interno senza agire nella direzione di controllarlo e rimanendo in contatto col paziente</p>
<p>&#8211; Presentare come il centrarsi nel momento presente sia importante per sviluppare la relazione col paziente</p>
<p>&#8211; Imparare a mirare la relazione ad un intervento flessibile sui processi ACT</p>
<p>&#8211; Proporre delle esercitazioni per creare un intervento ACT personalizzato</p>
<p>&#8211; Proporre degli esercizi sull&#8217;apprezzare</p>
<div>
<h1>Adesioni e iscrizioni</h1>
</div>
<p>Il corso è aperto a un numero massimo di 25 partecipanti ed è destinato esclusivamente a Medici, Psicoterapeuti e Psicologi iscritti ad una scuola di specializzazione in psicoterapia. Il costo dell’iscrizione è di 200 euro.</p>
<p>Per iscriversi, inviare tramite e-mail a <a href="mailto:l.casetta@psicoterapiafunzionale.it">l.casetta@psicoterapiafunzionale.it</a> la scheda di iscrizione e la ricevuta del bonifico bancario.</p>
<p>Il bonifico va intestato a:</p>
<p>Associazione Centro di Psicologia e</p>
<p>Psicoterapia Funzionale &#8211; Istituto SIF</p>
<p>UNICREDIT BANCA</p>
<p>Filiale di Padova Via Verdi</p>
<p>C/C 000100438593</p>
<p>IBAN IT 28Y02008 12123 000100438593</p>
<div>
<h1>Docenti</h1>
</div>
<p><strong><i>Giovanni Zucchi: </i></strong>psicologo clinico, psicoterapeuta, President-elect dell&#8217;Associazione ACT Italia.</p>
<p><strong><i>Laura Casetta</i></strong>: psicologa sperimentale, psicoterapeuta</p>
<div>
<h1>Metodologia</h1>
</div>
<p>Il corso prevede l’impiego di una didattica frontale e la sperimentazione di modalità di intervento del modello, per poterlo valutare e conoscere anche su un piano pratico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<h1><strong>Programma</strong></h1>
</div>
<div>
<h2></h2>
<h2>Sabato 24 ottobre 2015</h2>
</div>
<p>Sessione 1 <strong>Le competenze base per sviluppare una relazione terapeutica nell&#8217;ACT</strong></p>
<p>9.30-10.30  “<i>La concettualizzazione del caso nei 6 processi ACT</i>”</p>
<p>10.30 &#8211; 11.00 &#8220;<i>Problemi più comuni che agganciano il terapeuta durante la seduta</i><i>”</i></p>
<p><i>11.00-11.15 Pausa</i></p>
<p><i>11.15-13.00 &#8220;</i> <i>Agire in modo ACT per fare ACT</i>&#8221;</p>
<p>13.00 &#8211; 14.00 Pausa Pranzo</p>
<p>Sessione 2 <strong>Aprirsi: i processi di accettazione e defusione nella relazione</strong></p>
<p>14.00 &#8211; 14.45 <i>“Emozioni e sensazioni difficili per il terapeuta”</i></p>
<p>14.45-15.15 <i>“Le proprie storie sul buon terapeuta”</i></p>
<p>16.45 &#8211; 17.00 <i>Pausa</i></p>
<p>17.00 &#8211; 18.00  <i>“Convincere, spiegare, discutere, risolvere problemi ed evitare di stare nelle emozioni difficili”</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<h2>Domenica 25 ottobre 2015</h2>
</div>
<p><i>Sessione 3</i><strong><i>Centrarsi: la percezione di Sé, degli altri e del momento presente nella relazione</i></strong><i></i></p>
<p><i>9.30 &#8211; 10.30 “Riconoscere i processi ACT che si mostrano in seduta nel momento presente”</i></p>
<p><i>10.00 -11.00 &#8220;La mindfulness nella relazione terapeutica &#8220;</i></p>
<p><i>11.00-12.15 “Esercizi per lavorare attraverso la relazione sui processi ACT nel momento presente”</i></p>
<p>13.00 &#8211; 14.00 Pausa pranzo</p>
<p>Sessione 4 <strong>Impegnarsi: il processo di azione impegnata in direzione dei valori nella relazione</strong></p>
<p><i>14.00 &#8211; 15.00 “Identificare i valori nella relazione di un terapeuta ACT”</i></p>
<p><i>15.00 &#8211; 16.30 “Creare esercizi e metafore”</i></p>
<p>16.30 &#8211; 16.45 <i>Pausa</i></p>
<p>16.45 &#8211; 17.30 “<i>Apprezzare</i>”</p>
<p>17.30-18.00 &#8220;<i>Il tocco e la relazione: il modello ACT e il modello Funzionale a confronto</i>&#8221;</p>
<p>PER INFORMAZIONI CONTATTARE LA SEGRETERIA ORGANIZZATIVA TELEFONICAMENTE AL NUM. 3292169795 O VIA MAIL <a href="mailto:l.casetta@psicoterapiafunzionale.it">l.casetta@psicoterapiafunzionale.it</a></p>
<p><strong>VOLANTINO &gt; </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/workshop-avanzato-sullact-acceptance-and-commitment-therapy-guida-verso-la-relazione-terapeutica/">Workshop avanzato sull&#8217;ACT (Acceptance and Commitment Therapy): una guida verso la relazione terapeutica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Workshop introduttivo all&#8217;ACT (Acceptance and Commitment Therapy): dai fondamenti teorici all’intervento terapeutico</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/workshop-introduttivo-allact-acceptance-and-commitment-therapy-dai-fondamenti-teorici-allintervento-terapeutico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 May 2016 14:56:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[act]]></category>
		<category><![CDATA[corso mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studiopsicologiarizzi.it/?p=272</guid>

					<description><![CDATA[<p>28-29 maggio 2016- 21 crediti ECM per Psicologi e Medici. Il corso è organizzato e si terrà presso l&#8217;Associazione Centro di Psicologia e Psicoterapia Funzionale-Istituto S.I.F. di Padova in Via Vicenza, 12/a, Padova Per<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/workshop-introduttivo-allact-acceptance-and-commitment-therapy-dai-fondamenti-teorici-allintervento-terapeutico/">Workshop introduttivo all&#8217;ACT (Acceptance and Commitment Therapy): dai fondamenti teorici all’intervento terapeutico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>28-29 maggio 2016- 21 crediti ECM per Psicologi e Medici.</p>
<p>Il corso è organizzato e si terrà presso l&#8217;<b><strong>Associazione </strong></b><b><strong>Centro di Psicologia e Psicoterapia </strong></b><b><strong>Funzionale-Istituto S.I.F. di Padova in </strong></b>Via Vicenza, 12/a, Padova</p>
<p>Per informazioni contattare la segreteria al <b><strong>3292169795</strong></b></p>
<p>L’Acceptance and Commitment Therapy, o ACT (“ACT” si pronuncia come singola parola, non come lettere separate) è una nuova forma di psicoterapia, con solide basi scientifiche, e fa parte di quella che viene definita la “terza onda” della terapia cognitivo comportamentale (Hayes, 2004). L’ACT è basata sulla Relational Frame Theory (RFT): un programma di ricerca di base sulle modalità di funzionamento della mente umana (Hayes, Barnes-Holmes, e Roche, 2001). Questa ricerca suggerisce che molti degli strumenti che le persone utilizzano per risolvere i problemi, conducono in una trappola che crea sofferenza.<br />
L’ACT prende in considerazione alcuni concetti non convenzionali:<br />
• La sofferenza psicologica è normale, è importante ed accompagna ogni persona.<br />
• Non è possibile sbarazzarsi volontariamente della propria sofferenza psicologica, anche se si possono prendere provvedimenti per evitare d’incrementarla artificialmente.<br />
• Il dolore e la sofferenza sono due differenti stati dell’essere.<br />
• Non bisogna identificarsi con la propria sofferenza.<br />
• Si può vivere un’esistenza dettata dai propri valori, iniziando da ora, ma per farlo si dovrà imparare come uscire della propria mente ed entrare nella propria vita.</p>
<p>In definitiva, ciò che viene richiesto dall’ACT, è un fondamentale cambiamento di prospettiva: uno spostamento nel modo in cui viene considerata la propria esperienza personale.</p>
<p>I metodi di cui si avvale forniscono nuove modalità per affrontare le difficoltà di natura psicologica e cercano di cambiare l’essenza dei problemi psicologici e l’impatto che essi hanno sulla vita.</p>
<p>Queste due giornate di formazione avranno quindi l’obiettivo di accompagnare gli allievi in una conoscenza teorico-pratica ed esperienziale del modello.</p>
<h1 style="font-weight: 700 !important;">Obiettivi Formativi</h1>
<ul>
<li>Favorire nei partecipanti i passaggi principali dalla seconda alla terza generazione delle terapie del comportamento</li>
<li>Offrire strumenti teorici, empirici, di ricerca ed esperienziali con cui poter valutare il contestualismo funzionale, l’RFT e l’ACT</li>
<li>Conoscere e sperimentare i 6 processi chiave del modello ad hexaflex della flessibilità e inflessibilità psicologica</li>
<li>Acquisire competenze di base per concettualizzare il caso secondo il modello ACT.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h1 style="font-weight: 700 !important;">Adesioni e iscrizioni</h1>
<p>Il corso è aperto a un numero massimo di 25 partecipanti ed è destinato esclusivamente a Medici, Psicoterapeuti e Psicologi iscritti ad una scuola di specializzazione in psicoterapia. Il costo dell’iscrizione è di 200 euro, comprese 5 euro di quota di iscrizione.</p>
<p>Per iscriversi, compilare la scheda di iscrizione a questo <b><strong><b><a href="https://docs.google.com/forms/d/1Jrd-cNSkzDYppryLNkAiR9cC07KbYMq8mbS4F0ln-QE/viewform">link </a></b></strong></b>e inviare tramite e-mail a <b><a href="mailto:l.casetta@psicoterapiafunzionale.it">l.casetta@psicoterapiafunzionale.it</a></b> la ricevuta del bonifico bancario.</p>
<p>Il bonifico va intestato a:</p>
<p>Associazione Centro di Psicologia e</p>
<p>Psicoterapia Funzionale &#8211; Istituto SIF</p>
<p>UNICREDIT BANCA</p>
<p>Filiale di Padova Via Verdi</p>
<p>C/C 000100438593</p>
<p>IBAN: IT22S0200812101000100438593</p>
<h1 style="font-weight: 700 !important;">Docenti</h1>
<p><b><strong><em>Giovanni Zucchi: </em></strong></b>psicologo clinico, psicoterapeuta, President-elect dell&#8217;Associazione ACT Italia.</p>
<p><b><strong><em>Laura Casetta</em></strong></b>: psicologa, psicoterapeuta</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1 style="font-weight: 700 !important;">Metodologia</h1>
<p>Il corso prevede l’impiego di una didattica frontale e la sperimentazione di modalità di intervento del modello, per poterlo valutare e conoscere anche su un piano pratico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1 style="font-weight: 700 !important;"><b><strong>Programma</strong></b></h1>
<h2 style="font-weight: 700 !important;">Sabato 28 maggio 2016</h2>
<p>9.30-10.30  “<em>Dai modelli di seconda generazione a quelli di terza generazione</em>”</p>
<p>10.30 &#8211; 11.30 &#8220;<em> Il contestualismo Funzionale”</em></p>
<p>11.30 – 12.30  “<em>Le Basi Teoriche dell&#8217;ACT: il comportamento verbale</em>”</p>
<p>12.30 &#8211; 13.00 <em>&#8220;</em><em> RFT E ANALISI DEL COMPORTAMENTO&#8221;</em></p>
<p>13.00 &#8211; 14.00 Pausa Pranzo</p>
<p>14.00 &#8211; 14.45 <em>“Il modello ACT: cos’è e cosa non è”</em></p>
<p>14.45-15.15 <em>“I Processi legati al modello dell’inflessibilità psicologica”</em></p>
<p>15.15 &#8211; 15.45 <em>“I Processi legati al modello della flessibilità psicologica”</em></p>
<p>15.45 &#8211; 16.45 <em>“I processi di accettazione e mindfulness nell&#8217;accettazione”</em></p>
<p>16.45 &#8211; 17.00 Pausa</p>
<p>17.00 &#8211; 18.00  <em>“I processi di accettazione e mindfulness nella  defusione”</em></p>
<p><em> </em></p>
<h2 style="font-weight: 700 !important;">Domenica 29 maggio 2016</h2>
<p><em>9.00 &#8211; 10.00 “I processi di accettazione e mindfulness nel contatto con il momento presente”</em></p>
<p><em>10.00 -10.30 “I processi di accettazione e mindfulness nel sé come contesto”</em></p>
<p>10.30 &#8211; 10.45 Pausa</p>
<p><em>10.45 &#8211; 12.15 “I processi di azione impegnata e cambiamento comportamentale: i valori”</em></p>
<p>12.15 &#8211; 13.00 “<em>I processi di azione impegnata e cambiamento comportamentale: l’azione impegnata</em>”</p>
<p>13.00 &#8211; 14.00 Pausa pranzo</p>
<p><em>14.00 &#8211; 15.00 “Concettualizzazione secondo il modello ACT”</em></p>
<p><em>15.00 &#8211; 16.30 “Concettualizzazione del caso: esercizi di gruppo”</em></p>
<p>16.30 &#8211; 16.45 Pausa</p>
<p>16.45 &#8211; 17.30 “Il terapeuta ACT”</p>
<p>17.30-18.00  “Confronto tra modelli: Neofunzionalismo e ACT a confronto”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>18.00 &#8211; 18.30 Questionario finale di valutazione dell’apprendimento.</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/workshop-introduttivo-allact-acceptance-and-commitment-therapy-dai-fondamenti-teorici-allintervento-terapeutico/">Workshop introduttivo all&#8217;ACT (Acceptance and Commitment Therapy): dai fondamenti teorici all’intervento terapeutico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Workshop introduttivo all&#8217;Acceptance and Commitment Therapy</title>
		<link>https://www.studiopsicologiarizzi.it/set2016-workshop-introduttivo-allact-acceptance-and-commitment-therapy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2016 14:49:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[acceptance commitment therapy]]></category>
		<category><![CDATA[act]]></category>
		<category><![CDATA[corsi mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni zucchi]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[workshop]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studiopsicologiarizzi.it/?p=265</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; L’Acceptance and Commitment Therapy, o ACT (“ACT” si pronuncia come singola parola, non come lettere separate) è una nuova forma di psicoterapia, con solide basi scientifiche, e fa parte<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/set2016-workshop-introduttivo-allact-acceptance-and-commitment-therapy/">Workshop introduttivo all&#8217;Acceptance and Commitment Therapy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>L’Acceptance and Commitment Therapy, o ACT (“ACT” si pronuncia come singola parola, non come lettere separate) è una nuova forma di psicoterapia, con solide basi scientifiche, e fa parte di quella che viene definita la “terza onda” della terapia cognitivo comportamentale (Hayes, 2004). L’ACT è basata sulla Relational Frame Theory (RFT): un programma di ricerca di base sulle modalità di funzionamento della mente umana (Hayes, Barnes-Holmes, e Roche, 2001). Questa ricerca suggerisce che molti degli strumenti che le persone utilizzano per risolvere i problemi, conducono in una trappola che crea sofferenza.<br />
L’ACT prende in considerazione alcuni concetti non convenzionali:<br />
• La sofferenza psicologica è normale, è importante ed accompagna ogni persona.<br />
• Non è possibile sbarazzarsi volontariamente della propria sofferenza psicologica, anche se si possono prendere provvedimenti per evitare d’incrementarla artificialmente.<br />
• Il dolore e la sofferenza sono due differenti stati dell’essere.<br />
• Non bisogna identificarsi con la propria sofferenza.<br />
• Si può vivere un’esistenza dettata dai propri valori, iniziando da ora, ma per farlo si dovrà imparare come uscire della propria mente ed entrare nella propria vita.</p>
<p>In definitiva, ciò che viene richiesto dall’ACT, è un fondamentale cambiamento di prospettiva: uno spostamento nel modo in cui viene considerata la propria esperienza personale.</p>
<p>I metodi di cui si avvale forniscono nuove modalità per affrontare le difficoltà di natura psicologica e cercano di cambiare l’essenza dei problemi psicologici e l’impatto che essi hanno sulla vita.</p>
<p>Queste due giornate di formazione avranno quindi l’obiettivo di accompagnare gli allievi in una conoscenza teorico-pratica ed esperienziale del modello.</p>
<p><span style="color: #3366ff;"><strong>sabato 24 e domenica 25 settembre 2016</strong></span></p>
<p>Il corso ha ottenuto <strong>21 crediti ECM </strong>per le professioni di: Psicologi (tutte le discipline), Medici (tutte le discipline) ed è organizzato con il patrocinio di ACT-Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<h1>Obiettivi Formativi</h1>
</div>
<ul>
<li>Favorire nei partecipanti i passaggi principali dalla seconda alla terza generazione delle terapie del comportamento</li>
<li>Offrire strumenti teorici, empirici, di ricerca ed esperienziali con cui poter valutare il contestualismo funzionale, l’RFT e l’ACT</li>
<li>Conoscere e sperimentare i 6 processi chiave del modello ad hexaflex della flessibilità e inflessibilità psicologica</li>
<li>Acquisire competenze di base per concettualizzare il caso secondo il modello ACT.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<h1>Adesioni e iscrizioni</h1>
</div>
<p>Il corso è aperto a un numero massimo di 25 partecipanti ed è destinato esclusivamente a Medici, Psicoterapeuti e Psicologi iscritti ad una scuola di specializzazione in psicoterapia.</p>
<p>Per iscriversi, inviare tramite e-mail a <a href="mailto:l.casetta@psicoterapiafunzionale.it">l.casetta@psicoterapiafunzionale.it</a> la scheda di iscrizione e la ricevuta del bonifico bancario. Il costo dell’iscrizione è di 250 € per i professionisti, 170 € per i professionisti soci ACT- Italia, 100 € per gli studenti.</p>
<p>Il bonifico va intestato a:</p>
<p align="center">Associazione Centro di Psicologia e</p>
<p align="center">Psicoterapia Funzionale – Istituto SIF</p>
<p align="center">UNICREDIT BANCA</p>
<p align="center">Filiale di Padova Via San Fermo</p>
<p align="center">C/C 000100438593</p>
<p align="center">IBAN: IT22S0200812101000100438593</p>
<div>
<h1>Docenti</h1>
</div>
<p><strong><em>Giovanni Zucchi: </em></strong>psicologo clinico, psicoterapeuta, President-elect dell’Associazione ACT Italia.</p>
<p><strong><em>Laura Casetta</em></strong>: psicologa, psicoterapeuta</p>
<div>
<h1>Metodologia</h1>
</div>
<p>Il corso prevede l’impiego di una didattica frontale e la sperimentazione di modalità di intervento del modello, per poterlo valutare e conoscere anche su un piano pratico.</p>
<div>
<h1><strong>Programma</strong></h1>
</div>
<div>
<h2>Sabato 24 settembre 2016</h2>
</div>
<p>9.30-10.30  “<em>Dai modelli di seconda generazione a quelli di terza generazione</em>”</p>
<p>10.30 – 11.30 “<em> Il contestualismo Funzionale”</em></p>
<p>11.30 – 12.30  “<em>Le Basi Teoriche dell’ACT: il comportamento verbale</em>”</p>
<p>12.30 – 13.00 <em>“</em><em> RFT E ANALISI DEL COMPORTAMENTO”</em></p>
<p>13.00 – 14.00 Pausa Pranzo</p>
<p>14.00 – 14.45 <em>“Il modello ACT: cos’è e cosa non è”</em></p>
<p>14.45-15.15 <em>“I Processi legati al modello dell’inflessibilità psicologica”</em></p>
<p>15.15 – 15.45 <em>“I Processi legati al modello della flessibilità psicologica”</em></p>
<p>15.45 – 16.45 <em>“I processi di accettazione e mindfulness nell’accettazione”</em></p>
<p>16.45 – 17.00 Pausa</p>
<p>17.00 – 18.00  <em>“I processi di accettazione e mindfulness nella  defusione”</em></p>
<p><em> </em></p>
<div>
<h2>Domenica 25 settembre 2016</h2>
</div>
<p><em>9.00 – 10.00 “I processi di accettazione e mindfulness nel contatto con il momento presente”</em></p>
<p><em>10.00 -10.30 “I processi di accettazione e mindfulness nel sé come contesto”</em></p>
<p>10.30 – 10.45 Pausa</p>
<p><em>10.45 – 12.15 “I processi di azione impegnata e cambiamento comportamentale: i valori”</em></p>
<p>12.15 – 13.00 “<em>I processi di azione impegnata e cambiamento comportamentale: l’azione impegnata</em>”</p>
<p>13.00 – 14.00 Pausa pranzo</p>
<p><em>14.00 – 15.00 “Concettualizzazione secondo il modello ACT”</em></p>
<p><em>15.00 – 16.30 “Concettualizzazione del caso: esercizi di gruppo”</em></p>
<p>16.30 – 16.45 Pausa</p>
<p>16.45 – 17.30 “Il terapeuta ACT”</p>
<p>17.30-18.00  “Confronto tra modelli: Neofunzionalismo e ACT a confronto”</p>
<p><em>18.00 – 18.30 Questionario finale di valutazione dell’apprendimento.</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/set2016-workshop-introduttivo-allact-acceptance-and-commitment-therapy/">Workshop introduttivo all&#8217;Acceptance and Commitment Therapy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiopsicologiarizzi.it">Studio Psicologia Rizzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
