Autostima: pochi conoscono il suo lato oscuro

High Self-esteem and Low Self-esteem

Mentre ieri facevo una ricerca, mi sono stupita del fatto che tra le parole più cercate dagli italiani compare”autostima”. Io amo parlare di gentilezza, crescita personale, meditazione, emozioni… parole assolutamente ignorate e sconosciute.

Insomma, che io lo voglia o no, le persone cercano (in tutti i sensi) maggiore autostima.

Ma cos’è l’autostima e siamo sicuri faccia bene?

L’autostima fa riferimento al sentirsi sicuri, non giudicare se stessi, non temere il giudizio. L’autostima ci dà una piacevole sensazione di orgoglio, ci fa camminare fieri e a testa alta, sapendo cosa è giusto e cosa vogliamo. Bello no?

Purtroppo non funziona proprio così.

I training sull’autostima si sono diffusi negli anni Novanta negli Stati Uniti. Dopo un grande successo nel breve termine, però, gli stessi psicologi sostenitori dell’autostima si sono accorti del suo lato oscuro: avevano creato una società di narcisisti e di persone incapaci a relazionarsi tra loro, non di persone più “forti”, sagge, in pace.

narcisismo

http://bit.ly/2q9H4TK

Ma allora dobbiamo rimanere insicuri e autocriticarci?

NO! L’alternativa si chiama Self-Compassion. Un appunto sul significato di Self-compassion: non significa compatirsi, significa trattarsi con gentilezza. In Italia pochi ancora ne parlano, ma sta prendendo sempre più piede per la sua efficacia nell’aiutarci a vedere i pensieri critici sotto una nuova prospettiva e nel connetterci con gli altri.

Ritengo che sia una svolta della psicologia, dimostrata in diverse ricerche di Kristin Neff e sperimentata in prima persona sulla mia pelle. Quindi volete più autostima? Attenti agli effetti collaterali: la connessione, la saggezza, la comprensione si chiamano self-compassion.

http://bit.ly/2q8nh7D

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Un piccolo esercizio di Self-compassion

Quando soffri, chiudi gli occhi, fai 5 o 6 respiri consapevoli, poi appoggia la tua mano sul cuore e ditti con tono dolce:

Quello che sto provando in questo momento non è piacevole, fa male.

Il dolore che sento è normale, lo prova anche chi ha scritto questo articolo e tutti quelli che l’hanno letto o lo leggeranno.

Stiamo male per motivi diversi, ma l’esperienza che proviamo sotto la nostra pelle è simile e ci avvicina.”

Poi respira e con un tono dolce ditti una parola per sostenerti in questa fatica:

“Coraggio”

“Passerà”

“Sei una bella persona”